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Olimpiadi invernali 2026: il ronzio di sottofondo è dovuto ai droni di nuova generazione

Dalle Olimpiadi 2026 di Milano Cortina arrivano immagini fantastiche grazie ai droni FPV. Ma si sente il ronzio delle eliche

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drone olimpiadi 2026 123rf

Le gare delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026 stanno cambiando il modo di guardare lo sport in televisione. Chi segue le discese libere o le evoluzioni dello snowboard avrà certamente notato delle inquadrature dinamiche, vicinissime ai protagonisti e capaci di trasmettere la pura adrenalina della velocità. Il merito è dei droni FPV (First-Person View), piccoli velivoli guidati da piloti esperti tramite visori che permettono di seguire gli atleti a pochi metri di distanza.

Questa tecnologia non rappresenta una semplice aggiunta, ma una vera trasformazione del racconto sportivo. Mark Wallace, responsabile dei contenuti per l’Olympic Broadcasting Services, definisce questo approccio come una dimensione narrativa inedita, capace di anticipare le curve e i salti, offrendo allo spettatore la sensazione di trovarsi in pista insieme ai campioni.

L’effetto “vuvuzela” del ghiaccio

Tuttavia, l’innovazione tecnologica porta con sé un ospite inatteso: il rumore. Durante le dirette, il ronzio costante dei quadricotteri è diventato così evidente da essere paragonato sui social media alle vuvuzela, le chiassose trombette che caratterizzarono (in negativo) i mondiali di calcio sudafricani.

Mentre le telecamere fisse catturano l’audio ambientale in modo pulito, la vicinanza dei droni ai microfoni crea un sottofondo metallico che disturba parte dei telespettatori. Questo “paesaggio sonoro” inedito ha acceso discussioni sulla qualità dell’audio, mettendo in ombra, per alcuni, la bellezza delle immagini mozzafiato prodotte dai piccoli velivoli radiocomandati.

Focus e adrenalina: la reazione degli atleti

La preoccupazione principale riguarda l’impatto di questo ronzio sulla concentrazione dei protagonisti. In discipline dove la precisione millimetrica è fondamentale, come lo slittino o lo skeleton, ogni stimolo uditivo improvviso potrebbe teoricamente causare distrazioni fatali. Lizzy Yarnold, pluripremiata campionessa di skeleton, evidenzia come piccoli cambiamenti ambientali possano influire sulla psiche di chi gareggia.

Eppure, le rassicurazioni arrivano direttamente dal campo di gara. Il CIO ha confermato che ogni operazione di volo è stata testata preventivamente con atleti professionisti per minimizzare il disturbo. Ad oggi, la combinazione di alta velocità e massima concentrazione sembra rendere il rumore quasi impercettibile per chi sta scendendo in pista, tanto che non risultano lamentele ufficiali da parte delle federazioni.

Dallo scandalo Hirscher alla sicurezza moderna

L’uso dei droni sulla neve ha una storia complessa. Dopo il debutto a Sochi 2014, la tecnologia subì uno stop drastico nel 2015 a causa di un incidente a Madonna di Campiglio, quando un drone precipitò sfiorando lo sciatore Marcel Hirscher. Quel rischio portò a un lungo bando dalle competizioni ufficiali, revocato solo recentemente.

Oggi la sicurezza ha fatto passi da gigante. I 25 droni impiegati a Milano Cortina sono macchine estremamente stabili, gestite da team di professionisti che operano solo in zone specifiche e sicure. Sebbene il rumore resti un limite tecnico difficile da abbattere, la stabilità e la qualità delle immagini suggeriscono che questa tecnologia sia destinata a restare il nuovo standard della televisione sportiva.