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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Sempre più persone organizzano le vacanze con l’AI: cosa può andare storto?

Sempre più italiani usano i chatbot per pianificare le vacanze. Ma senza le giuste informazioni l'intelligenza artificiale può rovinarti le ferie.

L'Intelligenza Artificiale cambia il modo di prenotare le vacanze 123RF

Hai finalmente qualche giorno di ferie ma non sai dove andare, come organizzare il viaggio o quale destinazione scegliere? È una situazione molto più comune di quanto si pensi. Tra mare, montagna, città d’arte, hotel, appartamenti e itinerari da costruire, decidere non è sempre semplice.

Per questo motivo sempre più persone stanno affidando la pianificazione delle proprie vacanze all’intelligenza artificiale, chiedendo consigli o facendosi costruire un itinerario su misura.

Del resto, cosa potrebbe andare storto?

Sempre più italiani usano l’AI per organizzare i viaggi

Meno tempo passato a confrontare decine di siti, più suggerimenti già selezionati in base ai propri gusti, al budget, alle date disponibili, alla posizione geografica, allo stile di viaggio e alle aspettative personali. Sono questi alcuni dei principali vantaggi dell’intelligenza artificiale applicata all’organizzazione delle vacanze.

Infatti sempre più persone se ne stanno accorgendo. Secondo i dati dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, già un viaggiatore italiano su tre utilizzava l’AI per attività legate ai viaggi. Una percentuale che oggi potrebbe essere ancora più elevata, considerando che l’85% di chi la utilizza la ritiene uno strumento utile, se non addirittura fondamentale.

Non è certo il primo settore in cui l’intelligenza artificiale si rivela una preziosa alleata, soprattutto quando entrano in gioco due fattori importanti come il tempo e il denaro. Rivolgersi a un consulente o a un’agenzia di viaggi richiede oggi non pochi soldi, senza contare l’attesa per avere qualche informazione.

L’AI promette invece di semplificare tutto questo, generando risposte personalizzate e apparentemente già pronte all’uso. Il punto, però, è proprio quell'”apparentemente”. Basta davvero poco perché un viaggio perfettamente organizzato si trasformi in una vacanza piena di inconvenienti.

Il problema dell’AI nella pianificazione dei viaggi

Lo abbiamo già visto in molti altri contesti: il problema non è utilizzare l’intelligenza artificiale, bensì farlo senza sapere come interagire con essa.

Scrivere semplicemente “fammi un itinerario per Firenze” oppure “consigliami un hotel a Siena” porta quasi sempre a ricevere risposte piuttosto generiche, e non necessariamente aggiornate ai propri gusti o anche alla località: chi ti dice che quell’hotel sia ancora aperto? O che quell’itinerario non sia fattibile per lavori in corso o tanto altro?

Il rischio è dietro l’angolo. Se ci si limita a chiedere indicazioni su voli o treni per una destinazione, un hotel dove soggiornare e qualche ristorante o luogo da visitare, l’AI potrebbe suggerire tratte non disponibili nelle date desiderate oppure con prezzi ben superiori al budget previsto. Allo stesso modo potrebbe indicare alberghi o locali già al completo, attività temporaneamente chiuse oppure addirittura punti di ristoro inesistenti o molto diversi da quelli descritti.

Anche in questo caso è il prompt a fare davvero la differenza. Purtroppo, non esiste ancora un’intelligenza artificiale capace di comprendere alla perfezione desideri ed esigenze con tre sole parole. Che si utilizzi ChatGPT, Gemini o Claude, il principio non cambia: senza istruzioni dettagliate, nessuna AI è in grado di produrre risultati realmente personalizzati.

Come fare un buon prompt per la pianificazione

La soluzione è tanto semplice quanto efficace: fornire all’intelligenza artificiale quante più informazioni possibili. 

Ad esempio, se si viaggia in coppia, con bambini, con genitori anziani oppure da soli, o quale sia il mezzo di trasporto scelto (treno, automobile, aereo…), a quanto ammonti il budget massimo destinato all’hotel, e addirittura eventuali esigenze alimentari e tanto altro.

In sostanza, è meglio non omettere alcun dettaglio. Anzi, considerando che molti strumenti stanno evolvendo verso veri e propri AI agent, molto più sofisticati dei classici chatbot, può essere utile assegnare loro un ruolo preciso.

Un buon prompt potrebbe iniziare con una frase come: “Agisci come un consulente di viaggio“, per poi descrivere nel dettaglio tutto ciò che si desidera ottenere.

Ma ricorda: controlla sempre se le informazioni sono aggiornate. A volte il chatbot non è in grado di selezionare le fonti più recenti. Per questo uno sguardo in più può evitare brutte sorprese e contribuire a rendere la vacanza davvero serena.

FAQ

L'AI può davvero organizzare una vacanza per me?

Sì: l'AI fornisce suggerimenti rapidi e personalizzabili, ma serve un prompt dettagliato e controllo umano per verificare aggiornamenti e disponibilità.

Quali sono i rischi se chiedo all'AI solo "fammi un itinerario"?

Risultati generici e potenzialmente inesatti: hotel chiusi, attività temporaneamente non disponibili o tratte non prenotabili nelle date scelte.

Devo fidarmi ciecamente delle informazioni fornite dall'AI?

Controlla sempre le fonti e le disponibilità: l'AI può sbagliare o usare dati non aggiornati, quindi una verifica manuale evita brutte sorprese.

Usare l'AI fa risparmiare tempo e denaro davvero?

Spesso sì: filtra molte opzioni in base ai tuoi criteri. Però senza istruzioni precise potresti ottenere proposte non ottimali o costose.