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Operatori internet obbligati a installare la migliore tecnologia, cosa c'è di vero?

Con il nuovo DL PNRR 2026, gli operatori che forniscono servizi di accesso a internet hanno un obbligo ben preciso: cosa dice la legge?

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Obblighi per gli operatori internet, cosa dice il DL PNRR 2026 123RF

Dall’approvazione del nuovo DL PNRR (Decreto Legge legato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) da parte del Consiglio dei Ministri, lo scorso 29 gennaio, anche per gli operatori di telecomunicazioni è cambiato qualcosa. Si è parlato di “obbligo” a installare la migliore tecnologia di rete disponibile a un determinato indirizzo, ma non è esattamente così. Facciamo chiarezza.

Cosa dice davvero il DL PNRR 2026?

L’equivoco nasce da un’interpretazione ottimistica di alcune norme volte a velocizzare la digitalizzazione del Paese. L’idea di base è molto semplice: se fuori da casa nostra passa la FTTH (Fiber to the Home), l’operatore dovrebbe essere costretto a fornircela. In realtà la norma non impone agli operatori di migrare d’ufficio ogni singolo cliente verso la tecnologia superiore.

Il nuovo DL PNRR punta a rimuovere gli ostacoli burocratici per la posa dei cavi e a favorire il passaggio al digitale, ma la scelta commerciale resta sempre un accordo tra le parti. Il fulcro del decreto è la semplificazione e, per quanto riguarda l’uso della tecnologia migliore, lo Stato certamente la incentiva ma non vieta l’uso di altre soluzioni, se queste garantiscono i target di velocità previsti:

I fornitori di servizi di accesso a internet hanno l’obbligo di fornire, altresì, al consumatore le informazioni puntuali circa le diverse tecnologie di rete di accesso disponibili all’indirizzo di utenza del consumatore, specificando le relative prestazioni, in base alla corrente banca dati di mappatura geografica delle installazioni di rete e dell’offerta dei servizi di connettività, prevista dall’articolo 22 del presente codice. L’Autorità vigila sull’attuazione delle disposizioni del presente comma e applica le sanzioni di cui all’articolo 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249. (Art. 13/c, DL PNRR)

Il decreto legge è scritto anche nell’ottica del raggiungimento di determinati obiettivi entro il 2026. Tra questi, l’Italia deve garantire una connettività a 1 GB per tutti, ma questo riguarda la copertura del territorio, non l’obbligo di attivazione per il singolo utente.

Come verificare la copertura?

L’articolo 13/c sottolinea una cosa importante: l’operatore telefonico deve fornire tutte le informazioni del caso all’utente, menzionando la “banca dati di mappatura geografica delle installazioni di rete e dell’offerta dei servizi di connettività”. Mappa che si riferisce, nello specifico, alla BroadBand Map di AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni).

Nella BroadBand Map di AGCOM possiamo cercare il nostro indirizzo di residenza, verificando quali sono le modalità di connessione disponibili e ottenendo una stima della velocità di connessione possibile. Per spiegarlo in modo ancor più semplice, se dalla mappa risulta disponibile una rete FTTH all’indirizzo indicato, l’operatore non può omettere questa informazione e, quando fa l’offerta, deve presentare le diverse opzioni disponbili.

Ricordiamo che l’AGCOM vigila anche su questo: la comunicazione dei vari service provider deve sempre avvenire in modo trasparente e l’utente ha, inoltre, dei diritti ben precisi: essere informato con largo preavviso; recedere dal contratto senza penali se non accetta il cambio di tecnologia; scegliere un altro operatore, se la proposta del vecchio gestore non è soddisfacente.