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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Meta lancia Muse Image: l'AI per creare e modificare immagini entra nelle sue app

Meta presenta Muse Image, il nuovo modello di intelligenza artificiale per creare e modificare immagini. Ecco come funziona e tutti i limiti.

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L'icona di WhatsApp iStock

Davanti a concorrenti sempre più agguerriti nel campo della generazione delle immagini con l’intelligenza artificiale, come ChatGPT di OpenAI e Gemini di Google, Meta ha deciso di rilanciare la sfida con Muse Image, il suo nuovo modello disponibile non solo nell’app Meta AI, ma anche in alcuni dei suoi social, tra cui Instagram Stories e WhatsApp.

Vediamo in cosa consiste questa novità, e come si può usare al meglio.

Come funziona Muse Image di Meta

Sviluppato dalla sezione Meta Superintelligence Labs, il nuovo modello viene descritto dall’azienda come “il nostro modello di generazione di immagini più avanzato finora“.

E questo perché, rispetto alla concorrenza, invece di limitarsi a trasformare un prompt in un’immagine, Muse Image opera come un vero e proprio agente AI: “richiama strumenti di ricerca e codifica, migliora autonomamente i propri risultati e perfeziona le immagini“.

Un’altra caratteristica è l’integrazione con Muse Spark, soluzione che permette ai due modelli “di condividere strumenti e pianificare insieme la generazione dei contenuti multimediali”.

Infatti, per migliorare precisione e qualità, Muse Image può accedere anche ad altri strumenti. Ad esempio, è in grado di generare codice utile per creare grafici e codici QR accurati, oltre a effettuare ricerche sul web per integrare nelle immagini informazioni aggiornate e riferimenti visivi reali.

Sul fronte dell’editing, il funzionamento ricorda quello di ChatGPT, consentendo di modificare esclusivamente gli elementi richiesti dall’utente senza alterare il resto dell’immagine. Allo stesso tempo, come avviene con Gemini, ogni contenuto generato include un watermark invisibile chiamato Content Seal, definito da Meta come un “segnale di provenienza nascosto” capace di sopravvivere anche dopo ritagli, compressioni, ridimensionamenti o screenshot.

Come utilizzare al meglio il nuovo tool AI

Per certi versi, le possibilità offerte da Muse Image sono abbastanza simili a quelle dei più diffusi generatori di immagini AI.

Ad esempio, puoi creare illustrazioni, immagini realistiche, contenuti in stile cartone animato e numerose altre tipologie di elaborazioni semplicemente descrivendo ciò che desideri ottenere (ovviamente usando i prompt giusti).

Rispetto però alla concorrenza, Meta mette a disposizione una serie di preset, ovvero immagini e modelli predefiniti pensati per offrire spunti creativi e aiutare nella realizzazione dei contenuti.

Inoltre, Muse Image è anche in grado di combinare elementi provenienti da più immagini di riferimento inserite nel prompt. Persone, oggetti, capi di abbigliamento, ambientazioni e stili differenti possono essere fusi all’interno della stessa composizione.

Un’app già famosa, ma per via della privacy

Appena uscito, il modello è già finito al centro di diversi editoriali, e non tanto per le sue particolarità, quando per le sue criticità. Ad esempio la possibilità di modificare con l’intelligenza artificiale le immagini di altri utenti Instagram, purché i loro profili siano pubblici.

Lo ha scoperto TechCrunch: in pratica, è sufficiente taggare un utente affinché il sistema possa utilizzare una sua fotografia per generare una nuova immagine realizzata dall’IA.

Non proprio il massimo a livello di privacy. Anzi, se questa funzione dovesse rimanere così, chiunque potrebbe inserire persone reali in contenuti generati artificialmente senza che sia necessariamente presente un consenso esplicito.

A tal riguardo, però, Meta ha precisato che comunque su Instagram sono disponibili specifiche impostazioni attraverso le quali è possibile impedire che le proprie immagini vengano utilizzate in questo modo.

Disponibilità e limiti

Muse Image è già disponibile attraverso l’app Meta AI, sul sito meta.ai, nelle Instagram Stories negli Stati Uniti e su WhatsApp in alcuni Paesi. L’azienda ha inoltre confermato che il servizio verrà esteso nel prossimo futuro anche in altri paesi, e pure su Facebook.

Per quanto riguarda i costi, Meta spiega che il nuovo modello sarà gratuito per la creazione quotidiana di immagini, mentre gli utenti che supereranno una determinata soglia di utilizzo dovranno sottoscrivere un abbonamento per continuare ad accedere alle funzionalità del servizio.

FAQ

Posso usare Muse Image per modificare solo una parte di una foto?

Sì: l'editing permette di intervenire esclusivamente sugli elementi indicati dall'utente senza alterare il resto dell'immagine.

Ci sono rischi per la privacy collegati all'uso di Muse Image?

Esiste il rischio: è possibile usare foto pubbliche di altri utenti per generare immagini; Meta comunque offre impostazioni per impedire questo utilizzo.

Dove e quando è disponibile Muse Image e costi?

È già su Meta AI, meta.ai, nelle Instagram Stories negli USA e su WhatsApp in alcuni Paesi; l'uso base è gratuito, ma un abbonamento sarà richiesto oltre certe soglie.