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SICUREZZA INFORMATICA

Phishing, in Italia è record di dati rubati: cosa controllare subito su email e password

I dati dell'ultimo ultimo report dell'Osservatorio Cyber del Crif confermano la diffusione del phishing in Italia: le minacce informatiche sono sempre più pericolose.

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phishing iStock

Il phishing continua a essere una minaccia informatica molto rilevante, sia per utenti privati che per organizzazioni e aziende. In Italia, in particolare, si registrano numeri record per quanto riguarda i dati rubati.

La conferma arriva dall’ultimo report dell’Osservatorio Cyber del Crif, la centrale di rischi di intermediazione finanziaria, che ha analizzato i numeri del primo semestre per il settore della sicurezza informatica.

Si tratta di un tema molto attuale che conferma l’importanza della sicurezza informatica in un periodo in cui le minacce diventano sempre più sofisticate e i rischi per gli utenti finali si moltiplicano. Ecco i dettagli emersi dal nuovo report.

Il dark web è una fonte di dati

Secondo il report del Crif, sul dark web sono stati esposti circa 2,5 miliardi di nuovi dati univoci nel corso del primo semestre del 2026. Tra questi dati si trovano informazioni dettagliate sugli utenti che possono essere utilizzate per truffe di vario tipo, soprattutto legate ai tentativi di phishing e di furto dell’identità.

I dati più diffusi e vulnerabili, secondo l’Osservatorio, sono:

  • password,
  • e-mail,
  • nomi utente,
  • numeri di telefono,
  • nomi e cognomi.

L’Italia è tra i paesi più colpiti

Da quanto emerge dal report, l’Italia è tra gli Stati più colpiti dagli attacchi informatici. In particolare, il nostro paese si trova al terzo posto al mondo per numero di account rubati e diffusi sul dark web tramite il malware infostealer. Peggio dell’Italia fanno solo gli Stati Uniti e la Francia.

Da segnalare anche che l’Italia è al sesto posto al mondo (quarto in Europa, invece) per numero di indirizzi e-mail compromessi e poi diffusi sul dark web. Va un po’ meglio per quanto riguarda i dati di pagamento.

Il nostro paese, infatti, è al 22° posto al mondo (sesto in Europa) per volumi di dati in circolazione legati a carte di credito. Per quanto riguarda i numeri di telefono esposti, invece, siamo oggi al 51° posto (16° in Europa).

Gli italiani più colpiti

Secondo i dati dell’osservatorio, tra gli utenti privati, le fasce d’età più colpite sono 51-60 anni (26,7%), 41-50 anni (26,6%) e over 60 (20,3%). Nel 65,3% dei casi, inoltre, sono gli uomini a essere vittime di attacchi.  Il maggior numero di alert legati ad attacchi informatici viene registrato in  Lombardia (15,7%), Lazio (12,3%), Sicilia (11,3%), Emilia-Romagna (9,7%) e Piemonte (9,5%).

Difendersi è sempre più importante

Beatrice Rubini, Executive Director di Crif, ha evidenziato:

“Le frodi online  sono sempre più sofisticate e credibili, grazie a strumenti basati anche sull’Intelligenza artificiale come deepfake, phishing personalizzato e tecniche avanzate di ingegneria sociale che sfruttano informazioni personali spesso reperite online o provenienti da violazioni dei dati. In questo scenario, la consapevolezza personale rappresenta la prima linea di difesa”.

Ricordiamo che proteggersi da queste minacce informatiche è possibile. Per difendersi efficacemente dal phishing è fondamentale mantenere un atteggiamento vigile: non cliccare mai su link sospetti né scaricare allegati da mittenti sconosciuti o inattesi.

Prima di compiere qualsiasi azione, verifica sempre con attenzione l’indirizzo email reale di chi scrive ed esamina la struttura dell’URL per individuare eventuali anomalie o errori ortografici.

Non bisogna trascurare la possibilità di ricorrere a strumenti di protezione, per avere una difesa contro i software malevoli e poter rilevare possibili tentativi di phishing e truffe.