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Ora solare e ora legale: gli impatti (negativi) e a che punto è l'Italia sull'abolizione del cambio d'ora

Nella notte tra il 24 e il 25 ottobre le lancette torneranno indietro di un'ora, intanto politica e ricerca discutono del futuro dell'ora legale

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Ora legale iStock
  • A fine ottobre l’Italia tornerà all’ora solare, mentre in Parlamento prosegue l’esame sull’ipotesi di un orario unico permanente.
  • Gli studi più recenti collegano il cambio d’ora a disturbi del ritmo biologico, sonno ridotto e un aumento di alcuni rischi per la salute.
  • La scelta tra ora legale e ora solare divide tra serate più lunghe, mattine più luminose e possibili effetti diversi su consumi e abitudini.

A fine ottobre le lancette torneranno indietro di un’ora e l’Italia rientrerà nell’ora solare, come accade ogni autunno da diversi decenni. Un rito talmente abituale che ormai lo gestiscono da soli smartphone, computer e orologi connessi.

Sul futuro di questa abitudine, però, il dibattito è più aperto che mai. In Parlamento è in corso un’indagine che potrebbe riscrivere le regole, mentre la ricerca scientifica guarda con attenzione crescente a cosa succede al nostro organismo ogni volta che l’orario cambia.

Un’abitudine lunga sessant’anni

L’Italia sperimentò l’ora legale per la prima volta nel 1916, in piena Prima guerra mondiale, e la rese stabile solo nel 1966. Da allora il doppio passaggio è entrato nella vita quotidiana come un gesto automatico: prima si girava la rotella dell’orologio da polso, poi sono arrivati smartphone e computer che fanno tutto da soli, e il cambio è diventato quasi invisibile.

La prima crepa in questa routine si è aperta a Bruxelles. Nel 2019 il Parlamento Europeo si è espresso per chiudere con il cambio stagionale, lasciando a ogni Stato la libertà di scegliere l’orario da mantenere tutto l’anno. Poi la pandemia e le divisioni tra i governi hanno fermato il percorso, rimasto in sospeso fino all’ottobre 2025, quando il premier spagnolo Pedro Sánchez ha chiesto all’Unione di riaprire la pratica.

Nel frattempo il tema ha preso quota anche in Italia. L’11 marzo 2026 la X Commissione della Camera (Attività produttive, commercio e turismo) ha avviato un’indagine conoscitiva sull’ora legale permanente, con l’idea di pesare costi e benefici di un orario unico per famiglie e imprese, dal fabbisogno energetico alla produttività, ascoltando esperti e associazioni e valutando perfino un periodo di prova con l’ora estiva prolungata.

I lavori avrebbero dovuto chiudersi il 30 giugno 2026, però la relazione finale si fa ancora attendere. Così, almeno per quest’anno, l’autunno porterà con sé il solito passo indietro delle lancette.

Gli effetti negativi del cambio d’ora

Di fatto, si ragiona anche su quelli che sono gli impatti del cambio d’ora, che, peraltro, hanno una spiegazione scientifica: le sue conseguenze vanno, infatti oltre qualche sbadiglio in più. A metterle in fila è una revisione sistematica pubblicata nel 2025 su medRxiv, che ha raccolto 149 ricerche svolte in 36 Paesi per ricostruire l’impatto dell’ora legale sulla salute.

Il quadro più preoccupante riguarda proprio il passaggio primaverile, quello che sottrae un’ora di riposo: nella settimana che segue, la probabilità di infarto cresce di circa il 4%, mentre sulle strade aumentano gli incidenti mortali nei giorni immediatamente successivi, un segnale di quanto la stanchezza possa pesare anche al volante.

Il responsabile si nasconde nel nostro orologio biologico, il sistema interno che accorda sonno, vigilanza e molte funzioni dell’organismo con l’alternarsi di luce e buio. Quando l’orario ufficiale scatta di colpo, il corpo resta indietro per alcuni giorni: si accumula un debito di sonno, si crea un disallineamento circadiano e la vita quotidiana ne risente, tra sonnolenza, riflessi più lenti, rendimento in calo e umore che oscilla.

Gli studiosi puntano il dito sulla transizione più che sull’orario estivo in sé. Ed è per questo che, tra tutte le soluzioni possibili, il sistema attuale con due spostamenti l’anno finisce per essere quello che espone di più l’organismo a questi contraccolpi.

Legale o solare, l’orario da tenere per sempre

Ammesso che l’Italia dica addio al doppio cambio, resta da capire su quale orario fermare le lancette: l’ora legale permanente piace a chi ama le serate lunghe: un’ora di luce in più dopo il lavoro, più tempo per stare all’aperto e, secondo i sostenitori, qualche risparmio sui consumi elettrici. L’ora solare è quella più fedele al cammino del Sole, con la nostra stella al culmine della sua traiettoria attorno a metà giornata e mattine d’inverno più chiare.

Anche la scelta dell’orario fisso ha le sue ricadute: un modello pubblicato su PNAS ha simulato cosa accadrebbe negli Stati Uniti con diverse politiche di orario permanente, osservando che gli effetti su obesità e ictus cambiano da una regione all’altra: segno che una soluzione valida ovunque, probabilmente, non esiste.

Per questo è difficile immaginare un salto diretto all’orario unico senza una fase di prova, utile a verificare sul campo i vantaggi economici e le reazioni dei cittadini. Sullo sfondo resta la questione dei vicini: se l’Italia scegliesse da sola l’ora legale permanente, si ritroverebbe con un orario diverso da quello dei Paesi confinanti, con possibili disagi negli scambi con il resto d’Europa.

Il prossimo appuntamento con le lancette

In attesa che la politica trovi una strada, il calendario segue le regole di sempre. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 03:00, gli orologi torneranno alle 02:00, in contemporanea con il resto dell’Unione Europea, dove il cambio scatta per tutti alle 01:00 UTC dell’ultima domenica di ottobre.

Telefoni, computer e smartwatch si aggiorneranno da soli, mentre forno, microonde, cruscotto dell’auto e vecchie sveglie aspetteranno la solita regolazione a mano. Quella notte regalerà un’ora di sonno in più, e da lì in avanti le giornate si chiuderanno prima, fino al prossimo scatto di primavera.

FAQ

Quando torna l’ora solare in Italia?

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3:00, le lancette andranno indietro di un’ora. Telefoni e dispositivi connessi si aggiorneranno da soli.

L’Italia potrebbe abolire il cambio d’ora?

Sì, è aperta una discussione sull’ora legale permanente. In Parlamento c’è un’indagine per valutare costi, benefici e possibili effetti su famiglie, imprese ed energia.

Perché il cambio d’ora può fare male alla salute?

Lo spostamento altera il ritmo circadiano e può creare debito di sonno. Dopo il passaggio primaverile aumentano stanchezza, sonnolenza, calo di attenzione e, secondo gli studi, anche alcuni rischi sanitari.

Meglio tenere l’ora legale o quella solare per sempre?

Dipende dalle priorità: l’ora legale allunga le serate e può favorire i consumi, mentre l’ora solare segue meglio il ciclo naturale della luce e regala mattine più chiare.

Ci sono altri Paesi che stanno discutendo la stessa scelta?

Sì, il tema è tornato anche in Europa dopo le richieste di riaprire il dossier. La questione resta aperta perché ogni Paese può avere effetti diversi da un orario fisso.