OnePlus: dalla nascita al successo fino a quella che sembra la fine
Un report, smentito dall'azienda, mette in evidenza le difficoltà di OnePlus che potrebbe chiudere o potrebbe registrare un sostanziale ridimensionamento della sua attività

OnePlus è uno dei brand più noti del mercato smartphone, anche se in termini di volumi di vendita non occupa le prime posizioni. Un report di AndroidHeadlines, pubblicato nelle scorse ore, anticipa un possibile stop alle attività del marchio a causa di vendite inferiori alle attese.
Queste informazioni sono state smentite da Robin Liu, CEO di OnePlus India (il mercato indiano è uno dei più importanti per il brand anche se le vendite sono in netto calo). Sul futuro del marchio, però, restano tante ombre e l’ipotesi di un ridimensionamento, rispetto agli obiettivi fissati negli anni scorsi è concreta.
Una rivoluzione riuscita a metà
OnePlus è stata fondata a fine 2013 da Pete Lau e Carl Pei, che negli anni successivi avrebbe fondato anche Nothing. Il primo prodotto dell’azienda, arrivato ad aprile del 2014, è stato il OnePlus One, uno smartphone che provò a rivoluzionare il mercato proponendo un processore da top di gamma nella fascia media del mercato.
Nel corso degli anni, l’azienda è cresciuta, proponendo una gamma sempre più ricca di prodotti, con anche tablet, come il recente OnePlus Pad 3, smartwatch, cuffie e Smart TV ad affiancare gli smartphone. Da alcuni anni, OnePlus è parte di OPPO, uno dei principali costruttori di smartphone al mondo, che inizialmente aveva contribuito allo sviluppo dei primi prodotti del brand.
L’obiettivo di rivoluzionare il mercato è riuscito, però, solo a metà. Oggi, infatti, OnePlus propone una gamma quasi speculare a quella di OPPO e di Realme, altro brand che oggi fa parte dell’azienda cinese. Un esempio in tal senso è rappresentato dalla nuova generazione di smartphone top di gamma lanciata a fine 2025.
OnePlus 15 è molto simile, sia nel software che nell’hardware, a OPPO Find X9 Pro e al Realme GT8 Pro. Il brand è attivo in Europa oltre che in diversi altri mercati. La Cina e l’India, però, rappresentano i mercati principali dell’azienda che spesso commercializza alcuni dispositivi in anteprima in questi mercati.
La fine di OnePlus?
Secondo il report, OnePlus sta registrando grandi difficoltà sul mercato, con circa 13-14 milioni di smartphone venduti nel corso del 2024 e un calo del 20% rispetto all’anno precedente (al momento, non ci sono ancora stime precise per il 2025).
Per crescere, il brand aveva puntato moltissimo sull’India dove, però, la quota di mercato è calata dal 6,1% al 3,9% (il confronto è 2023 vs 2024) con una riduzione delle vendite pari al -32,6%. Anche in Cina i risultati non sarebbero soddisfacenti.
L’obiettivo di raggiungere il market share del 3% (raggiungendo il brand Xiaomi, senza considerare gli smartphone Redmi) sarebbe fallito con OnePlus ferma a poco più dell’1%. Inoltre, secondo TechInsights, gli smartphone OnePlus registrerebbero anche una “domanda debole” in Nord America e in Europa occidentale.
L’attuale stato di OnePlus sul mercato non è noto. Nelle classifiche di vendita, infatti, il brand è sempre incluso nei risultati di OPPO. La smentita da parte di OnePlus India rappresenta un’importante conferma che il brand ha ancora un futuro.
Nulla esclude, però, che all’orizzonte ci sia un ridimensionamento della gamma e dei mercati di attività del brand che potrebbe dover fare i conti con risultati inferiori alle attese nel corso degli ultimi anni.
Secondo AndroidHeadlines, il ridimensionamento sarebbe già in corso, con una riduzione dei team dislocati in vari mercati e lo stop ad alcune partnership con operatori di telefonia mobile (soprattutto in Occidente). Maggiori dettagli in merito arriveranno nei prossimi mesi.
La smentita ufficiale di OnePlus
Nelle ore successive, OnePlus ha smentito ufficialmente le voci di una chiusura imminente del brand, intervenendo per chiarire che non c’è alcun processo di smantellamento in corso e che le attività proseguono normalmente. Il CEO di OnePlus India, Robin Liu, ha definito “false” e “non verificate” le notizie circolate su una possibile interruzione operativa e ha invitato a fidarsi solo delle fonti ufficiali.

















