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Il meglio della settimana al 20 marzo 2026: novità Apple, Samsung, Google e IA

L’intelligenza artificiale diventa più personale e concreta, ma emergono limiti e contraddizioni. Tra Gemini, Apple, ChatGPT e Samsung, il settore mostra un equilibrio ancora fragile.

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Un gruppo di lavoro iStock

La settimana che si chiude il 22 marzo 2026 restituisce un quadro piuttosto chiaro della direzione presa dal settore tecnologico. L’intelligenza artificiale diventa sempre più personale, la sicurezza evolve verso modelli continui e invisibili, mentre sul fronte hardware emergono segnali contrastanti tra innovazione e sostenibilità commerciale. Apple, Samsung e Google si muovono su piani diversi, ma condividono un obiettivo: ridurre la distanza tra tecnologia e uso quotidiano.

Google spinge Gemini verso un’AI personale

La novità più rilevante riguarda Gemini. Con l’estensione di Personal Intelligence anche alla versione gratuita, almeno negli Stati Uniti, Google modifica il modo in cui l’assistente costruisce le risposte.

Il sistema può accedere ai dati dell’account Google, tra cui e-mail, foto e cronologia, per restituire contenuti più coerenti con le abitudini dell’utente. Questo si traduce, ad esempio, nella possibilità di suggerire prodotti in linea con acquisti precedenti o di recuperare dispositivi utilizzati in passato per offrire un’assistenza più mirata.

L’accesso resta opzionale e richiede un’attivazione esplicita. Google precisa che i modelli non vengono addestrati direttamente sui contenuti personali, ma sulle interazioni con l’assistente. La distribuzione, al momento limitata agli Stati Uniti, conferma un approccio prudente per una funzione che ridefinisce il rapporto tra AI e dati personali.

Apple tra sicurezza continua e nuove AirPods Max 2

Per quanto riguarda Apple, la settimana si articola su due direttrici. Da una parte, l’introduzione di Background Security Improvements rivede il concetto stesso di aggiornamento: le patch non sono più legate ai rilasci completi del sistema operativo, ma vengono distribuite in modo autonomo e continuo.

Dall’altra, Apple amplia la propria offerta audio con AirPods Max 2. Le nuove cuffie mantengono l’impostazione della prima generazione, ma introducono il chip H2 e miglioramenti nella cancellazione attiva del rumore. Cambia anche l’esperienza d’ascolto, con il supporto all’audio lossless via USB-C e una gestione più precisa dell’audio spaziale.

L’integrazione con Apple Intelligence introduce funzioni come la traduzione in tempo reale e un volume che si adatta progressivamente alle abitudini. Le cuffie saranno ordinabili dal 25 marzo, con disponibilità prevista nei primi giorni di aprile anche in Italia.

Samsung chiude il capitolo Galaxy Z TriFold

Diversa la situazione in casa Samsung. Galaxy Z TriFold, primo smartphone tri-fold del gruppo, esce di scena dopo pochi mesi. Lanciato a fine 2025 in Corea del Sud e arrivato negli Stati Uniti a fine gennaio 2026, il dispositivo verrà ritirato una volta esaurite le scorte.

Il progetto non era pensato per il mercato di massa. La distribuzione limitata e il prezzo elevato lo collocavano in una fascia ristretta, più vicina a una dimostrazione tecnologica che a un prodotto destinato a una diffusione ampia. Anche i costi di produzione, legati alla complessità del design, hanno inciso sulla sostenibilità del progetto.

Resta aperta la questione sul futuro del formato. Alcune indiscrezioni parlano di un possibile successore, ma al momento non esiste una posizione ufficiale. La breve vita commerciale di TriFold evidenzia quanto sia ancora delicato l’equilibrio tra innovazione e praticità.

IA, tra progresso e limiti: dallo studio su ChatGPT ai robot agricoli

Sul fronte dell’intelligenza artificiale emergono segnali contrastanti. Uno studio della Washington State University evidenzia progressi nell’accuratezza di ChatGPT, ma mette in luce difficoltà nel riconoscere affermazioni false. Parallelamente, avanzano le applicazioni pratiche: un robot sviluppato a Osaka utilizza AI e visione artificiale per raccogliere pomodori maturi con precisione.

Il quadro che emerge è duplice. L’AI continua a migliorare nella dimensione operativa, ma resta fragile quando deve interpretare contenuti complessi e formulare valutazioni critiche.