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Meta ci "spia": così userà altre app esterne per decidere cosa mostrarci

Meta amplia l'uso dei dati provenienti da siti e app esterni: la personalizzazione arriva a feed e AI, mentre sparisce una delle impostazioni di controllo

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Utente che usa smartphone 123rf
  • Meta ha aggiornato le condizioni di Facebook e Instagram per usare dati raccolti al di fuori delle piattaforme nella personalizzazione dei contenuti.
  • La modifica amplia l'uso delle informazioni condivise da siti e app terze per feed, annunci e risposte degli strumenti di intelligenza artificiale.
  • L'impostazione "Attività da altre aziende" consente di disattivare la personalizzazione, mentre Europa e altri mercati restano esclusi al lancio.

Ebbene sì, è successo: Meta ha aggiornato i termini d’uso di Facebook e Instagram. E, possiamo dirlo, la modifica tocca un punto delicato: l’utilizzo dei dati raccolti al di fuori delle sue piattaforme. L’annuncio è arrivato nelle scorse ore ed è destinato a far discutere.

Dietro il linguaggio tecnico delle condizioni di servizio si muove, infatti, un cambiamento che riguarda tutti gli iscritti e per coglierne la portata bisogna guardare a quello che facciamo quando navighiamo, acquistiamo o prenotiamo lontano dai social.

L’aggiornamento delle condizioni

Cerchiamo di vederci chiaro. Non tutti sanno che, almeno fino a oggi, i feed di Facebook e Instagram sono stati modellati principalmente sulle interazioni interne alle piattaforme: like, commenti, visualizzazioni, account seguiti. I dati provenienti dall’esterno, ovvero quelli condivisi da siti web e aziende terze attraverso strumenti di tracciamento, venivano impiegati soprattutto per il targeting pubblicitario.

Invece, con il nuovo aggiornamento queste informazioni entreranno anche nel meccanismo che decide quali contenuti suggerirci e contribuiranno a rendere più personalizzate le risposte degli strumenti di intelligenza artificiale integrati nelle app. Nel suo annuncio ufficiale, Meta ha però voluto precisare che la raccolta resta invariata: a cambiare è l’impiego delle informazioni che molte aziende già condividono con i suoi sistemi pubblicitari.

Il nodo privacy

Perché, allora, questa mossa fa discutere? Perché in parallelo all’estensione dell’uso dei dati, Meta sta eliminando la funzione La tua attività al di fuori delle tecnologie Meta, che permetteva di disconnettere dal proprio account le attività tracciate da siti e app di terze parti.

Al suo posto arriva un’unica impostazione, chiamata Attività da altre aziende, pensata (secondo il colosso di Menlo Park) per semplificare la gestione della privacy. Da lì sarà possibile disattivare l’uso dei dati esterni per la personalizzazione di annunci, contenuti social e risposte dell’AI. Resta però il fatto che uno strumento di controllo sparisce proprio mentre l’utilizzo di quei dati si allarga.

Ma quali sono le app esterne?

E c’è da dire che la rete di raccolta è più estesa di quanto si immagini. Parliamo di tutti i siti e le app che integrano gli strumenti pubblicitari e di analisi di Meta: piattaforme di e-commerce, servizi di prenotazione viaggi, app di food delivery, siti di news, giochi per smartphone, servizi che offrono l’accesso tramite account Facebook.

Ogni volta che completiamo un acquisto, aggiungiamo un prodotto al carrello o consultiamo una scheda su uno di questi servizi, l’informazione diventa materiale per i social. Lo scenario è facile da immaginare: prenoti un volo per Lisbona e i social lo vengono a sapere, anche se non l’hai mai cercato al loro interno.

Cosa succederà al tuo feed?

L’esempio lo fornisce la stessa Meta: l’acquisto online di una tenda da campeggio potrebbe tradursi nella comparsa di video dedicati all’outdoor e alle attività all’aria aperta nel feed dei Reels. Lo stesso principio vale per gli altri spazi delle piattaforme, dalle storie ai contenuti suggeriti.

Il discorso si estende all’AI: le risposte generate dagli assistenti integrati nelle app terranno conto anche di queste informazioni, con suggerimenti calibrati sulle abitudini d’acquisto e di navigazione di ciascun utente.

Cosa succederà in futuro?

L’aggiornamento verrà distribuito progressivamente a livello globale, con alcune eccezioni di peso. Al lancio resteranno esclusi diversi mercati, tra cui Europa, Regno Unito, Brasile, Corea del Sud e Sudafrica. Meta non ha fornito spiegazioni ufficiali, anche se la ragione più plausibile va cercata nelle normative locali sulla protezione dei dati personali.

Per gli utenti europei, quindi, al momento nulla cambia. La direzione intrapresa dall’azienda è però chiara e vale la pena tenere d’occhio le impostazioni del proprio account: quando (e se) la novità arriverà anche da noi, sapere dove si trova l’interruttore farà la differenza.

FAQ

Cosa cambia con l'aggiornamento di Meta?

Meta userà dati raccolti fuori da Facebook e Instagram per personalizzare feed, annunci e risposte dell'AI.

Posso bloccare l'uso dei dati esterni?

Sì, tramite la nuova impostazione "Attività da altre aziende" si può disattivare l'uso per personalizzazione.

Quali siti e app inviano dati a Meta?

E‑commerce, servizi viaggi, food delivery, news, giochi e app che usano strumenti pubblicitari o analitici di Meta.

Cambierà subito il mio feed in Europa?

No, l'Europa e altri paesi restano esclusi al lancio, quindi per ora nulla cambia per gli utenti europei.

L'AI di Meta userà questi dati esterni?

Sì, le risposte e i suggerimenti generati dagli assistenti integrati terranno conto anche di queste informazioni.