Libero
TECH NEWS

Meta sotto accusa: per l'Europa, Instagram e Facebook non proteggono i minori

Basta una data di nascita falsa per aprire Instagram ai bambini. La Commissione europea accusa Meta di violare il DSA sulla tutela dei minori online

Pubblicato:

Meta sotto accusa: per l'Europa, Instagram e Facebook non proteggono i minori 123RF
  • La Commissione Europea accusa Meta di non proteggere adeguatamente i minori su Instagram e Facebook, evidenziando gravi lacune nelle verifiche d'età.
  • L'indagine sottolinea la semplicità con cui i minori aggirano i controlli, inefficacia del sistema di report e valutazioni del rischio incomplete.
  • Se confermate, le accuse potrebbero costare a Meta multe fino al 6% del fatturato e obblighi di adeguamento continui sotto il DSA.

Un bambino di dieci anni apre Instagram: basta poco, pochissimo, e con una data di nascita falsa ha già il suo account. Non c’è nessun controllo, nessuna verifica, nessun ostacolo e questa scena si è ripetuta, dieci, cento, mille, milioni di volte in tutta Europa, senza blocchi.

Ora qualcuno ha deciso di fermarla. La Commissione Europea ha puntato il dito contro Meta, sostenendo che non abbia fatto abbastanza per tenere i minori di 13 anni fuori da Instagram e Facebook, aprendo un procedimento che potrebbe costare all’azienda di Mark Zuckerberg una sanzione miliardaria.

Le accuse mosse a Meta

L’indagine della Commissione Europea, avviata a maggio del 2024 e durata quasi due anni, ha portato a conclusioni preliminari che mettono seriamente in discussione le pratiche di Meta nella gestione degli utenti più giovani.

Secondo Bruxelles, Instagram e Facebook non hanno adottato misure sufficienti per impedire ai minori di 13 anni di accedere alle piattaforme, nonostante i termini di servizio di Meta fissino esplicitamente quella soglia come età minima: c’è dunque un divario enorme tra le regole scritte e la loro applicazione realle.

Il problema principale, secondo i regolatori europei, sta nella semplicità disarmante con cui un bambino può aggirare i controlli. In fase di registrazione, Instagram e Facebook chiedono soltanto la data di nascita, senza alcuna verifica reale.

Il sistema di report

Ma non è tutto qui. Anche quando qualcuno segnala la presenza di un utente troppo giovane, il sistema di report è considerato difficile da usare (fino a sette clic per accedervi) e spesso non produce alcun follow-up, lasciando pertanto il minore segnalato libero di continuare a usare il servizio.

A completare il quadro, la Commissione contesta a Meta anche una valutazione del rischio definita incompleta e arbitraria, che avrebbe ignorato prove scientifiche ampiamente disponibili sulla maggiore vulnerabilità dei bambini più piccoli.

I dati citati da Bruxelles stimano che tra il 10% e il 12% dei minori di 13 anni nell’Unione europea acceda comunque a Instagram o Facebook, esponendosi a contenuti inappropriati, cyberbullismo e adescamento.

Quali sono le conseguenze?

Se le conclusioni preliminari della Commissione europea venissero confermate, Meta si troverebbe di fronte a una sanzione economica di proporzioni significative. La multa prevista dal Digital Services Act può arrivare fino al 6% del fatturato annuo globale dell’azienda, una cifra che, nel caso di Meta, si tradurrebbe in miliardi di euro.

La Commissione ha inoltre la facoltà di imporre sanzioni periodiche per obbligare la piattaforma ad adeguarsi, trasformando la pressione economica in uno strumento di compliance continuativa. Prima di arrivare a una decisione definitiva, però, Meta avrà la possibilità di esaminare i documenti del fascicolo d’indagine e di rispondere per iscritto alle accuse.

L’azienda potrà anche proporre misure correttive, in linea con le linee guida del DSA del 2025 sulla protezione dei minori, cercando così di evitare o ridurre la sanzione. Parallelamente, verrà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali. Un percorso che lascia ancora aperte diverse uscite negoziali.

Nel frattempo, l’indagine non si chiude qui. La Commissione sta esaminando Meta anche su altri fronti: nel mirino ci sono i meccanismi di design delle interfacce accusati di favorire la dipendenza nei più giovani e i cosiddetti effetti “rabbit hole”, quella spirale di contenuti sempre più estremi in cui gli algoritmi tendono a trascinare gli utenti. Una partita lunga, che va ben oltre la questione della verifica dell’età.

FAQ

Perché la Commissione Europea indaga Meta?

Perché ritiene che Instagram e Facebook non impediscano efficacemente l'accesso ai minori di 13 anni e non verifichino l'età.

Come un bambino entra su Instagram o Facebook?

Basta inserire una data di nascita falsa: non ci sono verifiche reali in fase di registrazione.

Cosa non funziona nel sistema di segnalazione?

Il report è difficile da usare (fino a sette clic) e spesso non produce follow-up né rimozioni.

Quali sanzioni rischia Meta?

Una multa fino al 6% del fatturato annuo globale prevista dal Digital Services Act e sanzioni periodiche.

Meta può difendersi o correggere la situazione?

Sì: può rispondere, proporre misure correttive in linea con il DSA 2025 e negoziare con la Commissione.