L'AI al servizio dei bambini, c'è una app che dà vita al magico mondo delle fiabe
Grazie al lavoro di un team tutto italiano, con una semplice app possiamo creare centinaia di fiabe originali e multimediali per i nostri bambini.

Dimenticate le solite letture della buonanotte. La tecnologia entra nella cameretta dei bambini e lo fa con il cuore e un’anima tutta italiana. Open Fantasia cambia il modo in cui i genitori raccontano le storie ai propri figli grazie all’Intelligenza Artificiale, che consente di trasformare pochi input in fiabe personalizzate complete di immagini, audio e video. Non solo un passatempo, ma un vero e proprio ecosistema narrativo sicuro e personalizzato.
Come nasce Open Fantasia?
Open Fantasia è stata sviluppata da Mattia Fantinati, ingegnere gestionale con specializzazione nella trasformazione digitale e nella governance di Internet, e l’informatico Claudio Tomazzoli e nasce con un obiettivo preciso: non intende sostituire il genitore, ma fornire un valido strumento per stimolare la creatività dei più piccoli in un ambiente controllato e privo di rischi.
A spiegarlo è lo stesso Fantinati a Corriere Imprese: “Un pomeriggio i miei nipoti mi chiedono di inventare per loro una favola e, dal momento che l’immaginazione non è la mia migliore dote, ho chiesto aiuto all’Intelligenza Artificiale. E così ho iniziato a sperimentare fino a intravedere la possibilità di mettere a disposizione dei più piccoli uno strumento che li aiutasse a esercitare la propria creatività ma anche a familiarizzare con le nuove tecnologie, in un ambiente sicuro e controllato, senza possibilità di interazioni esterne”.
Come funziona la app?
Il funzionamento è immediato. L’utente deve semplicemente inserire dei dati di base, dopodicé l’app pensa al resto: “Si inizia a creare la propria fiaba selezionando, per prima cosa, gli anni dell’utente, poiché in base all’età l’AI calibra vocabolario e complessità narrativa – spiega Fantinati -. A seguire si possono definire elementi come ambientazioni e personaggi, la presenza di una voce narrante o di musica, lo stile delle illustrazioni e gli insegnamenti della trama: è lo stesso utente a decidere quanto dettagliare la storia, fino a che ogni informazione viene raccolta ed elaborata generando un racconto accompagnato da voci e immagini”.
Se è vero che l’innovazione risiede nella multimedialità del prodotto – non si tratta di semplici testi, le fiabe vengono arricchite da illustrazioni generate in vari stili -, tra le funzioni disponibili ce n’è anche un’altra davvero sorprendente: la clonazione vocale. Il sistema è in grado di apprendere il timbro vocale del genitore o di un nonno a partire da una breve registrazione, creando così un audiolibro narrato dalla voce familiare di una persona vicina al bambino.
La sicurezza dei più piccoli al primo posto
Uno dei timori principali per ogni genitore è la sicurezza online e Open Fantasia ha pensato anche a questo, risolvendo il problema alla radice. L’ambiente è protetto al 100%, privo di pubblicità e senza alcuna interazione esterna o chat, così da evitare spiacevoli imprevisti. Inoltre il linguaggio è filtrato, così da evitare termini inappropriati e includere solo termini positivi.
Oltre all’uso domestico, Open Fantasia si sta ritagliando uno spazio importante nel settore educativo e sanitario ed è già utilizzata sia nelle scuole, per supportare bambini con Bisogni Educativi Speciali (BES), e in ambito clinico per la cosiddetta “medicina narratva”, cioè per aiutare i piccoli pazienti a metabolizzare percorsi di cura o diagnosi difficili.
Quanto costa e dove scaricarla?
La app si può scaricare gratuitamente sia su App Store che su Google Play, offrendo la possibilità di testarla senza alcun costo. Chi desidera utilizzarne ogni funzione, ha a disposizione diversi piani di abbonamento – mensile, trimestrale, annuale – fino ai pacchetti singoli (si paga soltanto la singola fiaba). Sottoscrivendo un abbonamento, il genitore può generare fino a 200 storie al mese, praticamente una scorta infinita di fiabe perfette per intrattenere i propri bambini.



















