La sostenibilità passa per l'AI: il robot impara a "vedere" le piante, l’ambiente ringrazia
Un'azienda americana ha creato un nuovo modello di Intelligenza Artificiale che potrebbe dare un enorme contributo all'agricoltura e alla sostenibilità.

In un mondo che cerca disperatamente soluzioni per nutrire una popolazione in continua crescita, senza avvelenare il pianeta, la risposta arriva dai laboratori di Carbon Robotics. L’azienda americana ha presentato un nuovo modello di Intelligenza Artificiale capace di fare qualcosa che, fino a non molto tempo fa, sembrava pura fantascienza: può “vedere” e riconoscere le piante con la stessa precisione (e maggiore velocità) di un occhio umano.
Un “cervello” addestrato tra i campi
Questa nuova tecnologia potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione per l’agricoltura sostenibile. Mentre i comuni software di riconoscimento faticano a distinguere tra un germoglio di lattuga e un’erbaccia infestante – specialmente in condizioni avverse -, l’AI di Carbon Robotics non sbaglia un colpo.
Il nuovo modello – Large Plant Model (LPM) – è stato addestrato su un monumentale dataset, composto da centinaia di milioni di immagini ad alta risoluzione e dati, raccolti nei 15 Paesi in cui operano i robot agricoli dell’azienda con sede a Seattle.
Grazie a ciò, riesce a identificare centinaia di varietà di colture e migliaia di tipi di erbe infestanti in tempo reale. Non si limita a osservare, ma analizza la struttura della foglia, la geometria della pianta e il contesto in cui si trova, prendendo decisioni mentre si muove autonomamente tra i campi.
Come riporta TechCrunch, Paul Mikesell, fondatore e CEO di Carbon Robotics, ha dichiarato che “prima dell’LPM, ogni volta che un nuovo tipo di erbaccia appariva in un’azienda agricola, o addirittura lo stesso tipo di erbaccia in un terreno diverso o con un aspetto leggermente diverso, l’azienda doveva creare nuove etichette dati per riaddestrare le sue macchine a riconoscere la pianta”.
Un processo che poteva richiedere fino a 24 ore, finalmente superato: “L’agricoltore può vivere in tempo reale e dire: ‘Ehi, questa è una nuova erbaccia. Voglio che tu la elimini’, e questa è una cosa mai fatta prima. Non ci sono nuove etichette o riqualificazioni perché il Large Plant Model capisce, a un livello molto più profondo, cosa sta osservando e il tipo di pianta“. “Abbiamo abbastanza dati ora da poter guardare qualsiasi immagine e capire che tipo di pianta è, a quale specie appartiene, a cosa è imparentata, qual è la sua struttura, senza aver mai visto quella particolare pianta prima”, conclude.
Il robot agricolo che rispetta l’ambiente
Uno strumento tanto sofisticato sarebbe davvero sprecato se non venisse messo all’opera. L’azienda produce il LaserWeeder, un imponente robot agricolo che sembra quasi uscito da un film che, unito al nuovo modello di AI, può davvero fare molto per l’ambiente.
Il robot scansiona il terreno, individua l’erbaccia e la colpisce con un laser termico ad alta precisione, distruggendola all’istante, senza toccare o danneggiare la pianta coltivata o smuovere il terreno. Non è difficile percepire l’impatto ecologico di un simile lavoro.
Per eliminare le erbacce su vasta scala, in genere, gli agricoltori ricorrono ai diserbanti chimici, sostanze che inquinano – i residui finiscono nelle falde acquifere – e che, spesso, non funzionano del tutto, dato che le piante infestanti diventano sempre più resistenti nel tempo. Ciò implica un impiego di dosi sempre maggiori, con buona pace di chi vorrebbe portare in tavola cibi sicuri e liberi da sostanze chimiche.


















