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Nuova specie identificata in Italia: la scoperta in Sardegna

Una piccola mantide mai vista prima, con un comportamento decisamente insolito: cosa sappiamo della nuova scoperta avvenuta in Sardegna.

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Hanno trovato una nuova specie di mantide in Sardegna 123RF

Un evento straordinario in Sardegna. È stata identificata una nuova specie di mantide scoperta lungo la costa sud-occidentale dell’Isola: la Ameles serpentiscauda, ribattezzata volgarmente mantide nana dalla coda di serpente. La scoperta interrompe un silenzio durato oltre quarant’anni. Tanto è passato dall’ultima volta che una nuova specie di mantide è stata descritta nel nostro Paese.

Una scoperta casuale

La nuova specie è descritta in un articolo pubblicato su Ethology Ecology & Evolution, da un team di ricercatori guidato da Roberto Battiston, del Museo Civico di Archeologia e Scienze Naturali "Giuseppe Zannato" di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza.

Tutto è iniziato la scorsa estate quando Oscar Maioglio, ricercatore del Gruppo Ricerca Insetti Ortotteroidei in vacanza in Sardegna, ha notato tra la bassa vegetazione costiera delle mantidi dall’aspetto insolito. A colpire l’attenzione dell’entomologo non sono stati solo i colori degli esemplari, che variano dal grigio al marrone per mimetizzarsi con la vegetazione, ma anche la struttura delle ali: piccole, apparentemente deformi e inadatte al volo.

"Le abbiamo allevate e studiate più nel dettaglio e subito abbiamo capito che c’era qualcosa di insolito – spiega Battiston in un’intervista a Kodami -. Quei caratteri strani erano unici e molto evidenti, come la forma delle ali e del corpo. Li abbiamo confrontati con altre mantidi nane del genere Ameles e coinvolto colleghi dell’Università di Bologna per analisi genetiche, e tutto ha confermato che si trattava effettivamente di una nuova specie. Un’osservazione nata casualmente da un amico in vacanza è diventata la scoperta di una specie sconosciuta alla scienza".

Il verdetto del DNA ha dissipato ogni dubbio: non si trattava di una variante locale di specie note come Ameles spallanzania, ma di un lignaggio evolutivo distinto, separatosi millenni fa e rimasto isolato in un angolo remoto dell’Isola.

 

L’insolita "danza" della mantide sarda

Ciò che rende A. serpentiscauda una scoperta eccezionale non è solo la sua genetica, ma il suo comportamento. Il nome specifico serpentiscauda – letteralmente "coda di serpente" – deriva dalla complessa danza nuziale messa in atto dai maschi.

"Ci siamo accorti subito che avevano anche un comportamento diverso da tutte le altre mantidi. Io avevo già descritto anni fa la parata nuziale di un’altra specie, ma era solo un accenno. Qui invece era evidente e molto più complessa e articolata", spiega ancora Battiston.

L’accoppiamento nelle mantidi è notoriamente "violento" a causa del cannibalismo sessuale della femmina. Per sopravvivere, il maschio di questa nuova specie ha evoluto una strategia seduttiva mai vista in altri esemplari: solleva l’addome e lo muove con ritmi sinuosi e scatti improvvisi, imitando il movimento di un rettile. I ricercatori definiscono questa parata "spettacolare" e unica nel suo genere, ipotizzando che serva a placare l’aggressività della femmina o a segnalare la qualità genetica del partner. Le ali ridotte, che rendono l’insetto goffo in aria, sono controbilanciate da una straordinaria agilità a terra, dove la mantide caccia piccoli artropodi con la "precisione di un sicario".

"Per ora questa specie si trova solo in una piccola località sulla costa sud-occidentale, che preferiamo tenere nascosta per motivi di conservazione. La popolazione risulta essere molto piccola, probabilmente poche centinaia di individui. È quindi un endemismo molto localizzato e già a forte rischio estinzione. Questo aspetto ancora va approfondito, ma allo stato attuale ci sono già tutti i criteri per classificarla come ‘In pericolo critico’ nella Lista Rossa IUCN", conclude Battiston.