Un meteorite svela i segreti di un mondo scomparso grande come la Luna
Un meteorite trovato nel Sahara potrebbe provenire da un antico protopianeta grande quasi quanto la Luna. Lo studio svela nuovi dettagli sulla nascita del Sistema Solare.

Il ritrovamento di un meteorite nel deserto del Sahara ha aperto le porte a una scoperta straordinaria: il frammento ha svelato i segreti di un protopianeta scomparso, un “embrione di pianeta” che orbitava intorno a un giovane Sole oltre 4,5 miliardi di anni fa.
Secondo un team di scienziati, le sue dimensioni erano paragonabili a quelle della Luna o di Marte. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.
I frammenti del protopianeta sono sulla Terra
Aaron Bell, professore assistente di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università del Colorado Boulder, ha sottolineato: “È incredibile pensare che un tempo esistesse un mondo così grande. Sappiamo della sua esistenza solo perché alcuni frammenti sono atterrati sulla Terra. Questi meteoriti hanno conservato le prove di un percorso completamente diverso attraverso il quale si sono formati i primi pianeti.”
Il frammento ritrovato nel Sahara è un meteorite angrite, una delle rocce vulcaniche più antiche conosciute nel sistema solare. Si tratta di una tipologia estremamente rara, individuata in appena 68 degli oltre 80.000 meteoriti ritrovate sulla Terra, e peculiare per la sua composizione: le angriti contengono infatti pochissimo biossido di silicio.
Questo dettaglio della composizione chimica aveva fatto ipotizzare che le angriti arrivassero da piccoli asteroidi con un raggio di circa 200 chilometri. L’analisi approfondita del meteorite ha però rilevato la presenza di clinopirosseno ricco di alluminio, un minerale che per formarsi avrebbe richiesto una pressione di almeno 17,5 kilobar: un valore troppo elevato per un piccolo asteroide, che implicherebbe dimensioni del corpo celeste nettamente superiori.
A confermare questa ipotesi, i cristalli del meteorite presentavano bordi netti, incompatibili con una formazione nelle profondità di un pianeta massiccio, che avrebbe cancellato questi segni.
Dalle stime dei ricercatori, quindi, il corpo progenitore potrebbe aver superato i 1.800 chilometri di raggio, presentando dimensioni simili a quelle della Luna o di Marte, che ha un raggio di 3.300 chilometri. Ricordiamo, inoltre, che sono stati rivelati dei pianeti in crescita al di fuori del Sistema Solare.
Distrutto da una catastrofe?
Al momento, gli scienziati non sanno ancora cosa sia successo al protopianeta. Una versione accreditata ipotizza la sua distruzione dopo un impatto con un altro corpo celeste, in un contesto molto caotico come quello del sistema solare primordiale. Questa modalità di formazione risulta essere particolarmente interessante, anche perché basata su meccanismi che non sono ancora del tutto compresi.
Secondo Bell: “I materiali che hanno formato il corpo progenitore dell’angrite sono fondamentalmente diversi dagli ingredienti della Terra e di Marte. Ciò indica un percorso evolutivo distinto e separato nella formazione planetaria nella storia primordiale del nostro sistema solare”. Le indagini continueranno per capire quali sono i meccanismi che hanno portato alla formazione del protopianeta.
Lo studio integrale, dal titolo di High-pressure clinopyroxene in Northwest Africa 12774 and new geobarometric evidence for a planetary embryo-sized angrite parent body, è stato pubblicato su Earth and Planetary Science Letters e porta la firma di Aaron S. Bell, Laura Waters, Mark Ghiorso.



















