Libero
STREAMING E SERIE TV

Netflix non rimborsa gli utenti dopo i rincari, e così parte la class action

Netflix continua a opporsi ai rimborsi dopo la sentenza sui rincari illegittimi. Intanto cresce la mobilitazione del Movimento Consumatori.

Pubblicato:

La schermata principale di Netflix iStock
  • Il Tribunale di Roma ha dichiarato nulle clausole di Netflix che consentivano aumenti unilaterali degli abbonamenti senza motivazioni.
  • La decisione apre alla possibilità di rimborsi per utenti fino a gennaio 2024, con cifre significative soprattutto per i piani Premium.
  • Netflix ha annunciato ricorso e si oppone ai rimborsi mentre il Movimento Consumatori avvia azioni collettive e raccoglie adesioni.

La battaglia legale tra Netflix e i consumatori italiani entra in una nuova fase. Dopo la sentenza del Tribunale di Roma che ha giudicato illegittime alcune clausole utilizzate dalla piattaforma per modificare i prezzi degli abbonamenti, il confronto si sposta ora sul tema dei rimborsi. L’azienda, infatti, continua a opporsi alla restituzione delle somme versate dagli utenti coinvolti dagli aumenti contestati. Una posizione che ha spinto il Movimento Consumatori ad annunciare nuove iniziative collettive.

Gli aumenti Netflix sono illegittimi?

La vicenda riguarda gli aumenti di prezzo applicati da Netflix nel corso degli anni. Secondo quanto ricostruito nella decisione del tribunale, le condizioni contrattuali utilizzate fino a gennaio 2024 permettevano alla piattaforma di modificare unilateralmente costi e termini dell’abbonamento senza indicare motivazioni specifiche. Per i giudici, si tratta di una pratica incompatibile con la normativa a tutela dei consumatori.

Da qui la nullità delle clausole contestate e l’illegittimità degli aumenti applicati nel periodo preso in esame dalla sentenza. Restano invece esclusi gli abbonamenti sottoscritti dopo gennaio 2024.

Il rimborso Netflix

La decisione del Tribunale di Roma aveva aperto alla possibilità di ottenere un rimborso per le somme versate in eccesso nel corso degli anni. Secondo le ricostruzioni emerse dopo la pronuncia, gli utenti che hanno mantenuto a lungo un piano Premium potrebbero arrivare a recuperare fino a circa 500 euro, mentre le cifre sarebbero inferiori per i piani Standard e Base.

Gli aumenti contestati si sono susseguiti in più fasi a partire dal 2017, con ulteriori rincari nel 2019, nel 2021 e infine nel 2024. Incrementi progressivi che, nel tempo, hanno inciso in modo significativo sui costi sostenuti dagli utenti italiani.

La risposta di Netflix

Netflix, però, non ha mai mostrato apertura verso l’ipotesi di rimborsare automaticamente gli abbonati coinvolti. Già dopo la sentenza, la società aveva annunciato l’intenzione di presentare ricorso, sostenendo che le proprie condizioni fossero conformi alla normativa vigente. Nelle ultime ore la piattaforma avrebbe ribadito la stessa posizione, escludendo di fatto qualsiasi restituzione immediata delle somme contestate.

Il Movimento Consumatori

La risposta del Movimento Consumatori è arrivata poco dopo. L’associazione, presieduta dall’avvocato Alessandro Mostaccio, ha annunciato l’intenzione di procedere con una o più diffide collettive per chiedere l’applicazione della decisione del Tribunale di Roma anche sul piano economico. L’obiettivo è spingere la società a rispettare quanto stabilito dalla sentenza.

Nel frattempo, cresce il numero degli utenti interessati alla vicenda. Secondo quanto comunicato dal Movimento Consumatori, oltre 220.000 persone avrebbero già compilato il modulo predisposto per richiedere informazioni o aderire alle iniziative legate ai possibili rimborsi.

La questione resta comunque aperta sul piano giudiziario. Il ricorso annunciato da Netflix potrebbe infatti modificare il quadro nei successivi gradi di giudizio. Per questo motivo, la possibilità di ottenere concretamente il rimborso delle somme versate dipenderà anche dagli sviluppi legali dei prossimi mesi.

FAQ

Perché il Tribunale di Roma ha giudicato illegittime le clausole Netflix?

Perché permettevano a Netflix di modificare unilateralmente prezzi e condizioni senza motivazioni specifiche, violando la normativa consumatori.

Chi può chiedere il rimborso dopo la sentenza?

Utenti con abbonamenti sottoscritti fino a gennaio 2024 coinvolti dagli aumenti contestati possono ambire al rimborso.

Quanto si potrebbe recuperare per ogni utente?

Chi ha tenuto a lungo un piano Premium potrebbe recuperare fino a circa 500 euro, meno per Standard e Base.

Netflix restituirà subito le somme contestate?

No: Netflix si oppone ai rimborsi e ha annunciato ricorso, escludendo restituzioni immediate.

Cosa sta facendo il Movimento Consumatori?

Ha annunciato diffide collettive e raccolto adesioni per spingere Netflix all’applicazione economica della sentenza.