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Ancora più pubblicità: Netflix prepara una nuova "invasione" di annunci

Netflix accelera sul modello con inserzioni e prepara nuovi formati pubblicitari dentro l’app, con espansione globale prevista dal 2027

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Netflix 123rf
  • Netflix trasforma il suo modello puntando con decisione sulla pubblicità e presenta dati e piani all'Upfront 2026.
  • La piattaforma conta oltre 250 milioni di spettatori pubblicitari misurati con una metrica proprietaria e stima la co-visione familiare.
  • Nuovi formati come Clips e podcast video e l'espansione in 15 Paesi riflettono il ritorno degli inserzionisti nello streaming.

La pubblicità si conferma come epicentro delle strategie di Netflix: la piattaforma che aveva costruito la propria identità sull’assenza di interruzioni commerciali sta ridisegnando il proprio modello di business attorno agli annunci, con numeri che iniziano a fare rumore anche tra gli addetti ai lavori.

L’occasione per misurare la portata di questa svolta è arrivata dall’Upfront 2026, la presentazione annuale con cui Netflix si rivolge agli inserzionisti. Quello che è emerso racconta di una piattaforma che non sta semplicemente “tollerando” la pubblicità, ma che la sta cercando in modo attivo, su nuovi formati e in nuovi mercati.

I dati di Netflix sugli abbonamenti con le inserzioni

Ma cosa è emerso nelle scorse ore? Facendola breve, che il piano con pubblicità di Netflix conta oggi oltre 250 milioni di spettatori attivi mensili a livello globale. Il dato, presentato proprio all’Upfront 2026, appare come una conferma della crescita rapida di questo segmento, anche se richiede qualche cautela prima di essere letto come una misura diretta del pubblico reale.

Netflix infatti utilizza una metrica proprietaria, introdotta a novembre 2025, chiamata monthly active viewers: non si tratta del numero di abbonati, né dei profili che accedono al servizio, ma di un calcolo che parte da chi ha guardato almeno un minuto di contenuti con pubblicità in un mese.

La base di partenza in questione viene poi moltiplicata per una stima interna della co-visione familiare: una stima prodotta da una ricerca di  parte, non sottoposta a verifica indipendente.

Gli aumenti della pubblicità

A prescindere da quanto la metrica in questione sia attendibile, comunque, resta una verità incontestabile: Netflix, mossa da questi numeri, sta attivamente lavorando per moltiplicare gli spazi in cui la pubblicità può comparire, e due nuovi formati sono già stati annunciati.

Il primo è il feed di video verticali Clips, lanciato sull’app mobile il 30 aprile in USA, Regno Unito, Canada, Australia e altri mercati, con rollout globale in corso. Il secondo sono i podcast video, disponibili sulla piattaforma dall’inizio del 2026.

Gli annunci pubblicitari su entrambi i formati arriveranno nel 2027, Europa inclusa. Si tratta di un’espansione significativa: la pubblicità non entrerà più solo durante la visione di un film o di una serie, ma anche nella fase di esplorazione del catalogo (nel feed verticale) e in un formato che per natura si presta a una fruizione prolungata e continuativa come il podcast.

A questo si aggiunge la possibilità di sponsorizzazioni su Tudum, il sito ufficiale fan della piattaforma. Sul piano geografico, dal 2027 il piano con pubblicità sarà disponibile in 15 nuovi Paesi, tra cui Austria, Belgio, Polonia, Svezia, Svizzera e Norvegia in Europa, Colombia e Perù in America Latina, Indonesia, Filippine e Tailandia nell’area Asia-Pacifico.

Un’espansione che punta a costruire una base pubblicitaria globale omogenea, in parallelo con lo sviluppo di strumenti per personalizzare gli annunci in base ai comportamenti di visione degli utenti.

Un ritorno alla vecchia tv

C’è qualcosa di ironico nel percorso che Netflix e le altre piattaforme di streaming stanno compiendo. Nate in parte come alternativa a una televisione percepita come ingessata, interrotta e costretta a inseguire gli inserzionisti, queste piattaforme si erano presentate con una promessa semplice: paghi, guardi, senza interruzioni. Era anche un modello di business, non solo una scelta editoriale.

Quel modello si è rivelato difficile da sostenere nel lungo periodo, soprattutto con cataloghi in espansione, costi di produzione crescenti e una concorrenza che ha abbassato la soglia di tolleranza degli utenti verso i prezzi degli abbonamenti premium. La soluzione trovata dal settore è la stessa che la televisione tradizionale aveva adottato decenni fa: affiancare alla quota pagata dall’utente i ricavi che arrivano dagli inserzionisti.

Netflix è oggi l’esempio più visibile di questa trasformazione, ma non è il solo. Il ritorno della pubblicità nello streaming non è una notizia di oggi, è il punto di arrivo di un processo che ha riguardato l’intero settore. La differenza è che ora si tratta di un modello strutturato, con metriche (per quanto discutibili), proiezioni finanziarie e piani di espansione globale. La televisione con le interruzioni non è scomparsa: ha cambiato schermo.

FAQ

Quanti spettatori conta il piano con pubblicità di Netflix?

Netflix dichiara oltre 250 milioni di spettatori attivi mensili per il piano con pubblicità, misurati con una metrica proprietaria.

Come misura Netflix il pubblico degli annunci?

Usa la metrica 'monthly active viewers', conteggiando chi ha visto almeno un minuto di contenuti con pubblicità e stimando la co-visione.

Quali nuovi formati pubblicitari ha annunciato Netflix?

Netflix ha annunciato i video verticali Clips e i podcast video, con annunci previsti dal 2027.

In quali aree arriverà il piano con pubblicità dal 2027?

Il piano sarà disponibile in 15 nuovi Paesi tra Europa, America Latina e Asia-Pacifico, inclusi Austria e Colombia.

Perché lo streaming torna alla pubblicità tradizionale?

Costi di produzione elevati e concorrenza hanno reso insostenibile il modello senza annunci, spingendo verso ricavi pubblicitari.