Libero
INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Meta ora può stimare la tua età guardando i tuoi post sui social: ci riesce davvero?

Meta introduce un’AI che analizza post, foto e video per stimare l’età degli utenti e individuare i minori. Un sistema avanzato, ma con non pochi limiti.

Pubblicato:

Meta Logo su schermo smartphone e sfondo 123RF

Conoscere l’età di una persona online è una sfida complessa per le piattaforme digitali, soprattutto con governi e autorità che chiedono continuamente maggiori tutele per i minori, in particolare per gli under 13.

Una sfida a cui prova a rispondere l’intelligenza artificiale di Meta. Il colosso di Menlo Park ha introdotto un servizio AI in grado di rilevare gli account dei minori, con tanto di analisi visiva per andare oltre la semplice dichiarazione di età.

Una tecnologia promettente, ma che presenta ancora non pochi limiti: vediamo infatti come funziona.

Come Meta stima la tua età sui social con l’AI

Sostanzialmente, l’IA di Meta analizza i profili degli utenti alla ricerca di indizi contestuali che possano suggerire se l’account appartenga o meno a un minorenne, ad esempio riferimenti a feste di compleanno o voti scolastici.

Ricerchiamo questi segnali in vari formati, come post, commenti, biografie e didascalie”, dice l’azienda nel suo comunicato, “e stiamo continuando ad estendere questa tecnologia ad altre sezioni delle nostre app come Instagram Reels, Instagram Live e Gruppi Facebook“.

Se un account viene considerato potenzialmente appartenente a un minorenne, Meta può procedere alla sua disattivazione, “e il titolare dell’account dovrà fornire una prova della propria età tramite la nostra procedura di verifica dell’età per evitare che il suo account venga eliminato“.

A ciò si aggiunge anche l’analisi visiva: laddove i contenuti testuali non siano sufficienti, l’AI esamina foto e video per individuare elementi fisici utili a stimare l’età, come altezza o struttura ossea, senza ricorrere (fortunatamente) al riconoscimento facciale. “Combinando queste informazioni visive con la nostra analisi del testo e delle interazioni, possiamo aumentare significativamente il numero di account di minori che identifichiamo e rimuoviamo“.

Ma ci riesce davvero? I limiti del servizio

Per quanto sia all’avanguardia, il servizio di Meta è comunque una tecnologia predittiva che incrocia dati testuali e visivi, e che dunque resta esposta a margini di errore.

Come detto prima, l’IA analizza ciò che gli utenti pubblicano online, cercando segnali come riferimenti a compleanni, scuola, voti o attività. Si tratta però di informazioni che possono essere ambigue o fuorvianti: non è escluso, ad esempio, che contenuti simili vengano pubblicati da terzi con accesso all’account o in contesti non direttamente riconducibili al titolare.

A ciò si aggiunge anche il problema dell’analisi visiva. Non essendo basato sul riconoscimento facciale (Meta lo ha ben precisato nel comunicato), il sistema si limita a stimare l’età attraverso indizi generali come caratteristiche fisiche, tra cui struttura corporea o altezza apparenteSempre dunque dati incerti, che però possono decidere la chiusura o meno di un account.

La responsabilità della verifica d’età sui social

Altro nodo importante: Meta chiede che la verifica dell’età venga spostata a monte, direttamente sugli app store o sui sistemi operativi. In pratica, sarebbero realtà come Apple e Google (attraverso App Store, Play Store e rispettivi sistemi operativi) a dover certificare l’età dell’utente e trasmettere poi l’informazione alle singole app.

È una proposta sensata, perché come dice Menlo Park “nessuna singola azienda può risolvere questa sfida da sola“. C’è da dire che comunque questa impostazione sposta parte della responsabilità lontano dalle piattaforme social, concentrandola sugli intermediari tecnologici.

Senza contare che, nonostante l’intento nobile di proteggere i minori, si tratta comunque di un sistema che “sorveglia”, che implica un livello di controllo diffuso sull’identità degli utenti. E una domanda sorge spontanea: quanto siamo disposti ad accettare un ecosistema più “controllato” pur di rendere Internet più sicuro per l’età di chi lo utilizza?

FAQ

Come Meta stima l'età degli utenti?

L'IA analizza testi, post, commenti e indizi visivi (altezza, struttura corporea) per stimare se un account è di un minorenne, senza usare riconoscimento facciale.

Meta può disattivare un account ritenuto minorenne?

Sì: se l'algoritmo segnala un account come potenzialmente minorenne, Meta può disattivarlo finché l'utente non fornisce prova dell'età.

L'analisi visiva usa il riconoscimento facciale?

No. Meta afferma che l'analisi visiva evita il riconoscimento facciale, basandosi su indizi generali come altezza o struttura fisica.

Quali sono i limiti del sistema di stima età?

È predittivo e soggetto a errori: segnali ambigui, post di terzi o indizi visivi imprecisi possono portare a valutazioni sbagliate.