La Nasa ha trovato un materiale nuovo su un asteroide a 200 milioni di miglia dalla Terra
La NASA ha scoperto materiale più antico del Sole sull’asteroide Bennu, a 200 milioni di miglia dalla Terra. Si tratta di grani presolari e composti organici rimasti intatti per miliardi di anni

Lo spazio ha ancora tantissimo da insegnarci. Le scoperte potenziali sono quasi infinite e così un nuovo viaggio, lungo 200 milioni di miglia (circa 321 milioni di km), ha portato a una delle scoperte più sorprendenti della storia recente dell’esplorazione spaziale.
Le premesse sono decisamente interessanti e sembrano quasi essere quelle di un libro o un film. Nello specifico, la NASA ha annunciato d’aver identificato del materiale più antico del Sole. Dove? Nella polvere che è stata raccolta dall’ormai famosissimo asteroide Bennu. Un risultato epocale per la ricerca scientifica.
Una capsula del tempo da decifrare
Tutto ruota intorno alla missione Osiris-Rex. Questa infatti ha consentito di riportare sulla Terra dei campioni prelevati direttamente dalla superficie dell’asteroide Bennu. Gli scienziati erano increduli quando si sono resi conto d’avere a disposizione dei grani presolari.
Parliamo di particelle di polvere stellare minuscole. Tutto ciò si è formato intorno a stelle morenti in una fase dello spazio ben precedente alla nascita del nostro Sole (avvenuta 4,6 miliardi di anni fa).
Di fatto, abbiamo a disposizione una finestra sul passato dell’universo. Ma cosa sappiamo nello specifico? Questi grani presolari si sono formati in ambienti stellari molto distanti da noi. Hanno in seguito viaggiato nello spazio interstellare e sono stati inglobati successivamente da materiali primordiali. Gli stessi che hanno poi dato origine al nostro Sistema Solare.
È quanto raccontato da Sara Russell, planetologa del Natural History Museum di Londra: “Alcuni di questi grani sono riusciti a sopravvivere per miliardi di anni quasi intatti. Possono dirci molto sull’ambiente in cui si sono formati i pianeti”.
È possibile dire, dunque, come tutto ciò non sia altro che la prima fase. C’è ancora tantissimo da scoprire. Intanto le analisi hanno identificato anche della materia organica che proviene dai confini del Sistema Solare. Al tempo stesso anche polveri dell’ambiente interstellare, con materiali ad alta temperatura. Qualcosa che, secondo gli scienziati, si sarebbe formato vicino al Sole, per poi allontanarsene.
Tracce d’acqua di 4,5 miliardi di anni fa
Un altro dato che ha del clamoroso è emerso dalle analisi condotte al Natural History Museum. I campioni infatti contengono delle chiare evidenze di reazioni chimiche legate all’acqua. Queste risalgono a più di 4,5 miliardi di anni fa, prima ancora che la Terra fosse del tutto formata.
Si stima che tali reazioni siano avvenute nel corpo progenitore dell’asteroide Bennu. Ciò potrebbe spiegare come l’acqua, ovvero il nostro ingrediente cardine per la vita, si sia distribuita nei primi stadi del Sistema Solare.
“Studiare Bennu ci sta consentendo di analizzare un tipo di roccia spaziale mai visto prima. Ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo”, ha dichiarato la professoressa Russell.
Il vero punto di forza di questo campione, inoltre, è che non ha subito contaminazioni atmosferiche terrestri. Le condizioni originali del materiale spaziale sono dunque rimaste inalterate. Abbiamo sulla Terra un campione puro e inestimabile.
Con i dati a loro disposizione, gli scienziati mirano a ricostruire le condizioni fisiche e chimiche della nebulosa primordiale. Quella da cui nacquero il Sole e i pianeti. Si potrà dunque dare risposta a domande aperte sull’origine della vita.




















