Il Medioevo ora non ha più segreti grazie all'intelligenza artificiale
Lo studio e la scoperta del Medioevo cambiano volto con l'intelligenza artificiale, che permette ora di decifrare manoscritti e codici segreti rimasti indecifrabili per secoli.
Fino a ieri decifrare codici, libri e manoscritti del Medioevo era una sfida quasi insormontabile anche per i filologi più esperti a causa dei linguaggi e sistemi cifrati adottati, tutti terribilmente complessi.
Oggi però tutto cambia grazie all’intelligenza artificiale, e non solo per quanto riguarda i testi dell’antichità.
- L'intelligenza artificiale decifra il cifrario Borg
- Sempre più IA nella ricerca dei documenti sul Medioevo
- Come la tecnologia può contribuire alla scoperta del passato
L’intelligenza artificiale decifra il cifrario Borg
Da oltre 400 anni un manoscritto enigmatico, ricco di simboli indecifrabili, era rimasto inedito nella Biblioteca Vaticana. Un volume di oltre 408 pagine in gran parte incomprensibili, costruito su un sistema di 34 simboli oscuri e arricchito da alcune lettere dell’alfabeto latino e da una prima pagina scritta in arabo.
Si chiama “cifrario Borg”, e grazie all’intelligenza artificiale e al machine learning un team di ricercatori è riuscito finalmente a decifrarlo. Un’impresa notevole, anche perché non sempre i cifrari adottano “semplici” sostituzioni simboliche come nel caso di Borg; in alcuni addirittura non si conosce nemmeno la lingua originale del testo, o addirittura presentano simboli aggiunti senza significato, inseriti appositamente per confondere eventuali traduttori.
Proprio queste difficoltà rendevano il lavoro di traduzione un’impresa lunga ed estenuante. Come riportato dalla BBC, un team dell’Istituto Nazionale Francese di Ricerca Informatica (INRIA) di Nancy ha impiegato sei mesi per ricostruire progressivamente una lettera di circa 500 anni fa di Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero, scritta con oltre 120 simboli cifrati distribuiti su tre pagine.
Ora però l’intelligenza artificiale può accelerare notevolmente tutto questo, e rendere disponibile a tutti i segreti di quel Medioevo ancora oggi oscuro. Nel caso del cifrario Borg, migliaia di rimedi curiosi, come il consumo di diversi bicchieri di vino rosso di qualità o l’uso di noce moscata fermentata nell’impasto per contrastare la dissenteria.
Sempre più IA nella ricerca dei documenti sul Medioevo
Che l’IA si stia dimostrando un alleato nella ricerca non è cosa nuova. Sempre la BBC riporta l’esperienza di Michelle Waldispühl, docente di linguistica tedesca all’Università di Oslo, e del suo team, che ha utilizzato una piattaforma di intelligenza artificiale chiamata Transkribus per trascrivere una lettera segreta legata al periodo della Guerra dei Trent’anni (1618-1648).
Addestrato un ampio insieme di lingue, stili di scrittura e manoscritti provenienti da diversi secoli, il sistema permette, una volta caricata l’immagine del documento, di individuare blocchi di testo e singole righe, per poi analizzare il contenuto carattere per carattere e trasformarlo in una versione digitale consultabile.
In questo modo i tempi di digitalizzazione si riducono notevolmente, evitando inoltre di riportare caratteri errati, che potrebbero a loro volta rendere la decifrazione ancora più ardua. Anche perché alla fine il gioco vale la candela.
Come la tecnologia può contribuire alla scoperta del passato
Il Medioevo oggi ancora oscuro non è solo un insieme di ricette medicali. Parliamo di informazioni diplomatiche, rituali di società segrete, conoscenze mediche, storie d’amore o dettagli quotidiani che le persone volevano tenere segreti.
Tutti elementi che potrebbero addirittura riscrivere la storia così come la conosciamo, visto che non sono poche le lacune presenti nelle narrazioni storiche ufficiali.
E fosse solo nella ricerca documentale. Di recente l’intelligenza artificiale è stata protagonista di un importante progetto partenopeo, che ha permesso a ricercatori e studiosi di ricostruire i volti e la storia di alcuni resti umani rinvenuti durante gli ultimi scavi nell’area della necropoli di Porta Stabia, appena fuori le mura dell’antica Pompei.
Ormai è una certezza: con queste tecnologie non solo analisi e ricerca mettono il turbo, ma documenti e, più in generale, la storia della civiltà perdute diventano ancora più accessibili al pubblico, non solo agli addetti ai lavori.
FAQ
L'IA e il machine learning accelerano l'identificazione di simboli e corrispondenze, rendendo possibile ricostruire testi antichi in tempi molto più brevi.
La digitalizzazione precisa è fondamentale per permettere la decifrazione: sbiadimento dell'inchiostro o cattiva grafia complicano il processo.
Permette di recuperare informazioni diplomatiche, rituali, racconti e dettagli quotidiani che possono colmare lacune e persino riscrivere parti della storia.




















