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SCIENZA

Il telescopio spaziale Gaia individua sette potenziali nuovi mondi

La missione Gaia ha portato a scoprire 7 nuovi pianeti, 8 sistemi e 16 stelle: un risultato clamoroso grazie a una tecnica sorprendente

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Pianeti avvistati dal telescopio Gaia Eso, Esa/Gaia/Dpac, M. Vioque et al.

Come nascono i sistemi planetari? Riuscire a comprenderlo è una delle grandi sfide dell’astronomia moderna. Oggi stiamo iniziando a ricostruire quel processo nei suoi primi e delicatissimi istanti. Come? Grazie a una combinazione di osservazioni spaziali e terrestri che, rispetto al passato, sono ben più “raffinate”.

Un nuovo studio, basato sui dati del telescopio spaziale Gaia, ha individuato delle oscillazioni sospette intorno a 31 stelle neonate. Si tratta di segnali compatibili con la presenza di:

  • pianeti appena formati;
  • nane brune;
  • altre stelle compagne.

Il caos dove nascono i pianeti

Sono stati analizzati dei sistemi giovanissimi, immersi in regioni dense di gas e polveri, che rendono estremamente difficile osservare quanto accade al loro interno. Tutto inizia con il collasso gravitazionale di grandi nubi molecolari.

Mentre la nube si contrae, la rotazione aumenta e il materiale si appiattisce formando un disco. Al centro nasce la stella, mentre tutt’intorno resta il disco protoplanetario. È una sorta di “cantiere cosmico”, volendo semplificare, che contiene il materiale necessario alla formazione dei pianeti.

Sono stati osservati 31 sistemi con successo e questi dischi sono stati studiati grazie all’Atacama Large Millimeter Array. Quest’ultimo è in grado di osservare il materiale freddo destinato ad aggregarsi ai pianeti. Le immagini ottenute ci mostrano delle strutture complesse, con lacune, anelli e asimmetrie che spesso vengono interpretate come la firma indiretta di pianeti in formazione. Vedere direttamente questi oggetti è però ancora quasi impossibile. È la polvere a nasconderli ai nostri “occhi”.

Missione Gaia

Qui entra in gioco il telescopio spaziale Gaia, parte della missione dell’European Space Agency. È uno strumento progettato per misurare con precisione straordinaria le posizioni delle stelle. Sappiamo che quando un pianeta o un altro “compagno” orbita intorno a una stella, ne provoca una minuscola oscillazione. Tale misurazione rientra in una tecnica già sfruttata per stelle mature, che per la prima volta è stata applicata con successo a stelle ancora in fase di formazione.

Sono stati osservati 98 sistemi stellari giovani e di questi 31 hanno mostrato movimenti sottili ma coerenti. Qualcosa di impossibile da spiegare se non con la presenza di un “compagno invisibile”. In 7 casi, le oscillazioni sono compatibili con oggetti di massa planetaria. In altri 8 sistemi, invece, i segnali indicano la presenza di:

  • nane brune;
  • corpi intermedi tra pianeti giganti e stelle.

I restanti 16 sistemi ospiterebbero invece altre stelle.

La distribuzione dei risultati racconta una storia complessa: non tutti i dischi protoplanetari producono pianeti nello stesso modo. Alcuni sistemi sembrano favorire la nascita di pianeti giganti, altri di nane brune, altri ancora di sistemi stellari multipli. Le posizioni dei “compagni” individuati da Gaia offrono una mappa preziosa per comprendere come la massa e la dinamica del disco influenzino l’esito finale.

Questo studio, accettato per la pubblicazione su Astronomy and Astrophysics, segna un passaggio chiave: dimostra infatti che l’astrometria può essere uno strumento potentissimo anche nelle fasi più precoci della vita stellare.