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SCIENZA

Su Marte avvistato un tesoro di rocce antiche, contengono indizi sull'origine del Pianeta

Perseverance ha raggiunto la megabreccia su Marte, luogo che custodisce un tesoro di rocce antichissime: ecco perchè è tanto importante

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Marte NASA/JPL-Caltech

Dal cinema alla letteratura, sono ormai decenni che l’uomo fantastica sulla vita su Marte. Film, romanzi e molto altro sono stati dedicati al pianeta rosso, popolando la cultura moderna. L’arte fa il suo lavoro, dando voce ai sogni e ai desideri di un’epoca, ma è la scienza che li porta avanti e li alimenta. È qui che entra in campo la ricerca.

Dalla NASA arriva l’importante annuncio che fa sperare. Perseverance ha finalmente raggiunto la megabreccia, aprendo un nuovo scenario di rocce dalla storia antica e dall’enorme importanza scientifica.

Il nuovo viaggio di Perseverance

Partito nel 2020 e atterrato nel 2021 nel cratere Jezero, l’ormai famoso rover ha dato inizio alla parte probabilmente più interessante della sua missione. Lasciandosi alle spalle la dorsale Soroya, è arrivato in una regione remota del pianeta rosso.

Si tratta di una zona geologicamente molto complessa, caratterizzata dalla presenza di massi e frammenti rocciosi antichi. L’ipotesi più accreditata è che questo materiale sia il risultato di collisioni avvenute in tempi remoti con asteroidi.

Secondo gli esperti, la megabreccia custodisce cruciali informazioni sulla storia di Marte. Ad esempio, alcuni dei frammenti che Perseverance si appresta ad analizzare potrebbero essere figli di un evento catastrofico: l’impatto che ha generato Isidis Planitia.

La pianura di Isidis è un enorme bacino con diametro pari a 1.200 miglia (circa 1.930 km), che sorge a est di Jezero, scelto con il suo delta preistorico come sito di atterraggio.

Le speranze degli scienziati

Gli esperti si augurano che l’attività condotta dal rover in questa regione conduca a nuove scoperte rilevanti. Le speranze non sono vane, anzi, hanno basi solide. La megabreccia, proprio in virtù della sua particolare genesi, costituisce infatti una testimonianza geologica della storia del pianeta.

Al robot il compito di raccogliere materiali e dati. All’uomo spetterà invece l’analisi e la formulazione di teorie sull’evoluzione di Marte. La nuova missione di Perseverance prende il via dall’area di Scotiafjellet. L’obiettivo è fissato: individuare antichi frammenti rocciosi, contenenti materiale derivante direttamente dalla crosta del pianeta.

Non resta che attenderne gli sviluppi. Comunque vada sarà un successo, secondo gli scienziati infatti la presenza stessa del rover in questa regione è di straordinaria importanza. È certo che la formazione delle rocce che verranno analizzate preceda in ordine temporale qualsiasi altro tipo di materiale marziano mai studiato.

Si tratterà in ogni caso di conoscenze inedite per l’umanità. La scienza non ha dubbi. Abbiamo un’occasione unica grazie a Perseverance. Esplorando la megabreccia, il rover sarà potenzialmente in grado di dare risposta a una delle domande più assillanti per gli appassionati di astronomia: c’è stata acqua su Marte?

Un dubbio che forse verrà sciolto, ma che apre a questioni ancora più grandi. È lecito pensare che presenza d’acqua significhi vita e quindi forme di organismi alieni? La storia del pianeta è destinata ad essere riscritta. Marte potrebbe essere stato abitabile e abitato.