Tornano i Poke di Facebook e diventano uno strumento per attrarre i giovani
Meta vuole rilanciare i Poke su Facebook, puntando sulla gamification per aumentare il coinvolgimento degli utenti e attirare i più giovani sulla piattaforma

In Sintesi
- Meta ha rilanciato i Poke di Facebook, introducendo un contatore per trasformare l’interazione in un gioco e attirare un pubblico più giovane.
- L’obiettivo è aumentare il coinvolgimento degli utenti, rendere la piattaforma più competitiva e vicina alle esigenze della Gen Z.
La funzione Poke di Facebook è uno degli elementi più antichi implementati a bordo del celebre social network e, di recente, è stata oggetto di una profonda revisione da parte di Meta.L’obiettivo dell’azienda di Menlo Park è quello di far conoscere l’opzione ai più giovani e rilanciarne l’utilizzo.
Questo rinnovato interesse per il Poke, in realtà, si inserisce in una più ampia strategia che punta a far aumentare il coinvolgimento degli utenti e a riposizionare Facebook come piattaforma che guarda alle nuove generazioni.
Come sta cambiando il Poke
Il Poke non ha mai lasciato definitivamente Facebook e, nell’ultimo periodo, è stato rilanciato con una nuova interfaccia utente, che include anche un pulsante dedicato. A questo si aggiunge anche la creazione di una pagina specifica (facebook.com/pokes), che non solo elenca i Poke ricevuti e gli amici a cui inviarli, ma orienta l’opzione verso la gamification con il conteggio dei Poke, utile per trasformare questa forma di interazione in una “competizione amichevole”.
Come è evidente, questa revisione è stata profondamente ispirata dai meccanismi di coinvolgimento già visti su altre piattaforme, come le Streaks di Snapchat e TikTok, funzionalità che ricompensano la continuità delle interazioni, dimostrando una grande efficacia nel mantenere gli utenti attivi e connessi.
Il Poke per sua natura rimane un’interazione priva di un significato specifico, lasciando agli utenti la libertà di interpretarne lo scopo, che può variare da un semplice saluto a un tentativo di flirt o a uno scherzo per “disturbare” gli amici. Eppure nella vision di Meta può dare il via a una strategia di re-engagement potente, che potrebbe cambiare per sempre il futuro di Facebook.
Nonostante queste intenzioni, però, strumenti del genere sollevano anche dubbi sull’assuefazione da social network, un fenomeno che coinvolge soprattutto i più giovani, spingendoli (nei casi peggiori) verso una vera e propria dipendenza da queste piattaforme.
Il rischio è che la strategia di rilancio dei Poke possa diventare un’altra delle cause di questo bisogno compulsivo di attenzioni digitali, facendo leva su meccanismi psicologici che potrebbero rivelarsi deleteri per i ragazzi.
Quale sarà il futuro di Meta
Come ben noto che Meta sta affrontando una sfida demografica non indifferente, con una progressiva diminuzione della base di utenti più giovani.
Mentre l’azienda di Menlo Park continua a ottenere grandi risultati in settori come l’intelligenza artificiale e il metaverso, le sue strategie di attrarre e mantenere la Generazione Z sembrano essere meno efficaci, pur rappresentando una sfida cruciale per la sostenibilità futura.
Iniziative come Facebook Campus (chiuso nel 2022) o la recente riprogettazione dell’interfaccia focalizzata sulla Gen Z dimostrano il persistente impegno dell’azienda in questa direzione, nel tentativo di riconquistare una fetta di mercato strategica.
Vedremo che tutte queste modifiche, a cui si aggiunge anche il rilancio del Poke, riusciranno a far apprezzare Facebook ai più giovani o se, invece, la piattaforma sarà ancora considerata l’habitat naturale dell persone “avanti con l’età”.


















