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SCIENZA

Alcuni luoghi sulla Terra dove la gravità è "invertita": cosa sono le gravity hills

Ci sono luoghi che sembrano sfidare le leggi fisiche e la gravità stessa: si chiamano gravity hills o colline gravitazionali e sì, si trovano anche in Italia.

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Immagina di fermare l’auto su una strada in salita, mettere in folle e togliere il piede dal freno. Dovrebbe scivolare all’indietro, no? Nel caso delle cosiddette gravity hills la risposta non è scontata. Le “colline gravitazionali” sono una bella curiosità scientifica perché, dietro quello che appare come un “errore” della forza di gravità, si cela un sofisticato “inganno” della nostra percezione.

Come funzionano le gravity hills?

Le gravity hills sono illusioni ottiche ambientali, un questo “glitch sensoriale” che risiede nella nostra architettura neurologica.

Per determinare cosa sia “su” o “giù”, il nostro cervello integra i segnali visivi con quelli dell’apparato vestibolare dell’orecchio interno, ma tende a dare priorità assoluta alla vista. Dato che in alcuni luoghi la linea dell’orizzonte è solitamente ostruita da ostacoli (come alberi o montagne), non abbiamo un riferimento stabile per valutarne l’inclinazione. Se a questo aggiungiamo la presenza di pendenze contrastanti, l‘occhio umano cade sistematicamente in errore.

I ricercatori delle Università di Padova e Pavia, nel 2003, hanno condotto quattro esperimenti e pubblicato uno studio dal titolo Antigravity hills are visual illusions. Utilizzando modelli in scala di celebri colline gravitazionali e inserendo dei piccoli fori di osservazione per limitare la prospettiva, hanno dimostrato che i volontari coinvolti percepivano la pendenza invertita proprio a causa di stimoli visivi fuorvianti.

E ancora, effettuando delle misurazioni sul campo con GPS ad alta precisione e teodoliti, hanno dimostrato che il punto che l’occhio dichiara essere “in cima” si trova, in realtà, a una quota altimetrica inferiore rispetto al punto di partenza. Per fare un esempio made in Italy, al chilometro 11+600 della SS 218 della cosiddetta Salita del Diavolo ad Ariccia, l’automobile si muove verso il basso nonostante i nostri sensi percepiscano il contrario.

“Gli effetti visivi (e psicologici!) ottenuti nei nostri esperimenti sono stati sotto tutti gli aspetti analoghi a quelli sperimentati sul posto. Dopo aver concluso il compito di ogni osservatore, abbiamo posizionato un piccolo rotolo di nastro adesivo sulla pendenza percepita erroneamente, e il nastro sembrava muoversi contro la legge di gravità, provocando sorpresa e, a volte, timore reverenziale – si legge nelle conclusioni dello studio -. Gli oltre 20 casi naturali di colline antigravitazionali segnalati fino ad oggi sono tutte variazioni di un tema unico. Il nostro studio dimostra che il fenomeno può essere ricreato artificialmente, senza intervento di forze magnetiche, antigravitazionali o comunque misteriose”.

Perché si chiamano così?

L’uomo ha più volte tentato di spiegare questo particolare fenomeno, usando termini e definizioni diversi tra loro. Uno di questi è magnetic hills, nome che deriva da una vecchia teoria pseudoscientifica secondo cui forti concentrazioni di minerali magnetici nel sottosuolo sarebbero in grado di trascinare i veicoli verso l’alto (i test condotti con magnetometri professionali hanno smentito questa versione).

Ci sono casi in cui anche il folklore ha avuto il suo peso. Pensiamo, ad esempio, alle spook hills dove, secondo delle leggende locali, spiriti di cavalli o di antichi guerrieri spingerebbero le carrozze per proteggere i viaggiatori. Molti di questi siti sono diventati vere e proprie attrazioni negli USA durante la Grande Depressione, quando alcuni proprietari terrieri li ribattezzarono mystery spots, trasformandoli in mete turistiche a pagamento. Il tutto condito da storie su alieni, UFO e altre anomalie cosmiche, perfette per generare ulteriore curiosità.

Non solo Ariccia, le gravity hills in Italia

Abbiamo già menzionato la Salita del Diavolo, il caso più celebre qui in Italia. Si trova sulla strada statale 218 che collega Ariccia a Rocca di Papa e attira i curiosi che vogliono testare in prima persona questa illusione.

Ma possiamo elencare anche altri casi. Pensiamo alla Sicilia, dove troviamo una collina gravitazionale a Paternò, in provincia di Catania, lungo la strada che porta alla frazione di Schettino, oppure a Montagnaga, località nel comune di Baselga di Piné, in Trentino-Alto Adige, dove la conformazione del paesaggio circostante rende particolarmente difficile per l’occhio umano percepire la reale pendenza della strada.

E ancora, Rosciolo dei Marsi in Abruzzo, sulla strada che porta alla chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, in Puglia nella SP 39 tra Corato e Poggiorsini, in un tratto sul Gargano tra Vieste e Mattinata e nella statale tra Taranto e Martina Franca. Altri esempi documentati si trovano in Calabria (Lamezia Terme), Sardegna (vicino a Santu Lussurgiu) e Toscana (tra Filattiera e Caprio).