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AI anche alle Olimpiadi invernali 2026: i due pattinatori danzano su una canzone "finta"

A Milano Cortina 2026 una coppia di danza sul ghiaccio usa una musica generata da AI. Performance valida, ma il dibattito è aperto.

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Pattinaggio olimpico di una donna 123rf

Alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, l’intelligenza artificiale è entrata anche in pista. Nella danza sul ghiaccio, disciplina profondamente legata alla musica e alla dimensione narrativa, la coppia ceca formata dai fratelli Kateřina Mrázková e Daniel Mrázek ha scelto una traccia in parte generata da AI per il programma di rhythm dance. Ne è nata un’esibizione tecnicamente solida, ma soprattutto un dibattito acceso sul confine tra creatività umana e strumenti algoritmici in uno sport che rivendica da sempre una forte identità artistica.

Milano Cortina 2026, una routine anni Novanta tra AC/DC e musica generata da AI

Per questa stagione la rhythm dance ruota attorno al tema della musica, degli stili e delle atmosfere degli anni Novanta. Molte coppie hanno puntato su brani immediatamente riconoscibili, da Lenny Kravitz alle Spice Girls. Mrázková e Mrázek hanno invece scelto una strada più controversa, alternando “Thunderstruck” degli AC/DC a un brano creato da un sistema di intelligenza artificiale progettato per imitare il rock radiofonico dell’epoca.

Nella documentazione dell’International Skating Union compare infatti un montaggio che affianca “Thunderstruck” a “One Two”, descritto come una composizione in stile Bon Jovi generata da AI. Il sito ufficiale delle Olimpiadi conferma che la parte iniziale del programma utilizza questa canzone “finta”, costruita per evocare sonorità familiari, ma non riconducibile al catalogo di alcuna band reale.

Nella prova di Milano, i due cechi hanno totalizzato 72,09 punti, con 40,50 nel contenuto tecnico e 31,59 nei components, chiudendo al diciassettesimo posto in una classifica guidata dalle coppie di Francia, Stati Uniti e Canada.

Non si tratta del primo esperimento dei fratelli con l’intelligenza artificiale. All’inizio della stagione avevano già utilizzato un brano generato da algoritmo che riprendeva in modo molto ravvicinato testo e melodie di “You Get What You Give” dei New Radicals. Le somiglianze avevano sollevato accuse di plagio e portato a una modifica del programma, lasciando però aperta la questione della somiglianza sostanziale rispetto a opere protette.

Reazioni dei fan e regole ancora indietro

Durante la telecronaca della gara, i commentatori hanno segnalato che la prima parte della musica era generata da AI. Da lì la discussione si è rapidamente spostata sui social. Molti appassionati hanno giudicato fuori luogo la presenza di una traccia artificiale in uno sport che vive di scelte musicali riconoscibili e di un legame emotivo con brani noti. Altri hanno criticato l’idea di affidare a un algoritmo un elemento centrale della performance, percependola come una scorciatoia creativa.

Dal punto di vista regolamentare, tuttavia, la scelta dei cechi è pienamente ammissibile. L’ISU non distingue oggi tra composizioni firmate da autori umani e brani generati da un modello, purché siano rispettate le regole su durata, struttura e diritti d’uso. I giudici valutano esecuzione, difficoltà e interpretazione, senza entrare nel merito dell’origine del file audio.

Musica e copyright a Milano Cortina 2026

Il tema del copyright resta invece centrale. A Milano Cortina diversi atleti hanno dovuto rivedere i programmi per problemi legati alle licenze. L’americana Amber Glenn ha parlato di un contrasto con l’artista canadese Seb McKinnon sull’utilizzo del brano “The Return”. Lo spagnolo Thomas-Llorenç Guarino Sabaté ha rischiato di perdere il suo programma a tema Minions per questioni di diritti, risolte solo dopo un confronto con i titolari delle musiche. Il russo Petr Gumennik, infine, ha cambiato la colonna sonora del corto a ridosso della gara, dopo aver scoperto che non erano state ottenute tutte le autorizzazioni necessarie.