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L'UE approva il piano di Meta, aggiornato il modello "paga o acconsenti"

L’UE ha approvato l’aggiornamento del modello “paga o acconsenti” di Meta sulla pubblicità di Facebook e Instagram, l’azienda non rischia più sanzioni pesanti

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meta-ai Poetra.RH / Shutterstock

In Sintesi

  • Meta ha ottenuto l’approvazione preliminare delle autorità antitrust europee per la versione aggiornata del suo modello “paga o acconsenti” per Facebook e Instagram.
  • Così facendo ha risolto il contenzioso con l’UE e scongiurando le sanzioni del Digital Markets Act relative alla gestione del consenso per la pubblicità personalizzata.

Meta ha ottenuto l’approvazione preliminare delle autorità antitrust europee per la versione aggiornata del suo modellopaga o acconsenti”, che sarà implementato il mese prossimo. La decisione rappresenta un punto di svolta significativo con l’azienda di Menlo Park che non dovrà affrontare le sanzioni che Bruxelles aveva minacciato in caso di mancata conformità al Digital Markets Act (DMA).

L’esito del confronto con l’Unione Europea conferma l’approccio pragmatico delle istituzioni comunitarie, sempre più inclini a chiudere i contenziosi con Big Tech attraverso aggiustamenti negoziati piuttosto che sanzioni milionarie.

Un nuovo equilibrio nella regolamentazione digitale europea

L’indagine su Meta si inserisce in un contesto di crescente assertività normativa dell’Europa nei confronti dei colossi digitali, nonostante le critiche provenienti dagli Stati Uniti, che temono ripercussioni economiche e tensioni transatlantiche. Per Bruxelles, l’obiettivo resta quello di ripristinare condizioni di concorrenza e garantire ai cittadini un controllo più trasparente sull’uso dei propri dati personali.

La Commissione Europea aveva sanzionato Meta ad aprile con una multa da 200 milioni di euro per aver violato il DMA, entrato in vigore proprio per limitare il potere di mercato delle piattaforme considerate “gatekeeper”. La violazione riguardava l’inadeguata gestione del consenso per la pubblicità personalizzata su Facebook e Instagram tra novembre 2023 e novembre 2024.

In risposta alle accuse, Meta ha introdotto modifiche significative nella formulazione e nel design del meccanismo di scelta tra abbonamento e condivisione dei dati. L’obiettivo è rendere più chiara la distinzione tra le due opzioni disponibili agli utenti europei che possono accettare l’uso dei propri dati personali per la pubblicità personalizzata o selezionare una versione che sfrutta un insieme ridotto di informazioni, generando annunci meno mirati.

Secondo alcune fonti, le modifiche non stravolgono la proposta avanzata dall’azienda a novembre, ma la rendono più trasparente e comprensibile. Grazie a queste revisioni, la Commissione ha sospeso la minaccia di sanzioni giornaliere, che avrebbero potuto raggiungere il 5% del fatturato medio mondiale giornaliero di Meta.

La posizione dell’Unione Europea sulle Big Tech

In una nota ufficiale, la Commissione Europea ha confermato la valutazione positiva del nuovo assetto, pur mantenendo un atteggiamento di vigilanza sul comportamento del gruppo nei prossimi mesi. Bruxelles intende monitorare l’implementazione del modello e raccogliere feedback da consumatori e associazioni per verificare che la scelta offerta sia effettivamente libera e informata, come richiede il DMA.

Secondo le prime dichiarazioni della Commissione, Meta offrirà agli utenti “la possibilità di scegliere tra il consenso a condividere tutti i propri dati e visualizzare pubblicità completamente personalizzata, oppure la scelta di condividere meno dati personali per un’esperienza con pubblicità personalizzata più limitata”.

Sebbene l’approvazione rappresenti un sollievo per Meta, la vicenda segnala che la partita tra regolatori europei e piattaforme digitali resta aperta. L’UE sta sperimentando un equilibrio nuovo che proteggere i consumatori senza arrivare necessariamente a contrapposizioni drastiche, ma imponendo un modello normativo che potrebbe diventare un punto di riferimento globale.