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Il parco archeologico più grande d’Europa si trova in Italia

Il parco archeologico di Selinunte è il più grande d’Europa, con i suoi quaranta ettari di estensione tra reperti antichi, storia e natura protetta

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Il Parco archeologico di Selinunte 123RF

Nel cuore della Sicilia sorge il Parco archeologico di Selinunte, riconosciuto come il complesso archeologico più esteso d’Europa e tra le testimonianze greche meglio conservate del Mediterraneo. In questo luogo maestoso, affacciato sulla costa sud-occidentale dell’isola, storia, archeologia e paesaggio naturale si fondono dando vita a un sito unico, capace di affascinare studiosi, appassionati e visitatori da tutto il mondo.

Selinunte, l’antica città greca affacciata sul Mediterraneo

Prima che diventasse uno dei luoghi più importanti dell’archeologia italiana, Selinunte fu una ricca e potente città fondata nel VII secolo a.C. dai coloni provenienti da Megara Hyblaea. La sua posizione strategica, tra il Mediterraneo e le fertili pianure del territorio circostante, favorì lo sviluppo di una società fiorente, impegnata nel commercio e nella costruzione di solenni edifici sacri.

Il nome della città, Selinunte, deriva dal termine greco Sèlinon, che indicava una pianta aromatica selvatica simile al prezzemolo, molto diffusa nella zona. Questa pianta divenne un simbolo della città e fu raffigurata sulle prime monete coniate dai Selinuntini, a testimonianza del forte legame tra natura e identità civica.

La grandezza raggiunta dalla polis non fu tuttavia destinata a durare. Dopo secoli di rapporti altalenanti con le altre potenze dell’epoca, l’alleanza con Cartagine si rivelò decisiva e fatale. Nel 409 a.C., il generale cartaginese Annibale attaccò e distrusse la città utilizzando mezzi estremamente violenti. Le fonti storiche parlano di migliaia di morti e prigionieri e, anche dopo il pagamento di un riscatto, le mura e i templi vennero saccheggiati e danneggiati irreversibilmente. Nonostante un successivo tentativo di rinascita, la città non recuperò più la sua antica gloria e alla fine della seconda guerra punica venne definitivamente abbandonata.

Il Parco archeologico di Selinunte: templi, acropoli e testimonianze millenarie

Oggi chi arriva nell’area dell’antica città, in Sicilia, trova un territorio pressoché disabitato, modellato dal vento e dal tempo, dove le rovine dei templi innalzano ancora le loro colonne imponendo silenzio e meraviglia. Il Parco archeologico di Selinunte si estende per circa quaranta ettari, un’estensione che lo rende il parco archeologico più grande d’Europa e uno dei siti meglio studiati nel campo dell’archeologia classica.

L’area è suddivisa in tre nuclei principali: la collinetta orientale, l’Acropoli di Selinunte sulla collina occidentale e la zona sacra oltre il fiume Modione. Nella parte orientale si trovano tre grandi templi, uno dei quali è stato parzialmente ricostruito negli anni Cinquanta per restituire ai visitatori un’idea della maestosità originaria dell’architettura greca dorica. Sull’Acropoli, invece, si concentrano resti monumentali, mura difensive, altari e ciò che un tempo era il cuore politico e religioso della città.

Il colpo d’occhio è straordinario: dalle alture lo sguardo corre fino alle onde del Mediterraneo, mentre la luce solare torna ogni giorno a illuminare pietre scolpite più di duemila anni fa. Gli archeologi ritengono che il crollo di molti edifici sia attribuibile non soltanto ai saccheggi e ai secoli di abbandono, ma anche a un violento terremoto che avrebbe completato la distruzione dell’antico centro.

Un viaggio tra archeologia, natura e ricerca

Visitare Selinunte significa immergersi in un paesaggio sospeso tra memoria e natura incontaminata. Il parco è infatti inserito nel contesto della Riserva naturale del Belice, dove dune costiere, macchia mediterranea e fauna protetta creano un ambiente perfetto per comprendere quanto l’interazione tra uomo e territorio fosse centrale per le antiche civiltà. Da anni il sito è oggetto di ricerche, scavi e studi che continuano a riportare alla luce reperti e dettagli che arricchiscono la conoscenza dell’antica Sicilia greca.

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