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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Meta Muse Charm, l'assistente IA che sembra un Tamagotchi: ti vede e ascolta sempre

Meta lancia il Muse Charm, un dispositivo con l'agente IA che richiama il Tamagotchi: arriva a dicembre ma fa discutere su privacy e minori

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Meta prova a rilanciare l’intelligenza artificiale, ma lo fa in un formato che richiama un oggetto cult degli anni ’90. Si chiama Muse Charm ed è un piccolo dispositivo portatile, che chiaramente richiama alla memoria un Tamagotchi (almeno per i Millennial).

È pensato per portare sempre con sé l’agente IA dell’azienda. Ad annunciarlo è stato lo stesso Mark Zuckerberg, che prevede vendite alle stelle in vista di Natale. Tutto ciò ha però già acceso un dibattito su privacy e tutela dei più giovani.

Cos’è il Meta Muse Charm

Ricordate quanta dipendenza generavano i Tamagotchi? Ecco, stanno per tornare, o quasi. Il Muse Charm è un dispositivo grande quanto un portachiavi, da poter appendere a borse e zaini o indossare con un laccetto.

Immaginate un Apple Watch senza cinturino (per dimensioni). Presenta uno schermo da 2 pollici che mostra un avatar personalizzabile, che è di fatto un "cartoon". Tra i personaggi disponibili ci sono:

  • Jolly, la mascotte di Muse;
  • un mango antropomorfo;
  • un labradoodle;
  • un toast con gli occhiali da sole.

Perché sembra un oggetto che avrebbe potuto proporre Apple? Forse perché alle spalle c’è Alan Dye, ex responsabile del design della società di Cupertino. Il lancio è previsto proprio per dicembre e di certo sarà nella lista de regali di Babbo Natale in molte case.

Come funziona e le polemiche

Il Charm di Meta è un assistente personale a tutti gli effetti e ospita l’agente AI Muse. Dovrebbe automatizzare molte attività quotidiane, dalla gestione delle email agli appuntamenti, procedendo con ricerche, compilazione moduli, acquisti, prenotazioni e così via.

Presenta un modem 5G pe collegarsi a internet senza Wi-Fi, un sensore d’impronta per l’attivazione vocale e una piccola fotocamera con microfoni per la "consapevolezza ambientale". In pratica uno strumento più immediato dello smartphone che abbiamo in tasca.

Si punta dunque a proporre un compagno quotidiano, rendendo l’IA qualcosa di normale e abitudinario e staccandola dall’uso scolastico e lavorativo. Molti esperti di sicurezza dei minori, però, sostengono che il design "carino" rischia di attrare i bambini, nonostante il limite dei 18 anni.

Favorirebbe un attaccamento emotivo e la tendenza a trattare l’IA come una persona reale. In un mondo che tende sempre più a isolarci in camera, dunque, si rischia che i più fragili, privi dei necessari strumenti d’analisi dei rischi, trovino rifugio in un amico digitale che finge di comprendere i sentimenti umani.

Sul fronte della privacy, inoltre, fotocamera e microfoni sempre attivi raccolgono dati in tempo reale. Il rischio è quello di riprendere anche persone ignare e di spingere gli utenti a condividere informazioni sensibili.

Come restare tranquilli, poi, quando Muse è già stato accusato di leggere messaggi privati e chiedere dati personali. Meta, dal canto suo, nega assolutamente di voler colpire i più piccoli, assicurando verifiche sull’età e la possibilità di negare l’uso dei dati per l’addestramento (come se tutti fossero consapevoli della possibilità e sapessero come fare).