OpenAI sigla accordo da 300 miliardi di dollari con Oracle per il futuro dell'AI
OpenAI ha firmato un accordo da 300 miliardi di dollari con Oracle per il futuro dell'AI: ecco cosa cambia e perché è una scelta rischiosa per le aziende

In sintesi
- OpenAI ha firmato un accordo con Oracle da 300 miliardi di dollari per 5 anni, che garantirà 4,5 GW di potenza di calcolo per migliorare ChatGPT e altri servizi AI.
- Il contratto, in partenza dal 2027, è una scommessa rischiosa: OpenAI è ancora in perdita e non prevede profitti prima del 2029, mentre Oracle dovrà potenziare i suoi data center.
I fornitori di servizi legati all’intelligenza artificiale hanno la necessità di poter contare su un’infrastruttura cloud in grado di sostenere il corretto funzionamento delle applicazioni messe a disposizione della clientela (altre aziende o utenti finali). Un’ulteriore dimostrazione di quest’aspetto è legata al nuovo accordo tra OpenAI e Oracle. Le due aziende hanno firmato un contratto da ben 300 miliardi di dollari: in questo modo, OpenAI potrà garantire un miglioramento ulteriore di ChatGPT per gli utenti. Andiamo a fare il punto della situazione in base alle informazioni riportate sull’accordo dal Wall Street Journal.
Un accordo di grande importanza
Il contratto formato tra OpenAI e Oracle rappresenta un momento importante per il futuro dell’intelligenza artificiale. Per continuare a migliorare, infatti, OpenAI ha bisogno di tanta potenza di calcolo e di un’infrastruttura cloud in grado di poter soddisfare appieno le richieste (in costante crescita) da parte degli utenti.
Il trend dell’industria tech è evidente: gli investimenti nel settore AI sono in costante crescita e buona parte delle risorse viene impiegato proprio per poter sfruttare la necessaria potenza di calcolo, con data center sempre più articolati e sempre più in grado di gestire le attività dell’intelligenza artificiale.
OpenAI ha, quindi, firmato un contratto con Oracle impegnandosi ad acquistare 300 miliardi di dollari di potenza di calcolo per i prossimi 5 anni, stando alle prime informazioni disponibili in questo momento. Complessivamente, il contratto dovrebbe comportare una potenza di 4,5 GW.
Una scommessa rischiosa
Il contratto avrà inizio nel 2027 e rappresenta una scommessa particolarmente rischiosa, sia per OpenAI sia per Oracle. Da una parte, infatti, c’è OpenAI che, di fatto, è ancora una startup in perdita ed è alla ricerca di nuovi modi per monetizzare i suoi investimenti in intelligenza artificiale. L’attuale fatturato, infatti, copre circa un quinto di quanto l’azienda dovrà pagare a Oracle ogni anno per cinque anni.
Dall’altra parte, invece, c’è Oracle che scommette sul successo di OpenAI, con la consapevolezza di dover effettuare importanti investimenti per preparare i data center alla gestione delle attività di ChatGPT e degli altri servizi di OpenAI. Stando alle informazioni riportate dal Wall Street Journal, OpenAI prevede di non generare profitti almeno fino al 2029.
Per valutare l’impatto di questo contratto sul settore AI e sul futuro di Oracle e OpenAI bisognerà attendere i prossimi anni. È chiaro, in ogni caso, che l’azienda specializzata in AI, dopo il lancio di GPT 5, non ha intenzione di fermarsi e punta a migliorare ulteriormente i suoi servizi. Per farlo, la partnership con Oracle è fondamentale.


















