Colpo di scena: Meta acquisisce Manus, il "dipendente digitale" diventato virale sui social
Colpo di scena di fine anno: Mark Zuckerberg ha acquisito Manus, il "dipendente digitale" nato in Cina e diventato virale sui social nel 2025.

Meta ha chiuso il 2025 con l’acquisizione della startup Manus, annunciata ufficialmente il 29 dicembre, per una cifra stimata tra i 2 e i 3 miliardi di dollari. Manus non è un semplice chatbot: è un “dipendente digitale” capace di agire con un’autonomia senza precedenti. Fondata all’interno del gruppo Butterfly Effect Technology, ha superato i 100 milioni di dollari di fatturato ricorrente (ARR) in soli otto mesi, diventando la startup di intelligenza artificiale dalla crescita più rapida della storia.
Come funziona Manus?
È stato il colpo di scena finale per la casa di Facebook, Instagram e WhatsApp. Manus si distingue per la capacità di gestire compiti complessi partendo da input minimi, posizionandosi come leader dell’AI agentica. Tecnicamente, il sistema non usa un modello isolato ma orchestra versioni personalizzate di Claude 3.5 Sonnet e strumenti open source attraverso oltre 80 milioni di macchine virtuali cloud.
Il sistema può pianificare strategie, eseguire flussi di lavoro come la generazione di siti web o l’analisi finanziaria e attivare fino a 100 sub-agenti in parallelo tramite la funzione “Wide Research”. Tuttavia, nel 2025 sono emerse critiche degli utenti su piattaforme come Trustpilot e Reddit relative a una scarsa trasparenza nei costi (sistema a crediti) e a occasionali loop infiniti nell’esecuzione dei task. Anche Microsoft aveva iniziato a testare Manus in Windows 11 per permettere agli utenti di creare siti partendo da file locali, rendendo l’acquisizione di Meta una mossa strategica per sottrarre tecnologia alla concorrenza.
Da Singapore al mercato globale
Nata a Pechino sotto la guida del fondatore Xiao Hong, la Butterfly Effect Technology ha spostato il proprio quartier generale a Singapore a metà del 2025. Questa transizione è stata fondamentale per mitigare le tensioni geopolitiche e accedere ai mercati globali.
Meta ha imposto condizioni rigorose: la totale eliminazione di ogni interesse di proprietà cinese (inclusi i capitali di Tencent e HSG) e la cessazione delle attività di Manus in Cina, consolidandolo come asset strategico occidentale.
Come spiega il Wall Street Journal, il “boom” di Manus è arrivato a marzo 2025, dopo aver presentato in anteprima un “agente di intelligenza artificiale in grado di produrre report di ricerca dettagliati e creare siti web personalizzati, utilizzando modelli di intelligenza artificiale sviluppati da aziende come Anthropic e Alibaba”. Ciò dopo il “lancio di DeepSeek, un modello di intelligenza artificiale made in China che ha scosso la Silicon Valley per le sue capacità avanzate”.
La visione strategica di Zuckerberg
L’acquisizione di Manus rappresenta un cambio di passo decisivo nella strategia di Mark Zuckerberg. Dopo aver investito tra i 70 e i 72 miliardi di dollari nel solo 2025 per infrastrutture IA, Meta aveva bisogno di un prodotto capace di generare ricavi diretti tramite abbonamenti: “L’accordo aiuterebbe il gigante dei social media a consolidare la sua posizione nel segmento di prodotto degli agenti di intelligenza artificiale, un campo di battaglia sempre più intenso tra aziende di intelligenza artificiale che realizzano strumenti per svolgere compiti complessi con un intervento umano minimo. Microsoft ha gestito un popolare assistente di intelligenza artificiale, Copilot”, scrive il Wall Street Journal.
“Secondo alcune fonti – si legge ancora -, il co-fondatore e amministratore delegato di Manus, Xiao Hong, spesso conosciuto con il soprannome ‘Red’, riferirà a Javier Olivan, direttore operativo di Meta”.
Una nuova direzione per Meta, che sta investendo in modo aggressivo nell’intelligenza artificiale per competere con Google, Microsoft e OpenAI.


















