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Pesce scorpione avvistato in Italia, come riconoscere la specie velenosa

Il pesce scorpione ha raggiunto le acque italiane portando con sé diversi rischi: ecco come riconoscerlo (e perché è importante segnalarlo)

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Avvistato pesce scorpione iStock

Un predatore dalle pinne sgargianti e dagli aculei velenosi si sta facendo strada nelle acque italiane. Il pesce scorpione (Pterois miles) specie aliena proveniente dall’Oceano Indiano, ha fatto la sua comparsa nei nostri mari, segnando un nuovo capitolo nell’evoluzione biologica del Mediterraneo.

L’arrivo di questo invasore marino non rappresenta solo una curiosità naturalistica, ma solleva questioni fondamentali tanto per la sicurezza dei bagnanti quanto per l’equilibrio degli ecosistemi costieri. La sua presenza conferma tendenze già osservate in altre aree del bacino mediterraneo, dove questa specie ha dimostrato una capacità di espansione tanto rapida quanto preoccupante.

L’avvistamento e i rischi

Ma andiamo per ordine. L’esemplare è stato avvistato qualche settimana fa durante un’immersione scientifica nella Grotta delle Tre Furneddhe, al largo di Santa Caterina di Nardò, dal biologo marino Michele Onorato e dal collega Damiano Zaza dell’Università di Bari.

I ricercatori, facenti parte del Centro di Speleologia Sottomarina Apogon, erano impegnati in attività di campionamento di fango quando si sono trovati di fronte al primo avvistamento confermato di Pterois miles nelle acque pugliesi.

La specie ha iniziato la sua espansione nel Mediterraneo orientale circa dieci anni fa , colonizzando rapidamente l’intero bacino orientale, e ora ha raggiunto definitivamente le coste italiane.

I rischi legati alla presenza di questa specie aliena sono molteplici e significativi. Dal punto di vista umano, gli aculei velenosi presenti lungo le pinne dorsali, anali e pelviche sono una minaccia perché possono inoculare tossine che causano dolore intenso, gonfiore, febbre e nei casi più gravi complicazioni sistemiche.

Per l’ecosistema marino, la minaccia è ancora più preoccupante: questa specie è considerata una delle più dannose mai documentate, capace di alterare profondamente la composizione delle comunità ittiche locali grazie alla mancanza di predatori naturali nelle nostre acque.

Come si riconosce il pesce scorpione?

Il Pterois miles presenta caratteristiche morfologiche distintive che lo rendono facilmente identificabile anche per un osservatore non specializzato. Il corpo è caratterizzato da una livrea a bande verticali di colore rosso-bruno e bianco, un pattern davvero inconfondibile anche a distanza.

Le pinne dorsali e pettorali sono molto sviluppate con raggi a forma di spine ben visibili che si estendono come ventagli ornamentali. Dal punto di vista anatomico, la specie presenta 13 spine dorsali, 9-11 raggi dorsali molli, 3 spine anali e 6-7 raggi anali molli.

Il corpo è leggermente robusto, con muso, area preorbitale e preopercolo caratterizzati da margini con filamenti dermici. Particolarmente caratteristici sono i tentacoli carnosi sopra gli occhi e sotto la bocca, oltre alla presenza di una banda di piccole spine lungo la guancia negli adulti. La lunghezza standard massima raggiunge i 35 centimetri, anche se in rari casi può superare i 40 cm.

Dov’è più probabile avvistarlo?

Il pesce scorpione predilige specifici habitat marini che ne facilitano l’insediamento e la diffusione. La specie colonizza preferibilmente fondali rocciosi, relitti sommersi, praterie di Posidonia e barriere coralline, dove può nascondersi tra le fessure e confondersi con i giochi di luce.

Nel Mediterraneo, le popolazioni consolidate sono state documentate nel Mar Levantino, nel Mar Egeo meridionale e centrale, così come nelle acque ioniche greche, mentre segnalazioni sporadiche arrivano dalla Tunisia e dalla Sicilia meridionale.

In caso di avvistamento, è fondamentale mantenere una distanza di sicurezza e non tentare mai di toccare l’animale e, dato che le autorità italiane hanno attivato sistemi di monitoraggio, è bene segnalare la sua presenza per contribuire a sviluppare strategie di contenimento efficaci.