Perché Meta vuole bandire OpenClaw: il problema è solo la sicurezza?
Meta vorrebbe bandire OpenClaw: i problemi di sicurezza sono un elemento centrale della questione ma potrebbero non essere gli unici

Il settore dell’intelligenza artificiale ha tanti protagonisti. Tra questi c’è anche OpenClaw, il framework agentico open source ora sotto il controllo di OpenAI. Stando a quanto ricostruito da Wired, Meta vorrebbe bandire l’utilizzo di OpenClaw, dopo aver tentato senza successo l’acquisizione.
Il motivo è legato ai rischi di sicurezza informatica che hanno spinto l’azienda che controlla le principali piattaforme social a vietare l’utilizzo di OpenClaw ai suoi dipendenti. Da non sottovalutare anche un altro aspetto: il software è ora una tecnologia concorrente e Meta avrebbe tutto l’interesse a bloccarne l’accesso.
Un problema di sicurezza
OpenClaw è uno dei temi “caldi” del settore tech, in particolare per quanto riguarda l’industria che lavora a soluzioni di intelligenza artificiale, anche per questioni legate alla sicurezza informatica.
Come abbiamo visto nel nostro approfondimento su funzionalità e pericoli di OpenClaw, il framework agentico rappresenta un elemento di grande rilievo per il futuro dei servizi AI e, soprattutto, per lo sviluppo di agenti AI avanzati.
Secondo quanto ricostruito dalla fonte, un dirigente di Meta avrebbe avvisato i membri del suo team di “tenere OpenClaw lontano dai computer portatili di lavoro“, arrivando a minacciare anche la possibile perdita del lavoro per i dipendenti dell’azienda che non rispetteranno queste indicazioni.
Secondo quanto emerso, il dirigente ritiene “imprevedibile” il software e il suo utilizzo potrebbe portare a una serie di problemi per la sicurezza, soprattutto per quanto riguarda la violazione della privacy. L’identità del dirigente non è nota, ma le preoccupazioni su OpenClaw sono molto diffuse.
Il framework gratuito e open source è stato rilasciato lo scorso novembre ed è diventato molto popolare nelle ultime settimane, grazie anche al contributo di altri programmatori che hanno confermato le capacità del software.
Dopo che il fondatore di OpenClaw, Peter Steinberger, si è unito a OpenAI, è stato confermato che OpenClaw resterà open source e sarà supportato da una fondazione. Quest’aspetto potrebbe rappresentare un ulteriore motivo per cui Meta, in futuro, cercherà di bloccare il software AI.
Nelle ultime ore, inoltre, è stato confermato che OpenClaw è sotto attacco e può essere colpito da un malware infostealer.
Un sistema da tenere sotto controllo
Le preoccupazioni di Meta non sono uniche. Diversi professionisti del settore della sicurezza informatica, come riportato dal blog di Palo Alto Networks, hanno esortato le aziende ad adottare misure di controllo rigoroso per i dipendenti che utilizzano OpenClaw. Aziende del settore tech come Massive e Valere hanno vietato il ricorso a questo software per i loro dipendenti.
Secondo Guy Pistone, CEO di Valere, se OpenClaw avesse accesso “alle macchine di uno dei nostri sviluppatori, potrebbe accedere ai nostri servizi cloud e alle informazioni sensibili dei nostri clienti, tra cui i dati delle carte di credito e le basi di codice di GitHub. È piuttosto bravo a ripulire alcune delle sue azioni, il che mi spaventa“.
Per evitare problemi di sicurezza, evidenzia Wired, alcune aziende stanno applicando protezioni avanzate alle macchine dei loro dipendenti, permettendo l’utilizzo solo di un numero selezionato di programmi e, quindi, bloccando tutti i software non autorizzati, anche per via dei rischi legati all’utilizzo di OpenClaw.
FAQ
Un framework agentico open source per lo sviluppo di agenti AI avanzati, ora sotto il controllo di OpenAI.
Per timori legati alla sicurezza informatica, privacy e perché rappresenta una tecnologia concorrente.
Alcuni esperti segnalano rischi: può facilitare violazioni, accessi non autorizzati e può essere bersaglio di malware infostealer.
Blocchi su software non autorizzato, protezioni avanzate sui dispositivi e restrizioni sull'uso dei programmi dai dipendenti.
Sì: dopo l'adesione del fondatore a OpenAI, è confermato che resterà open source e supportato da una fondazione.



















