Password violate: 8,7 milioni di italiani vittime di cyberattacchi nell'ultimo anno
Social, conti bancari e smartphone sono i bersagli preferiti dei criminali informatici. Ecco gli errori più diffusi da evitare.

- Un'indagine rileva che 8,7 milioni di italiani hanno subito il furto delle credenziali nell'ultimo anno, con social e conti bancari tra i principali bersagli.
- La diffusione di cattive abitudini come riutilizzo e password prevedibili facilita i cyberattacchi, rendendo la sicurezza digitale un problema per tutti.
- Gli esperti consigliano credenziali robuste e diverse per ogni servizio, l'autenticazione a due fattori e l'uso di password manager per ridurre i rischi.
Social network, conti bancari e smartphone sono i bersagli più colpiti. Un’indagine commissionata a mUp Research da Facile.it rivela che milioni di italiani hanno subito il furto delle proprie credenziali negli ultimi dodici mesi, spesso anche a causa di abitudini poco prudenti nella gestione delle password.
- Social e conti bancari nel mirino
- Cattive abitudini che favoriscono il furto password
- Le password più prevedibili sono le più usate
- Ogni quanto cambiare le credenziali
- Dove conservare le password
Social e conti bancari nel mirino
Le password violate continuano a rappresentare una delle principali porte d’ingresso per i criminali informatici. Secondo l’indagine, nell’ultimo anno ben 8,7 milioni di italiani hanno subito una compromissione delle proprie credenziali di accesso.
I casi più frequenti riguardano i profili social, con circa 5 milioni di utenti colpiti. Seguono gli account bancari, che hanno interessato 1,8 milioni di persone, e gli smartphone, coinvolti in quasi 890.000 episodi.
Numeri che fotografano una realtà ormai evidente: la sicurezza digitale non è più una questione riservata agli esperti informatici, ma riguarda chiunque utilizzi servizi online nella vita quotidiana.
Cattive abitudini che favoriscono il furto password
Se da una parte gli attacchi informatici diventano sempre più sofisticati, dall’altra molti utenti continuano a commettere errori che facilitano il lavoro dei malintenzionati.
Tra le abitudini più diffuse c’è l’utilizzo della stessa password per più servizi. Una scelta adottata da milioni di persone che, in caso di violazione di un singolo account, espone automaticamente anche gli altri profili associati.
Non va meglio sul fronte delle password personali. Molti utenti continuano a utilizzare nomi di figli, partner o altre informazioni facilmente riconducibili alla propria vita privata. Dati che spesso possono essere recuperati con facilità attraverso i social network o semplici ricerche online.
Le password più prevedibili sono le più usate
C’è poi il capitolo delle combinazioni troppo semplici. Sequenze come “1234”, ripetizioni dello stesso carattere oppure date di nascita continuano a essere tra le scelte più comuni.
L’indagine evidenzia che milioni di italiani utilizzano ancora codici facilmente intuibili. Non mancano casi quasi sorprendenti, come chi sceglie la parola “password” come chiave di accesso o utilizza il nome del sito che sta proteggendo.
Anche termini apparentemente innocui come “qwerty”, ovvero le prime lettere della tastiera, restano presenti nelle abitudini di una parte degli utenti.
Una situazione che dimostra come la consapevolezza sui rischi informatici non sia ancora diffusa quanto dovrebbe.
Ogni quanto cambiare le credenziali
La gestione delle password non si limita alla loro creazione. Un altro aspetto fondamentale riguarda l’aggiornamento periodico delle credenziali.
Dalla ricerca emerge che quasi un utente su due modifica le proprie password meno di una volta all’anno oppure interviene soltanto quando il servizio lo richiede espressamente. Questo comportamento aumenta il rischio che eventuali credenziali compromesse restino utilizzabili per lunghi periodi senza che il proprietario se ne accorga.
Più che cambiare password di frequente, gli esperti consigliano oggi di utilizzare credenziali robuste e differenti per ogni servizio, attivando quando possibile l’autenticazione a due fattori.
Dove conservare le password
Anche il modo in cui vengono archiviate può fare la differenza. Una quota significativa degli italiani continua a trascrivere le password su fogli, agende o quaderni. Altri preferiscono salvarle in documenti sul computer o nelle note dello smartphone.
Esistono però soluzioni più sicure. I password manager, sempre più diffusi, consentono di generare e conservare credenziali complesse riducendo il rischio di dimenticanze e accessi non autorizzati.
I dati raccolti mostrano che i cyberattacchi sfruttano spesso vulnerabilità molto semplici. Per questo motivo la prima difesa contro le password violate non è necessariamente una tecnologia avanzata, ma una maggiore attenzione alle abitudini quotidiane con cui proteggere l’identità digitale.
FAQ
L'indagine segnala che 8,7 milioni di italiani hanno subito la compromissione delle proprie credenziali nell'ultimo anno.
I profili social sono i più colpiti (circa 5 milioni), seguiti da account bancari (1,8 milioni) e smartphone (quasi 890.000).
Usare la stessa password su più servizi e scegliere password legate a informazioni personali facilita le violazioni.
Usare password robuste e diverse per ogni servizio e attivare l'autenticazione a due fattori quando possibile.
È preferibile usare un password manager invece di annotarle su fogli, documenti o note dello smartphone.

















