Attenzione alle fatture false via PEC: come funziona il nuovo attacco phishing
I messaggi arrivano da caselle certificate reali ma violate e sembrano autentici: nascondono un file che colpisce solo i computer con Windows

L’Agenzia delle Entrate ha lanciato un allarme relativo a un nuovo attacco phishing molto subdolo. È in atto una vera e propria campagna incentrata su fatture false. Queste vengono recapitate via posta elettronica certificata (PEC).
Il canale utilizzato rappresenta il cuore di questa truffa. Arrivando da indirizzi PEC reali, per quanto ovviamente violati, i messaggi appaiono decisamente credibili. Ciò abbassa notevolmente la soglia d’attenzione dell’utente medio (e anche dei più esperti).
Come funziona il nuovo attacco
Il meccanismo è stato studiato con attenzione, al fine di ingannare anche gli utenti solitamente più accorti. Il messaggio contiene un archivio compresso, all’interno del quale si nasconde un file in formato HTML.
Aprendo il contenuto su un computer Windows, compare un pulsante che invita a scaricare la presunta fattura, mentre sugli altri sistemi operativi viene mostrato un messaggio d’errore. È infatti un attacco mirato, che si attiva esclusivamente sui sistemi Windows. Il link non è visibile nel file e appare solo passando il cursore del mouse sul pulsante. Cliccando, la vittima viene reindirizzata a un sito malevolo che avvia il download e l’esecuzione di script PowerShell, in grado di compromettere il dispositivo.
Come difendersi
È ovvio che qualsiasi utente reagisca allo stesso modo dinanzi a una PEC. La natura stessa della posta certificata ci spinge a percepire quel canale sicuro e ufficiale. Per questo motivo i criminali informatici puntano su caselle compromesse.
Il mittente reale infonde fiducia e spinge il destinatario ad agire d’impulso, senza verificare la provenienza dell’allegato. Il tema della sicurezza delle caselle certificate torna così di grande attualità, considerando la fase che stiamo vivendo, in cui la PEC è sempre più utilizzata per comunicazioni tra professionisti e con la PA.
L’Agenzia delle Entrate raccomanda alcune precauzioni semplici ma decisive. In particolare, è opportuno:
- non aprire allegati sospetti o inattesi;
- eliminare immediatamente i messaggi che invitano a scaricare fatture non riconosciute;
- non cliccare su pulsanti o link interni a file ricevuti senza certezza del mittente.
In caso di dubbio, prima di compiere qualsiasi azione, è preferibile consultare la sezione “Focus sul phishing” presente sul sito ufficiale dell’Agenzia. Si può inoltre contattare i canali di assistenza dedicati. La regola d’oro resta sempre la stessa: di fronte a una richiesta sospetta, meglio fermarsi e verificare. La vera arma dei truffatori, infatti, è quel clic affrettato che può aprire loro le porte di ogni tuo dispositivo.



















