Libero
SCIENZA

Eclissi solare del 12 agosto: cosa si vede davvero con il 50, il 90 o il 99% di Sole coperto

Dalla Sardegna alla Calabria, l’eclissi apparirà molto diversa: le percentuali aiutano, ma non raccontano da sole come cambierà il cielo

7 min di lettura

Eclissi di sole iStock
  • L’eclissi del 12 agosto 2026 mostrerà effetti molto diversi a seconda della copertura del Sole, con differenze nette tra percezione umana e percentuali reali.
  • Sotto il 70% l’evento resta quasi invisibile, tra 70 e 90% la luce cambia carattere, oltre il 90% compare un falso crepuscolo che rende l’atmosfera insolita.
  • In Italia i valori più alti toccheranno la Sardegna nord-occidentale, mentre la totalità resterà l’unica soglia capace di svelare corona solare e fenomeni spettacolari.

Durante questi giorni che precedono l’eclissi solare, leggere le percentuali può tanto “rassicurare” sul fatto che si vedrà qualcosa di magnifico, quando scoraggiare. D’altronde, le associamo a delle proporzioni lineari: metà disco coperto, metà luce in meno.

Invece… la percezione umana funziona in tutt’altro modo, come sa chiunque abbia già assistito a un’eclissi parziale. Il 12 agosto 2026 la Luna coprirà porzioni molto diverse del Sole a seconda della latitudine, dal 98% della Sardegna nord-occidentale a poche unità percentuali in Calabria. Ed è interessante capire a cosa assisteremo sul serio.

Perché l’occhio inganna sulle percentuali?

Ma andiamo per ordine: come mai le percentuali non vanno “d’accordo” con ciò che vediamo? Semplice: la vista umana comprime le differenze di luminosità su una scala logaritmica, una caratteristica che permette di leggere un libro sotto un lampione e anche in spiaggia a mezzogiorno usando lo stesso apparato.

Il prezzo di questa flessibilità sta nella scarsa sensibilità alle variazioni graduali. Il Sole, poi, dispone di una riserva di luminosità enorme: ridotto a una falce, resta comunque migliaia di volte più brillante della Luna piena. Togliere metà della superficie visibile sottrae molta meno luce ambientale di quanto il numero lasci immaginare. Ma quindi, percentuale per percentuale, cosa vedremo?

Fino al 70%: quasi niente

Sotto questa soglia un osservatore distratto rischia di lasciar passare l’eclissi senza accorgersene. L’illuminazione somiglia a quella di una giornata con velature alte e l’eventuale calo di temperatura resta dentro il rumore di fondo di una serata d’agosto.

L’unico modo per rendersene conto passa dai filtri certificati, che mostrano il morso lunare sul disco, oppure dalla proiezione della luce solare attraverso un piccolo foro su un foglio bianco. Verso il 60-70% compare anche un effetto laterale curioso: la luce filtrata dalle chiome degli alberi disegna a terra decine di piccole falci, perché ogni spazio tra le foglie si comporta come una camera oscura in miniatura.

Tra il 70 e il 90%: la luce cambia carattere

Qui il fenomeno comincia a farsi notare: la luminosità scende in modo percepibile, le ombre si fanno più marcate perché la sorgente luminosa si assottiglia fino a diventare una lama, e i colori perdono saturazione assumendo una tonalità metallica.

La temperatura cala di qualche grado, il vento rallenta o cambia direzione, gli animali si comportano come al crepuscolo: uccelli che rientrano ai posatoi, grilli che anticipano il concerto serale. Molti osservatori raccontano di aver percepito questa fase con la pelle prima che con gli occhi.

Oltre il 90%: il falso crepuscolo

Sopra il 90% la scena diventa difficile da confondere: la luce residua ricorda quella che precede un temporale, con una qualità che rimanda alla sera senza portarne i colori caldi. Venere diventa individuabile a occhio nudo verso ovest e le ombre acquistano contorni innaturali.

