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Il paradosso di OpenAI: tutti usano ChatGPT, ma i conti non sono dei migliori

ChatGPT supera il miliardo di utenti attivi mensili, ma OpenAI continua a perdere miliardi ogni anno. Come è possibile?

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Alcune app AI iStock

Una buona e una cattiva notizia per OpenAI. La prima: secondo le stime di Sensor Tower, nel maggio 2026 ChatGPT avrebbe superato quota un miliardo di utenti attivi mensili nel mondo. E questa era la buona. La cattiva è che nonostante una platea gigantesca, l’azienda continua a sostenere costi enormi per mantenere operativo il servizio, arrivando ancora oggi a bruciare miliardi di dollari.

Una situazione che, almeno in apparenza, sembra paradossale. Com’è possibile che la società leader dell’IA generativa (per pubblico) non riesca ancora a trasformare questa popolarità in un business pienamente sostenibile?

Perché OpenAI continua a perdere denaro nonostante il boom di ChatGPT

Non è un’anomalia economica, ma piuttosto la conseguenza di un modello di crescita che finora ha privilegiato l’espansione dell’utenza rispetto alla monetizzazione diretta.

A differenza delle piattaforme tradizionali del web, dove l’aumento degli utenti genera immediatamente ricavi pubblicitari o comporta costi marginali molto bassi, l’intelligenza artificiale generativa funziona in modo completamente diverso.

Ogni singola richiesta fatta a ChatGPT richiede infatti una notevole potenza di calcolo, che grava sui server e sulle infrastrutture energetiche. Aggiungi anche che la stragrande maggioranza del miliardo di utenti attivi utilizza la versione gratuita e il gioco è fatto: per ogni accesso non si otterrà un guadagno, bensì un costo.

Così facendo, da una parte c’è il più grande pubblico mai raggiunto da una piattaforma in così poco tempo, e dall’altra perdite stimate attorno ai 14 miliardi di dollari per l’anno in corso (nonostante ricavi annuali ormai superiori ai 20 miliardi), con una previsione di ritorno al profitto non prima del 2030.

Cosa può fare OpenAI per risolvere il problema

Due strade possibili. La prima: convertire una parte consistente degli utenti gratuiti in abbonati paganti.

Per quanto un miliardo di utenti attivi sia un trionfo assoluto sul piano dell’adozione tecnologica, non basta per garantire margini positivi se la maggioranza continua a utilizzare gratuitamente il servizio.

L’azienda dovrà quindi trovare il modo di fidelizzare gli utenti disposti a pagare per ottenere funzionalità avanzate, modelli più potenti e strumenti professionali. Non una mossa facile, vista anche la concorrenza sempre più agguerrita, anche sul fronte dei prezzi.

Altrimenti la seconda strada: i mercati finanziari. Finora la società guidata da Sam Altman ha potuto contare sul sostegno dei mercati privati, dove le perdite miliardarie sono state assorbite dall’entusiasmo dei fondi di venture capital e dagli enormi investimenti infrastrutturali di partner strategici come Microsoft.

Secondo numerose indiscrezioni, OpenAI starebbe preparando il terreno per una IPO dalla valutazione storica, tra gli 850 miliardi e il trilione di dollari. Una quotazione in Borsa del genere permetterebbe così di sostenere ancora più a lungo la corsa all’intelligenza artificiale, anche se rimarrebbe comunque il nodo dei profitti.

L’unica consolazione: ChatGPT è un successo planetario

Per quanto ancora non del tutto profittevole, è indubbio che ChatGPT sia ormai una realtà totale per milioni di persone.

Nel giro di pochi anni, la piattaforma è passata dall’essere una semplice curiosità tecnologica a uno strumento utilizzato quotidianamente per studio, lavoro e attività personali.

Una diffusione capillare che ha inevitabilmente alimentato anche un intenso dibattito internazionale. Da un lato, l’entusiasmo verso una tecnologia considerata rivoluzionaria; dall’altro, le preoccupazioni legate all’impatto sul lavoro, all’affidabilità dei contenuti generati e alla necessità di nuove regolamentazioni (soprattutto per quanto riguarda la sicurezza delle infrastrutture).

FAQ

Perché OpenAI perde soldi nonostante 1 miliardo di utenti?

Perché la maggioranza usa la versione gratuita e ogni richiesta richiede costosa potenza di calcolo: più utenti non si traducono automaticamente in ricavi.

Quanto pesa il costo dell'infrastruttura?

Molto: i server e l'energia necessari per ogni richiesta generano spese elevate che contribuiscono alle perdite miliardarie.

Quali opzioni ha OpenAI per tornare profittevole?

Convertire utenti gratuiti in abbonati paganti o contare su finanziamenti/IPO per finanziare la crescita e l'infrastruttura.

Quali rischi emergono dalla diffusione di ChatGPT?

Rischi includono impatto sull'occupazione, affidabilità dei contenuti generati e necessità di nuove regolamentazioni e sicurezza infrastrutturale.