È impossibile trovare cuffie migliori ad un prezzo più basso
Nothing Headphone (a) sono un piccolo miracolo, perché sono belle da vedere e suonano benissimo
Scegliere un paio di cuffie over-ear senza farsi travolgere dalle specifiche tecniche è diventato complicato. Il mercato sotto i 200 euro si è riempito di proposte che sulla carta sembrano equivalenti, ma che all’uso si rivelano molto diverse tra loro.
Nothing Headphone (a) arrivano in questo scenario con un posizionamento preciso: 159 euro, un design che si riconosce a colpo d’occhio e una serie di caratteristiche che normalmente si trovano su prodotti decisamente più costosi.
La domanda non è se siano le migliori cuffie in assoluto — non lo sono, e non potrebbero esserlo a questa cifra. La domanda è se siano le migliori cuffie per chi ha un budget intorno ai 150-160 euro. Dopo diversi giorni di ascolto, la risposta è quasi sempre sì.
Nothing Headphone (a)
Nothing è un'azienda londinese giovane ma già con una sua identità molto definita, costruita su prodotti che puntano a distinguersi esteticamente prima ancora che tecnicamente.
Headphone (a) segue questa filosofia e la porta in una fascia accessibile, ereditando i controlli fisici di Headphone (1) — il modello di riferimento della casa — e introducendo colorazioni nuove pensate per un pubblico giovane e attento all'estetica.
Il risultato è una cuffia completa, con cancellazione attiva del rumore, certificazione Hi-Res Audio, autonomia da record e un software curato. Non priva di limiti, ma con un profilo complessivo difficile da eguagliare a questo prezzo.
- Autonomia fino a 135 ore
- Design super originale
- App Nothing X completa
- Costruzione solida con IP52
- ANC su tre livelli
- Bassi profondi ma a tratti "secchi"
- Niente sensore di prossimità
- Bottone speciale limitato a Nothing
- Tenuta materiali nel tempo da verificare
Nothing Headphone (a) si riconoscono da lontano. Non è un complimento scontato in una fascia dove la maggior parte dei prodotti si assomigliano pericolosamente.
La versione White testata ha un profilo pulito e geometrico, con padiglioni a forma quadrata dagli angoli arrotondati e un cap centrale ovale in finitura lucida che lascia intravedere la struttura interna.
Le colorazioni Pink e Yellow sono quelle che alzano ulteriormente l'asticella dell'originalità: in un settore dominato da nero e grigio, scegliere un giallo acceso richiede coraggio — e funziona.
La costruzione non delude. I 310 grammi si distribuiscono bene sulla testa, merito del cuscino dell'archetto e delle coppe auricolari in memory foam, morbide e ben sagomate. Le slitte di regolazione sono rinforzate con nylon fibrato, i bracci in acciaio lavorati con Metal Injection Molding. La certificazione IP52 completa un quadro costruttivo che va ben oltre le aspettative per questa fascia.
Lo snodo laterale tra padiglione e archetto permette una regolazione fine, utile per chi ha proporzioni della testa meno standard. Un dettaglio che fa differenza dopo ore di ascolto.
Il cuore di Headphone (a) è un driver da 40 mm con rivestimento in titanio, capace di coprire una risposta in frequenza che arriva a 40.000 Hz — sufficiente per la certificazione Hi-Res Audio e per il supporto al codec LDAC, che permette lo streaming wireless fino a 24 bit e 96 kHz.
All'ascolto quotidiano le cuffie convincono: le alte frequenze sono pulite, i medi equilibrati, la voce umana ben definita e priva di colorazioni artificiali. Il Dynamic Bass Enhancement gestito via intelligenza artificiale aggiunge corpo alle basse frequenze senza introdurre distorsioni apprezzabili.
Il limite principale riguarda proprio i bassi: profondi e presenti, ma a tratti secchi. Manca quella stratificazione tridimensionale che si trova su cuffie come le Sony WH-1000XM6 — che costano però tre volte tanto. Su certi generi, dal jazz con contrabbasso alle produzioni elettroniche più elaborate, la differenza si sente.
Va riconosciuto però un miglioramento netto rispetto al modello precedente: Headphone (1) aveva un problema di gestione dei bassi veloci nelle registrazioni live, un difetto che qui è stato corretto in modo efficace.
