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Sembra un maiale ma vive sott'acqua: lo strano animale dei fondali oceanici

C’è uno strano animale paffuto e rosa che vive negli abissi profondi: le bizzarre caratteristiche e abitudini del maialino di mare, appartenente al genere Scotoplanes

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Maialino di mare negli abissi iStock

C’è qualcosa di irresistibilmente spiazzante negli animali degli abissi. Forse perché vivono in un mondo che difficilmente vedremo di persona, forse perché sembrano smentire ogni idea “normale” di vita sulla Terra. Il maialino di mare è uno di questi casi: rosa, paffuto, quasi tenero nell’aspetto, eppure perfettamente adattato a uno degli ambienti più estremi del pianeta.

Il maialino di mare, il buffo animale degli abissi

Il suo nome comune, maialino (o porcellino) di mare, lascia molto spazio all’immaginazione. In realtà, si tratta di un cetriolo di mare degli abissi appartenente al genere Scotoplanes. Vive sui fondali oceanici a profondità che vanno dai 1.200 ai 5.000 metri, dove la luce del Sole non arriva e la pressione è enorme.

Il corpo è lungo una decina di centimetri, morbido e tondeggiante, con una colorazione rosa che lo rende quasi surreale quando viene ripreso dai robot subacquei. Nonostante l’aspetto fragile, è un animale sorprendentemente resistente, tanto che riportarlo in superficie significherebbe distruggerlo: il suo organismo è calibrato per sopravvivere solo negli abissi.

Scotoplanes globosaiStock

Scotoplanes globosa o maialino di mare

Come si muove e di cosa si nutre sul fondo dell’oceano

Uno degli aspetti più curiosi del maialino di mare è il modo in cui si sposta. Non striscia come ci si aspetterebbe da un cetriolo di mare, ma “cammina” lentamente sul fondale grazie a particolari appendici tubolari. Queste strutture funzionano come piccoli piedi idraulici: si gonfiano e si sgonfiano sfruttando l’acqua, permettendo all’animale di avanzare e, allo stesso tempo, di rimescolare il sedimento marino.

È proprio questo movimento a rendere possibile la sua alimentazione. Il porcellino di mare è un detritivoro: si nutre di resti organici, minuscoli frammenti di piante e animali che, dopo un lunghissimo viaggio, precipitano dalle acque superficiali fino agli abissi. In un ambiente povero di risorse, il suo apparato digerente è estremamente efficiente e gli consente di ricavare il massimo nutrimento da ciò che trova nel fango.

Maialino di mare: come il suo corpo sopravvive alle pressioni estreme

Dal punto di vista biologico, il maialino di mare è un piccolo concentrato di adattamenti. Come altri echinodermi, respira attraverso l’ano, una caratteristica che continua a sorprendere anche chi ha una certa familiarità con la zoologia. Il sistema nervoso è semplice, privo di gangli, mentre quello vascolare sfrutta la pressione dei fluidi per muovere le appendici.

La pelle contiene una sostanza tossica, l’oloturina, che lo rende poco appetibile per eventuali predatori. Non è un animale aggressivo, ma negli abissi anche una difesa chimica può fare la differenza tra sopravvivere e scomparire.

Vita sociale, scoperte recenti e curiosità scientifiche

Nonostante l’isolamento che associamo agli abissi, il maialino di mare non è sempre solitario. È stato osservato in grandi aggregazioni, con centinaia di individui concentrati nella stessa area, probabilmente per sfruttare una fonte di cibo abbondante o durante la riproduzione. Alcuni giovani granchi reali trovano rifugio sotto il suo corpo, usando questa creatura improbabile come una sorta di scudo vivente.

Nel 2024, durante delle esplorazioni nella zona Clarion – Clipperton del Pacifico, è stato documentato un esemplare particolarmente brillante, soprannominato “Barbie Pig” per il suo colore acceso.

Il maiale di mare resta uno degli esempi più affascinanti di strani animali marini: discreto, lento, lontanissimo da noi, ma simbolo della biodiversità terrestre, che non si ferma certo dove finisce la luce.