Si è persa una sonda della Nasa nello Spazio
La NASA non riesce a rintracciare la sonda MAVEN in orbita intorno a Marte: un mistero da miliardi di dollari

La NASA ha perso contatto con MAVEN. Si tratta di una delle sonde più importanti attualmente in orbita intorno a Marte. Nello spazio profondo, in una specifica area dalla quale dovremmo ricevere dati, regna il silenzio assoluto. Un pessimo segnale, che lascia scienziati e ingegneri impegnati in una corsa contro il tempo per capire cosa sia andato storto e, soprattutto, se il prezioso veicolo sia recuperabile.
Perché MAVEN è così importante
MAVEN sta per Mars Atmosphere and Volatile Evolution. Questa sonda è stata lanciata nel novembre 2013 ed è operativa intorno a Marte dal 2014. Non ha trasmesso dati come previsto lo scorso 6 dicembre e, stando a quanto riportato da un comunicato della NASA, prima di passare dietro al pianeta rosso tutti i sistemi risultavano funzionanti.
Questo passaggio è cruciale, perché in tale fase Marte si pone tra la sonda e la Terra, impedendo le comunicazioni. Ci si aspettava, però, un regolare ritorno dei dati, che ad oggi mancano all’appello. La sonda è riemersa dalla zona d’ombra? Ciò che sappiamo è che la Deep Space Network non ha rilevato alcun segnale.
Un grave problema, considerando il fatto che MAVEN non sia una sonda qualunque. La sua missione principale è lo studio dell’atmosfera marziana, con attenzione al modo in cui il vento solare l’ha progressivamente erosa nel corso di miliardi di anni.
Si tratta del processo che ha contribuito a trasformare il pianeta rosso da una realtà potenzialmente abitabile a un mondo freddo e arido. Dati chiave per comprendere l’evoluzione di questo mondo lontano ma, al tempo stesso, anche del nostro.
Esiste però anche un altro ruolo, forse ancora più cruciale, che la sonda svolge da anni: funge da ponte radio tra la Terra e i rover che operano su Marte. In particolare parliamo di Curiosity e Perseverance. Insieme ad altri orbiter NASA ed ESA, MAVEN fa parte di una rete di comunicazione essenziale per il successo delle missioni di superficie.
Il problema, però, è che tale rete sta invecchiando e la sonda, pur essendo tra i componenti più “giovani”, è in funzione da quasi dieci anni. Siamo ben oltre la durata prevista inizialmente (un solo anno). Gli altri orbiter sono ancora più datati e ciò aumenta il rischio di guasti a catena. Le operazioni su Marte, dunque, sono appese a un filo. E uno vecchio per giunta.
Una vecchia rete di comunicazione
Allo stato attuale, il carico principale delle comunicazioni è gestito dal Trace Gas Orbiter dell’Agenzia Spaziale Europea. Questo è arrivato su Marte nel 2016 (non un giovincello). Subito dopo viene proprio MAVEN, seguita da Mars Reconnaissance Orbiter e Mars Odyssey, che sono dei veterani (lanciati nel 2001). Un ulteriore backup è poi il Mars Express dell’ESA.
Di colpo questa perdita ha riportato al centro della discussione una criticità ben nota da anni: l’assenza di un sistema di comunicazione di nuova generazione dedicato a Marte. La NASA lavora da più di 20 anni su questo fronte, ma molti progetti sono stati rimandati o cancellati.
Un chiaro esempio è il Mars Telecommunications Orbiter, concepito più di due decenni fa e accantonato. Soltanto di recente è stato “ripescato”, con un finanziamento da 700 milioni di dollari. Non si ha certezza però che vedrà mai la luce e, nel caso in cui accadesse, il lancio sarebbe ancora molto lontano.
Nel frattempo, purtroppo per la NASA e noi, MAVEN è parte integrante dei piani per la Mars Sample Return, la complessa e già problematica missione che dovrebbe riportare sulla Terra i campioni raccolti da Perseverance.

















