Cosa sono i motori di ricerca e perché sono essenziali per navigare online
Ecco tutto quello che c'è da sapere sui motori di ricerca: cosa sono, come funzionano e perché sono uno strumento essenziale per navigare online

In sintesi
- I motori di ricerca permettono di esplorare il web e trovare informazioni in modo rapido, grazie a un sistema basato su tre fasi principali: crawling, indicizzazione e ranking, che consentono di raccogliere, catalogare e ordinare i contenuti online.
- Oltre a Google, esistono numerosi motori alternativi come Bing, DuckDuckGo, Qwant, Startpage, Brave Search ed Ecosia, che offrono funzioni specifiche legate alla privacy, alla sicurezza dei dati o a finalità ambientali.
- Un browser è il programma (es. Chrome, Firefox, Safari) che consente di accedere a Internet, mentre un motore di ricerca è il servizio online che permette di trovare contenuti: il primo serve per navigare, il secondo per cercare informazioni.
I motori di ricerca sono uno dei servizi online più importanti per gli utenti e permettono di navigare il web, garantendo la possibilità di trovare determinati contenuti di cui non si conosce l’esatto indirizzo. Questo tipo di servizio utilizza, nella maggior parte dei casi, un meccanismo ben preciso, che permette l’indicizzazione dei contenuti presenti online. Andiamo a scoprire, quindi, cos’è, come funziona e come si usa un motore di ricerca.
Cosa sono e come funzionano i motori di ricerca
I motori di ricerca sono uno strumento essenziale per esplorare il web, in quanto consentono agli utenti di trovare le informazioni di cui hanno bisogno in modo più semplice, senza dover navigare tra un sito e un altro. Effettuando una ricerca, infatti, sarà il motore stesso a fornire le informazioni richieste, raccogliendo i dati in giro per il web.
Tramite un sistema di link diretti, inoltre, gli utenti potranno poi accedere al sito, al documento o al contenuto multimediale incluso nei risultati forniti dal motore di ricerca. Tutto avviene in modo rapidissimo, grazie alla particolare struttura di funzionamento dei motori di ricerca, pensata per offrire un’esperienza utente completa e senza interruzioni.
In linea di massima, il funzionamento di un motore di ricerca si articola in tre fasi. La prima fase viene chiamata in gergo “crawling“. Si tratta di una pratica con cui dei bot collegati al motore di ricerca esplorano il web, raccogliendo informazioni su tutti i contenuti disponibili e che, potenzialmente, potranno essere inclusi nei risultati di ricerca.
Tutte le informazioni raccolte dai crawler vengono poi archiviate, andando a creare un database enorme, completo e in costante aggiornamento. A questo punto inizia la fase di indicizzazione che prevede un’analisi completa delle singole pagine web che vengono poi catalogate sulla base di meccanismi ben precisi che il motore di ricerca stesso utilizza per “ordinare” le informazioni disponibili.
Completate le prime due fasi, entra in gioco il terzo elemento che costituisce la struttura di un motore di ricerca. Si tratta del sistema di ranking. In sostanza, questo strumento, dopo aver raccolto e catalogato i dati presenti online (pagine web etc.), ricorrendo a un particolare algoritmo, ordina i risultati in modo da offrire agli utenti le informazioni più rilevanti, in base alle parole chiave utilizzate nella ricerca.
A determinare il sistema di ranking ci sono tantissimi fattori che, in modo più o meno marcato, hanno la possibilità di incidere sulla rilevanza dei risultati, permettendo all’utente di individuare facilmente i risultati più rilevanti. Questa fase rappresenta uno degli aspetti principali del funzionamento di un motore di ricerca e anche di un elemento in grado di differenziare le caratteristiche e le prestazioni dei singoli motori.
Un motore di ricerca efficace è in grado di offrire ai suoi utenti un elenco di risultati rilevanti, completo e soddisfacente, permettendo a chi effettua una ricerca di trovare le risposte giuste, in poco tempo e senza particolari difficoltà. Si tratta di un meccanismo complesso e ricco di sfaccettature ma che rappresenta un aspetto centrale per il successo di un motore di ricerca.
Oltre Google, quali sono i motori di ricerca alternativi
Google è, senza dubbio, il motore di ricerca più noto e utilizzato al mondo. Le alternative a questo servizio, però, sono tantissime e spesso si caratterizzano per un meccanismo di funzionamento molto diverso da quello del motore di Google. Una delle opzioni più note (e utilizzate) è, senza dubbio, Bing.
Si tratta del motore di ricerca di Microsoft che offre un sistema di funzionamento molto simile a quello di Google, con la possibilità di sfruttare un’integrazione completa con diversi altri servizi. Un altro storico motore è Yahoo, in passato vero e proprio punto di riferimento della ricerca online e oggi ancora attivo ma con l’integrazione della tecnologia di ricerca di Bing.
