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Il nuovo modulo per abitare sulla Luna? Si chiama Oxygen e viene dalla Calabria

Il nuovo modulo per abitare sulla Luna si chiama Oxygen ed è attualmente sviluppato in Calabria da una startup innovativa: ecco tutti i dettagli

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base lunare iStock

Diverse agenzie spaziali sono al lavoro per tornare sulla Luna. Questa volta, però, l’obiettivo è restarci e gettare le basi per un’esplorazione spaziale ancora più estesa, con un’attenzione anche a Marte.

Per restare sulla Luna, però, è necessario sviluppare le giuste infrastrutture e, in particolare, trovare il modo per installare moduli che possano diventare una vera e propria “base” lunare.

La soluzione giusta per questo problema potrebbe arrivare, a sorpresa, dalla Calabria dove si sta lavorando a una soluzione ricca di potenzialità e in grado di combinare ingegneria, design e intelligenza artificiale per consentire una presenza prolungata sulla superficie lunare.

Il progetto di una startup innovativa

A raccontare il nuovo progetto è Ansa che si è occupata di Isaisei Corporation, una startup innovativa fondata nel 2022 da Gabriele Carrozza, ora amministratore della società con sede a Reggio Calabria.

Costituita da un team di professionisti specializzati, la startup sta lavorando a Oxygen, progetto che viene definito come un “habitat lunare modulare” pensato per garantire agli astronauti le basi giuste per una presenza prolungata sulla Luna.

Lo scorso dicembre, in occasione della CEAS Space Conference 2025, il progetto ha ottenuto il premio “Moon Market Annual Award”, assegnato dalla Moon Village Association, organizzazione globale impegnata nello sviluppo della lunar economy, settore che in futuro potrebbe organizzare vacanze sulla Luna.

Di cosa si tratta

Oxygen può essere considerata come un’architettura abitativa ibrida, basata su moduli a volume espandibile e in grado di offrire un ampio spazio interno a fronte di un ingombro di trasporto ridotto (un aspetto fondamentale considerando che il materiale deve essere trasportato dalla Terra).

Il progetto è pensato per andare oltre quelle che potrebbero essere delle missioni di esplorazione lunare organizzate da Governi e agenzie spaziali. Nel lungo periodo, infatti, punta a diventare una piattaforma abitativa a disposizione di eventuali operatori privati che potrebbero decidere di stabilire la propria presenza sulla Luna.

Lo sviluppo continua e l’obiettivo e raggiungere una fase di completamento per il primo modulo Oxygen entro il 2030. Nel frattempo, però, le missioni verso la Luna continuano a registrare ritardi, come confermano le ultime notizie relative ad Artemis II.

Carrozza ha sottolineato “la nostra soluzione permette di ridurre costi e tempi di realizzazione delle future infrastrutture lunari e, rispetto ai moduli rigidi tradizionali, consente di moltiplicare fino a quattro volte il volume interno disponibile una volta dispiegato sulla superficie, a parità di massa e volume al momento del lancio”.

Il mercato delle soluzioni abitative per la Luna (e in futuro anche per Marte) rappresenta un settore potenzialmente molto interessante e in grado di attirare numerosi operatori privati nel corso dei prossimi anni. Ulteriori dettagli sul progetto Oxygen dovrebbero emergere a breve. Isaisei Corporation continuerà lo sviluppo con l’obiettivo di cogliere al volo le opportunità che il settore potrebbe offrire nel corso dei prossimi anni.