Ho provato il telefono da 349 euro che non fa rimpiangere quelli da 1.000 euro
A 349 euro, in un mercato dove i flagship sfiorano i 1.200 euro, il Nothing Phone (4b) dimostra che la cura nei dettagli non è più un'esclusiva dei prezzi alti.
Un anno fa, con 799 euro si portava a casa uno smartphone di fascia alta senza troppi compromessi. Oggi, con la stessa cifra, si rischia di restare fuori dai giochi: molti flagship hanno superato la soglia dei 1.000 euro, con punte oltre i 1.200.
In questo scenario, il Nothing Phone (4b) arriva con un listino che sembra uscito da un catalogo di qualche anno fa: 349 euro per la versione 8+128GB, disponibile in Italia nelle colorazioni Nero, Bianco e Azzurro.
Non è pensato per chi macina benchmark o gioca in modalità competitiva, ma per chi vive di social, fotografia e streaming: per questo tipo di uso quotidiano, promette un’esperienza curata che normalmente si associa a prezzi ben più alti, con il limite principale nella tenuta del processore sotto sforzo prolungato.
Nothing Phone (4b)
Le prime impressioni con il Nothing Phone (4b) in mano sorprendono: la costruzione trasmette una qualità che raramente si trova a questa cifra. Il modulo fotocamere trasparente e la Glyph Bar, ormai marchio di fabbrica Nothing, restano il dettaglio che lo distingue immediatamente dalla massa di smartphone Android indistinguibili tra loro.
Non tutto convince allo stesso modo, e lo diciamo subito: il comparto prestazioni mostra qualche crepa quando lo si spinge oltre l'uso occasionale. Ma per capire se questo basti a ridimensionare il giudizio complessivo, bisogna guardare ogni singolo aspetto da vicino.
- Design originale con modulo fotocamere trasparente
- Batteria da 5.200 mAh che regge un'intera giornata
- Glyph Bar più luminosa e funzionale
- Rapporto qualità prezzo tra i migliori della fascia
- Supporto software esteso nel tempo
- Snapdragon 6 Gen 4 in affanno sotto carico
- Motore aptico poco raffinato
- Connessione instabile con Android Auto
- Video limitato al 4K a 30fps
La scocca del Nothing Phone (4b) è in policarbonato, non in alluminio o vetro, ma il trattamento superficiale a tre strati restituisce una sensazione al tatto che a questa cifra non ci si aspetterebbe. Un vantaggio pratico non da poco: non trattiene le impronte, cosa che nemmeno alcuni flagship riescono a garantire.
Il modulo fotocamere trasparente resta il tratto distintivo dell'estetica Nothing, quello che lo separa a colpo d'occhio dagli smartphone Android generici. La colorazione Azzurro sta diventando un segno riconoscibile del marchio, ma anche la variante Bianco testata qui rende bene l'idea.
Sul fronte robustezza, la certificazione IP64 per polvere e acqua e la resistenza fino a 600 Newton di flessione collocano il telefono ben oltre gli standard tipici di questa fascia di prezzo. Le differenze rispetto a Nothing Phone (4a) ci sono ma non sono abissali.
Il pannello è un Super AMOLED da 6,77 pollici con refresh rate adattivo fino a 120Hz, luminosità di picco di 2.000 nit (1.200 nit in modalità outdoor) e supporto HDR10+. Nell'uso reale, la leggibilità sotto sole diretto è buona e lo scrolling resta fluido, senza far rimpiangere pannelli di fascia superiore.
Per chi usa il telefono soprattutto per social, streaming e navigazione, che è poi il terreno naturale di questo prodotto, il display non lascia nulla per strada. Chi cerca la resa colore da riferimento assoluto dovrà guardare altrove, ma nella sua categoria di prezzo è tra i pannelli più convincenti in circolazione.
Qui si trova il vero punto debole. Lo Snapdragon 6 Gen 4, realizzato con processo a 4 nanometri, garantisce fluidità nell'uso quotidiano: app, social, navigazione e multitasking leggero non creano problemi.
I benchmark dichiarati da Nothing parlano di un punteggio AnTuTu oltre il milione, ma sotto sforzo prolungato il processore mostra i suoi limiti. La criticità più evidente riscontrata riguarda proprio la connessione con Android Auto, che in diverse occasioni ha faticato a restare stabile.
Non è un prodotto pensato per essere messo sotto stress: nel suo DNA c'è un uso casual, non intensivo, ed è bene saperlo prima di comprarlo aspettandosi altro.
Il sensore principale da 50 megapixel, con stabilizzazione ottica ed elettronica (OIS + EIS), si comporta bene nella maggior parte delle situazioni grazie anche al lavoro del TrueLens Engine 4 nella gestione di luci e ombre. Non ci si possono aspettare miracoli a questa cifra, ma il risultato è solido.
I filtri creativi, tra cui i due esclusivi Disco e DV, aiutano a ottenere scatti con un carattere proprio invece del solito output anonimo tipico della fascia media.
Il video è limitato al 4K a 30fps, coerente con il posizionamento del prodotto, mentre la doppia registrazione simultanea fronte-retro resta più una chicca che uno strumento professionale.
La batteria da 5.200 mAh è l'altro elemento che convince davvero: copre senza fatica un'intera giornata anche di uso intenso. Nei test, tra social, fotografia e streaming video, il telefono ha superato le 18 ore dichiarate da Nothing per l'utilizzo misto.
La ricarica da 33W porta la batteria al 50% in circa 27 minuti, con carica completa in poco più di un'ora: tempi onesti, anche se lontani dai record dei flagship cinesi. La tecnologia Safe Cell promette il mantenimento del 90% della capacità dopo 1.200 cicli di ricarica, circa tre anni di uso quotidiano.
Il Nothing Phone (4b) arriva con Nothing OS 4.1 su base Android 16, con 3 anni di aggiornamenti Android e 6 anni di patch di sicurezza: un impegno raro a questa cifra e che vale quanto le specifiche hardware nel determinare la durata reale del prodotto.
Gli strumenti Essential AI, con integrazione nativa di ChatGPT e Google Gemini, aggiungono funzioni utili come trascrizione vocale e riepilogo automatico dei contenuti salvati.
La Glyph Bar rinnovata, con 45 mini-LED e luminosità aumentata del 40% rispetto alla generazione precedente, resta il modo più intelligente di ricevere informazioni senza accendere lo schermo. Certo, Nothing Phone (3a) è un acquisto con rapporto qualità prezzo oggi più conveniente, ma non è un prodotto dell'ultima stagione.
Nothing Phone (4b)
Il Nothing Phone (4b) convince per motivi che vanno oltre la scheda tecnica: design originale, batteria che non delude mai e un supporto software che a questa cifra è tutt'altro che scontato. In un anno in cui i flagship sfiorano i 1.200 euro, i suoi 349 euro pesano ancora di più.
I limiti però ci sono e vanno dichiarati con onestà: il motore aptico restituisce vibrazioni poco raffinate, il processore comincia a mostrare la corda sotto sforzo prolungato e la connessione con Android Auto ha mostrato qualche incertezza durante i test.
Per chi cerca un telefono per social, foto e contenuti multimediali, senza pretese di potenza bruta, il Nothing Phone (4b) a 349 euro è probabilmente il miglior acquisto della sua fascia in questa stagione. Chi invece deve spingere il telefono con giochi impegnativi o carichi di lavoro pesanti farebbe meglio a guardare altrove.
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