Lo strano pesce "col rossetto" che ha dimenticato come si nuota
Uno strano pesce "col rossetto" cammina sui fondali delle Isole Galápagos: le caratteristiche e le particolarità dell'Ogcocephalus darwini.

Nel cuore dell’Oceano Pacifico, tra i fondali delle Isole Galápagos, vive una creatura che sembra uscita da un film di fantascienza. O forse dalla penna di un eccentrico autore. Parliamo del pesce pipistrello dalle labbra rosse (Ogcocephalus darwini) che, a dispetto del nome, probabilmente è uno degli animali meno “pesce” che esistano sulla Terra. Non solo ha un volto che sembra giudicare chiunque lo osservi, ma ha scambiato la nobile arte del nuoto con un altro bizzarro modo di spostarsi.
Pinne che diventano gambe e una canna da pesca sulla fronte
L’Ogcocephalus darwini sembra un’accozzaglia di caratteristiche singolari. Tra le più rilevanti – oltre il suo “makeup” naturale – c’è il modo in cui si muove. L’evoluzione ha trasformato le sue pinne pettorali e pelviche in veri e propri arti muscolosi e, dal momento che non possiede una vescica natatoria efficiente per galleggiare, questo pesce preferisce muoversi sul fondale con una sorta di camminata lenta e decisa, con un’andatura quasi impettita, anziché sprecare inutile energia. Se si ostinasse a nuotare, il suo sarebbe un nuoto davvero goffo e scoordinato.
Queste particolari pinne fungono da pseudo-zampe, quindi, e gli permettono anche di appostarsi e scattare in avanti, solo quando strettamente necessario, specialmente se avverte un pericolo. Sebbene possa usare la coda per brevi scatti, la sua anatomia è progettata per una vita lenta e tattica, trascorsa a osservare l’ambiente circostante.
Basterebbero già queste informazioni per considerarlo soltanto un animale buffo di cui parlare con gli amici per farsi due risate, non fatevi ingannare dal suo aspetto. L’O. darwini è un predatore dell’ordine dei Lophiiformes (lo stesso della rana pescatrice), e possiede sulla fronte un illicio, una spina dorsale modificata che funziona come una sorta di canna da pesca. All’estremità dell’illicio si trova un’esca, appunto, che emette segnali chimici per attirare piccoli crostacei, molluschi e pesciolini proprio davanti alla sua bocca. Una volta che la preda è a portata di morso, il pesce pipistrello dalle labbra rosse spalanca le fauci dotate di piccoli denti solidi e la inghiotte in un istante.
Il mistero delle labbra rosse
E a proposito delle labbra rosse, vien da chiedersi perché si sia evoluto in un modo così particolare. Gli scienziati hanno formulato diverse ipotesi, aggiornate anche in alcuni studi recenti che risalgono al 2025. Ebbene, una delle funzioni primarie di questa caratteristica – che è il vero e proprio marchio di fabbrica della specie – sarebbe legata al riconoscimento intraspecifico: in parole povere, le labbra aiuterebbero gli individui a identificarsi tra loro nell’oscurità dei fondali o in presenza di acque torbide.
C’è anche un’altra ipotesi accreditata tra gli esperti. Questo colore agirebbe come un potente segnale sessuale per attirare i partner durante la stagione riproduttiva, funzionando come un indicatore visivo di salute o maturità. Infine, sebbene meno probabile, alcuni ricercatori non escludono che il forte contrasto cromatico possa incuriosire piccole prede, agendo come un’esca visiva supplementare.
Dove vive il pesce pipistrello dalle labbra rosse?
Da quando è stato scoperto (1958), si è pensato che l’O. darwini vivesse solo ed esclusivamente nelle Isole Galápagos, ma alcune scoperte recenti hanno reso questa convinzione obsoleta. Nell’aprile 2022, ad esempio, un esemplare femmina lungo circa 21,5 cm è stato catturato a 30 metri di profondità al largo di Manta, nell’Ecuador continentale, confermando che l’areale della specie si estende ben oltre le isole, arrivando fino alle coste del Perù.
Dal punto di vista della conservazione, l’ultimo aggiornamento della IUCN inserisce il pesce pipistrello dalle labbra rosse nella sua “Lista rossa”, classificando la specie come a “rischio minimo”. Nonostante non sia minacciato direttamente dalla pesca, il riscaldamento globale e lo sbiancamento dei coralli restano sotto osservazione, poiché potrebbero alterare il delicato ecosistema sabbioso in cui questo instancabile camminatore dei mari ha stabilito la sua dimora.




