Da non dimenticare anche DuckDuckGo, un motore di ricerca molto attento alla privacy dell’utente e che offre risultati accurati pur non raccogliendo dati personali e non tracciando l’attività dell’autore della ricerca. Ci sono altri motori da considerare come Qwant, un altro motore che dà grande importanza alla privacy e che è di origine europea. Da segnalare anche Startpage, in grado di rendere anonimi i risultati della ricerca effettuata tramite Google.
Un altro motore di ricerca noto e utilizzato è Brave Search, servizio noto anche per un browser web, che può garantire una ricerca indipendente dalle tecnologie dei “big del settore”. Da segnalare anche Ecosia, un motore di ricerca realizzato con una finalità particolare: i ricavi pubblicitari vengono, infatti, utilizzati per piantare alberi in tutto il mondo. Questo motore utilizza la tecnologia di Bing per funzionare e offrire risultati accurati agli utenti.
Qual è il motore di ricerca più sicuro
Nel corso degli anni, il web ha registrato la nascita e lo sviluppo di numerosi motori di ricerca pensati per offrire agli utenti la possibilità di navigare il web in modo semplice e veloce, raggiungendo in breve tempo i risultati desiderati. Quando si parla di “sicurezza” in relazione all’utilizzo di un motore di ricerca, in linea di massima, si fa riferimento al rispetto della privacy e, quindi, alla sicurezza dei propri dati. Un motore come Google traccia in modo completo l’utente e non può essere considerato “sicuro”, per quanto i suoi risultati siano attendibili e raramente includano dati errati, pagine fake o di phishing.
Per una nuova navigazione sicura con un motore di ricerca, andando a proteggere la propria privacy, è possibile utilizzare servizi come DuckDuckGo oppure Startpage, che non raccolgono informazioni personali sull’utente e, quindi, non applicano forme di tracciamento che potrebbero mettere a rischio la privacy. Un altro servizio già citato e molto interessante in termini di sicurezza è, senza dubbio, Qwant che opera nel pieno rispetto del GDPR, senza tracciare la navigazione dell’utente e senza raccogliere dati.
Libertà di ricerca: esistono motori di ricerca davvero “senza censura”?
Un motore di ricerca permette all’utente di accedere a tutte le informazioni indicizzate. Il tema della censura è sicuramente molto interessante (oltre che attuale) anche perché un’informazione può essere “censurata” pur essendo indicizzata nel caso in cui il motore di ricerca applichi un sistema di ranking tale da nasconderla, di fatto, agli utenti.
Per come è strutturato, un motore di ricerca non può includere tutte le informazioni presenti sul web e, di conseguenza, un certo grado di “censura” può sempre essere applicato, spesso anche per via dell’impossibilità pratica di includere tutte le informazioni presenti online nel sistema di indicizzazione e non per imposizioni “dall’alto”.
Un motore di ricerca che sia davvero senza censura e che sia in grado di effettuare una ricerca tra tutti i contenuti presenti su Internet, quindi, non può essere realizzato, ricorrendo al meccanismo attuale che prevede il crawling delle informazioni, l’indicizzazione e un sistema di ranking per i risultati di ricerca.
Bisogna, inoltre, sottolineare che i motori di ricerca utilizzano specifici algoritmi anche per identificare (ed escludere dai risultati) siti web che possono essere considerati pericolosi o per cui è presente una segnalazione, in base alla normativa vigente, che impone l’esclusione dai risultati di ricerca.
In questi casi, quindi, non si tratta di una vera e propria censura ma, più semplicemente, di un meccanismo che regola il sistema di indicizzazione e che, anche per tutelare gli utenti, esclude alcuni risultati potenzialmente dannosi oppure contenenti elementi illegali. Più che censura, è possibile parlare di filtraggio delle informazioni.
Browser e motore di ricerca: facciamo chiarezza sulle differenze
Non è insolito confondere il browser web e il motore di ricerca. Si tratta, infatti, di due strumenti fondamentali per navigare che, però, presentano sostanziali differenze. Il browser web, infatti, è l’applicazione con cui è possibile accedere a Internet (e non solo effettuare ricerche). Si tratta della porta di ingresso al web e consente di navigare tra i vari siti, sia digitando direttamente l’indirizzo nell’apposita barra che avviando una ricerca.
Un motore di ricerca, invece, è un servizio online che serve a indicizzare le pagine web e può essere utilizzato per individuare un contenuto ben preciso anche quando non si conosce il suo esatto indirizzo. Di conseguenza, Google è un motore di ricerca ed è accessibile tramite qualsiasi browser web, semplicemente digitando google.com nella barra degli indirizzi. Google Chrome, invece, è un browser web e permette l’accesso al web e anche a un motore di ricerca. Con Chrome è possibile accedere a qualsiasi motore di ricerca e non solo a Google.




















