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Occhiali smart Meta: video privati e sensibili registrati per sbaglio, ma immessi nel database

Un'indagine conferma che Meta ha realizzato un team di revisori umani che analizza i contenuti registrati con gli occhiali smart dagli utenti, ecco i dettagli

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occhiali smart iStock

C’è una nuova grana per Meta. Secondo quanto rivelato dal quotidiano svedese Svenska Dagbladet, infatti, foto e video registrati con gli occhiali smart dell’azienda vengono analizzati da revisori umani, come parte di un programma finalizzato all’addestramento dell’intelligenza artificiale.

Il caso è destinato a far discutere anche perché Meta opererebbe, come riportato anche dal Corriere della Sera, nel rispetto di quelli che sono i termini di utilizzo di Meta AI, il servizio di intelligenza artificiale che l’azienda sta integrando in tutti i suoi prodotti.

La base di revisione e analisi delle immagini e dei video registrati (anche inconsapevolmente) dagli utenti con occhiali smart di Meta si trova in Kenya. Svenska Dagbladet ha raccolto la testimonianza di addetti alle operazioni di revisione dei contenuti che hanno svelato le attività di Meta.

Cosa dice l’inchiesta

Secondo le informazioni emerse dall’indagine, Meta utilizzerebbe degli “annotatoriumani che avrebbero il compito di guardare foto e video catturati dagli occhiali smart dell’azienda, anche se questi contenuti non sono stati condivisi sui social.

Ogni foto e ogni video vengono etichettati e, quindi, catalogati. Ad esempio, il video di una skyline urbana verrà etichettato come tale e poi utilizzato per addestrare i modelli AI di Meta in relazione a quel tipo di contenuti.

Si tratta di un sistema con cui gli umani (i revisori di Meta) selezionano e catalogano i contenuti multimediali da utilizzare per l’addestramento dell’intelligenza artificiale che può, quindi, diventare sempre più efficiente nelle attività di riconoscimento e di generazione di contenuti.

Ricordiamo che da alcuni giorni è disponibile un’app che rileva la presenza di occhiali smart nei dintorni e che può essere utile per proteggere la propria privacy dall’invasione di questi dispositivi.

Un problema di privacy

Le attività di revisione dei contenuti, anche con addetti umani, rientrano nelle condizioni di utilizzo dei servizi di Meta AI secondo cui “In alcuni casi, Meta esaminerà le interazioni dell’utente con le AI, compreso il contenuto delle conversazioni o dei messaggi inviati alle AI, e tale esame potrà essere automatizzato o manuale (effettuato da esseri umani)”.

Molti di questi contenuti catturati con occhiali smart potrebbero essere stati fatti in modo inconsapevole dagli utenti che non hanno ben chiare le condizioni di utilizzo e, soprattutto, non sanno che anche un video registrato per errore può diventare “preda” del processo di addestramento dell’intelligenza artificiale. Questo rischio per la privacy riguarda, come detto, anche i contenuti non condivisi con altri utenti o sui social.

L’indagine di Svenska Dagbladet chiarisce che, attualmente, ci sarebbero un gran numero di revisori attivi presso le sedi create in Kenya allo scopo di analizzare i contenuti registrati con gli occhiali smart. Le informazioni sulla questione sono limitate.

Gli addetti che hanno rivelato le informazioni al magazine hanno scelto l’anonimato. In aggiunta, negli uffici dove avviene la revisione e l’etichettatura dei contenuti non è possibile portare con sé smartphone o altri dispositivi.

Al momento, Meta non ha commentato l’inchiesta.