Gli astronauti tornano sulla Luna con lo smartphone. E no, non solo per i selfie
Ebbene sì, gli astronomi della NASA in partenza per la Luna potrebbero avere con sé uno smartphone: foto e video non sono l'unica ragione di questa scelta.

Dimenticate le classiche immagini sgranate dell’era Apollo. La prossima volta che l’essere umano poserà il piede sulla Luna con la missione Artemis III, potrebbe farlo con uno smartphone nella propria dotazione personale. E no, non si tratta di una mera distrazione per astronauti annoiati: è il cuore di una strategia tecnologica, che punta a trasformare la Luna nel nostro prossimo "hub" connesso nel lungo termine.
Perché portare uno smartphone nello Spazio?
Via libera a portare lo smartphone personale in missione. Come ha scritto l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, su X:
Gli astronauti della NASA voleranno presto con gli smartphone più recenti, a partire da Crew-12 e Artemis II [rimandata a marzo, ndr]. Stiamo fornendo ai nostri equipaggi gli strumenti per catturare momenti speciali per le loro famiglie e condividere immagini e video stimolanti con il mondo. Altrettanto importante, abbiamo messo in discussione processi consolidati e qualificato hardware moderno per i voli spaziali in tempi rapidi. Questa urgenza operativa sarà di grande aiuto alla NASA, che si occuperà della scienza e della ricerca di altissimo valore in orbita e sulla superficie lunare. Questo è un piccolo passo nella giusta direzione.
Utilizzare uno smartphone o un tablet sulla Luna semplifica enormemente le operazioni. Come spiega la NASA, avere a disposizione dei dispositivi familiari riduce i tempi di apprendimento e aumenta l’efficienza degli astronauti, già addestrati all’uso di interfacce touch. Inoltre, potrebbero servirsi di mappe topografiche lunari in tempo reale sui propri dispositivi, proprio come facciamo noi sulla Terra con Google Maps.
Da un punto di vista strettamente tecnico, poi, consideriamo il grande passo che rappresenterebbe documentare la missione con la qualità dei moderni sensori fotografici degli smartphone. Dalla Terra potremo vivere l’esplorazione spaziale con una nitidezza mai vista prima.
E non tralasciamo un aspetto molto importante: il benessere psicologico dell’equipaggio. Restare connessi in modo più "diretto" con la Terra è cruciale per la salute mentale, soprattutto durante missioni di lunga durata.
La Luna si connette in 4G
L’iniziativa della NASA si inserisce in un progetto più ampio (e ambizioso) iniziato già anni fa, in cui si avvale della collaborazione di un colosso della telefonia come Nokia: fornire una connettività ad alta velocità sul nostro satellite, che permetta non solo comunicazioni vocali più chiare, ma anche il trasferimento massiccio di dati, video in alta definizione e telemetria in tempo reale.
La prima rete cellulare 4G/LTE sulla superficie lunare è in fase di implementazione. Nonostante il primo test sia parzialmente fallito lo scorso anno, Nokia si è sempre mostrata positiva:
Nell’ambito dell’iniziativa Tipping Point della NASA, Nokia Bell Labs ha consegnato la prima rete cellulare sulla Luna il 6 marzo 2025, durante la missione IM-2 di Intuitive Machines al polo sud lunare. La missione si è conclusa in anticipo a causa della configurazione del lander IM-2, che ha impedito l’installazione dei suoi pannelli solari e limitato l’energia disponibile, ma Nokia ha convalidato con successo aspetti chiave del funzionamento della rete. Con il raggiungimento di questi traguardi, Nokia ha compiuto passi significativi nel dimostrare che le tecnologie cellulari possono soddisfare le esigenze di comunicazione critiche per le future missioni sulla Luna e su Marte.
Messa a punto la rete, si potranno abbandonare totalmente i sistemi radio UHF, introducendo la tecnologia cellulare standard con dispositivi COTS (Commercial Off-The-Shelf), ovvero prodotti derivati da quelli che usiamo ogni giorno, installati nelle tute spaziali di Axiom Space e opportunamente modificati per resistere alle radiazioni e alle temperature estreme del satellite. Ma per questo dovremo attendere Artemis III…



