L'ANC di Headphone (a) funziona su tre livelli di intensità, con un sistema ibrido che combina microfoni feed-forward e feedback gestiti da algoritmi AI. La profondità di cancellazione dichiarata arriva a 40 dB, efficace sulle frequenze fino a 2000 Hz.
In contesti reali — metropolitana, ufficio open space, treno — il risultato è molto soddisfacente. I rumori a bassa frequenza vengono attenuati con efficacia, il brusio di fondo sparisce in modo naturale senza quell'effetto ovattato che alcune cuffie economiche tendono a produrre.
Non raggiunge il livello delle cuffie premium Sony o Bose, ma la distanza è minore di quanto il gap di prezzo potrebbe far temere. Per la fascia di riferimento, è tra i migliori disponibili.
La Transparency Mode — che amplifica i suoni ambientali invece di eliminarli — funziona in modo convincente, senza l'effetto metallico artificioso tipico di molte soluzioni concorrenti.
La scelta di montare controlli fisici su Headphone (a) è una delle decisioni più azzeccate del progetto. Il Roller sul padiglione destro gestisce il volume con feedback tattile preciso, il Paddle naviga tra le tracce con un clic netto, il Buttonè programmabile dall'app.
Dopo pochi minuti diventano gesti automatici. Nessuna gesture touch da memorizzare, nessun tocco accidentale.
L'app Nothing X è uno dei punti di forza meno discussi di questo prodotto. L'equalizzatore a 8 bande permette di costruire profili personalizzati, ma la cosa più interessante è la libreria di preset creati dalla community e da artisti: accessibile, aggiornata, genuinamente utile per ottimizzare l'ascolto su generi specifici.
Una nota sul Button: le funzioni più avanzate — ChatGPT vocale, Essential Space, Nothing News Reporter — si esprimono al meglio solo con uno smartphone Nothing.
Chi usa altri dispositivi Android o iPhone ottiene comunque un tasto personalizzabile utile, ma non sfrutta tutto il potenziale.
135 ore. Con ANC disattivato e codec AAC. È il numero che più di ogni altro definisce il posizionamento di Headphone (a) nella sua fascia. Nessun concorrente diretto si avvicina a questa cifra in modo credibile.
Anche attivando l'ANC e passando a LDAC, si rimane attorno alle 62 ore — più che sufficienti per settimane di utilizzo normale senza pensare alla presa di corrente. Due batterie in serie e un chipset dual-core dedicato alla gestione della cancellazione attiva spiegano il risultato.
La ricarica rapida porta a 8 ore di ascolto con soli 5 minuti di carica. La ricarica completa richiede 2 ore. È possibile alimentare le cuffie anche collegandole direttamente via USB-C a uno smartphone, soluzione comoda in mobilità.
L'unica assenza che pesa è quella del sensore di prossimità: togliersi le cuffie dalla testa non sospende automaticamente la riproduzione. A questa fascia di prezzo ci sono prodotti che ce l'hanno, e la mancanza si avverte nell'uso quotidiano.
Nothing Headphone (a)
Nothing Headphone (a) costruisce il suo valore su tre pilastri difficili da replicare a 159 euro: un'autonomia senza rivali nella categoria, un design con una personalità visiva precisa e riconoscibile, e un software tra i più completi disponibili in questa fascia. La cancellazione del rumore funziona, i controlli fisici sono una scelta progettuale vincente, la costruzione è solida.
I bassi mancano della profondità setosa che si trova su cuffie di fascia superiore — limite comprensibile ma reale. Il sensore di prossimità è assente. Le funzionalità più interessanti del Button si esprimono pienamente solo nell'ecosistema Nothing.
La tenuta nel tempo dei materiali è una variabile ancora aperta.
A 159 euro, Nothing Headphone (a) è la proposta più equilibrata e completa della sua fascia. Chi cerca cuffie over-ear di qualità concreta, con una identità estetica originale e senza dover giustificare una spesa da 300 o 400 euro, ha trovato quello che cercava.
Il confronto con Sony o Bose è semplicemente scorretto: giocano in campionati diversi. Nel proprio campionato, Headphone (a) vince con margine.
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