Resta un punto da fissare: anche con il 95% del disco coperto il Sole rimane pericoloso da guardare senza protezione. La falce superstite conserva una luminosità migliaia di volte superiore alla soglia di sicurezza per la retina, e l’assenza di dolore immediato rende il danno ancora più insidioso.

Tavola delle percentuaaliImmagine realizzata con AI

Perché la totalità appartiene a un’altra categoria?

Il salto tra il 99% e il 100% rappresenta la vera discontinuità del fenomeno. Quell’ultimo punto percentuale spegne l’unica sorgente che impedisce di osservare la corona solare, l’atmosfera esterna della stella, circa un milione di volte meno brillante della superficie visibile.

Nella fascia di totalità compaiono in pochi secondi le perle di Baily, l’anello di diamante, un cielo scuro popolato da pianeti e stelle, un bagliore aranciato lungo tutto l’orizzonte a 360 gradi. Fuori da quella fascia nessuno di questi elementi diventa accessibile, per quanto alta sia la percentuale raggiunta: dal centro di Madrid, coperto al 99,98%, la corona resterà invisibile.

Cosa vedremo in Italia?

Le coperture maggiori interesseranno la Sardegna nord-occidentale, dove tra Asinara, Stintino e Porto Torres la Luna arriverà a coprire circa il 98% del disco, il valore più alto dell’intero territorio nazionale, con il massimo intorno alle 20:27 e il Sole ormai appoggiato sull’orizzonte. Nel continente il primato spetta all’estremo Ponente ligure, intorno al 95%.

Genova raggiunge il 93,6%, Torino il 93,3%, Bologna il 92,7%, Milano il 92,3%, Venezia il 91,3%: tutto il Settentrione entra quindi nel territorio del falso crepuscolo. Nel Centro i valori scendono verso la fascia intermedia, con Firenze all’83,4%, Roma intorno al 69%, Cagliari al 66,8% e Ancona al 62,8%.

Il Meridione resta ai margini della geometria: Napoli si ferma intorno al 46%, Palermo al 24,9%, Bari al 18,8%, Catanzaro all’8,7%. Su quest’ultima fascia la Luna produrrà un morso riconoscibile solo attraverso i filtri, senza alcun effetto sulla luce ambientale.

C’è però una variabile che rimescola le carte: il massimo arriverà con il Sole a pochissimi gradi sull’orizzonte, in diverse località già in fase di tramonto, quindi gli effetti ambientali si mescoleranno al normale calo di luce serale e risulteranno meno riconoscibili. Lo spettacolo si sposta sul disco solare stesso: una falce ridotta a un filo che scivola dietro l’orizzonte, da guardare con occhiali certificati ISO 12312-2 e con una visuale completamente libera verso ovest.

FAQ

Il 50% di Sole coperto si nota davvero?

Poco. L’occhio percepisce male le variazioni graduali di luce, quindi con una copertura media l’effetto resta spesso sottile e può passare quasi inosservato.

Quando l’eclissi diventa visibile senza difficoltà?

Tra il 70 e il 90% la scena cambia chiaramente: cala la luminosità, le ombre si allungano e i colori perdono vivacità, creando un’atmosfera da crepuscolo.

Cosa succede oltre il 90% di copertura?

L’ambiente assume un aspetto quasi notturno, con cielo più scuro e ombre insolite. In questa fase il Sole resta comunque pericoloso da guardare senza filtri certificati.

In Italia dove si vedrà l’eclissi più forte?

Le percentuali maggiori sono in Sardegna nord-occidentale, fino al 98%. Nel Nord si resta sopra il 90%, mentre al Centro e al Sud la copertura scende sensibilmente.

Per vedere la corona solare basta il 99%?

Serve la totalità. Il salto tra 99% e 100% è decisivo: solo lì sparisce la luce residua che nasconde corona, perle di Baily e anello di diamante.