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SCIENZA

La Luna è nata in sole 5 ore: il nuovo studio che riscrive la storia del nostro satellite

Un nuovo studio rivoluziona la teoria sulla formazione della Luna: invece di aggregarsi in millenni, il nostro satellite potrebbe essersi staccato e ricompattato in sole 5 ore dopo il gigantesco scontro tra la Terra e Theia.

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luna iStock

La Luna potrebbe essersi formata in tempi molto rapidi, a seguito di uno scontro tra la proto-Terra e un corpo celeste di dimensioni simili a quelle di Marte, che viene chiamato oggi Theia.

Finora, molte simulazioni consideravano i due corpi essenzialmente come masse fluide, ipotizzando che la Luna si fosse aggregata molto lentamente a partire da un disco di detriti rimasto nell’orbita terrestre.

Un nuovo studio, però, cambia le carte in tavola e chiarisce quello che potrebbe essere stato il percorso di formazione della Luna, grazie a un’analisi approfondita che tiene conto di parametri trascurati in precedenza.

Una formazione rapida?

Lo studio, a differenza delle simulazioni precedenti, è stato effettuato tenendo conto di parametri a cui in passato è stato dato un peso ridotto come la temperatura e la resistenza dei materiali.

Si tratta di fattori che potrebbero aver avuto un peso enorme nella formazione della Luna a seguito dello scontro tra la proto-Terra e Theia.

Nello scenario in cui i due corpi fossero stati freddi e compatti, la loro resistenza meccanica avrebbe permesso l’espulsione e la coesione quasi istantanee di un frammento integro.

In sostanza, la Luna si sarebbe formata come corpo unico in appena cinque ore dall’impatto e non a seguito di un lungo processo di aggregazione dei detriti (legato a uno scenario di corpi caldi prima dello scontro).

Con le giuste condizioni, infatti, la Luna si sarebbe staccata, a seguito dell’impatto, e ricompattata poco dopo, completando la sua formazione.

I dati raccolti e le simulazioni descrivono, quindi, la nascita del nostro satellite come un evento quasi istantaneo, almeno per le tempistiche astronomiche,  piuttosto che un lento puzzle durato millenni.

Una nascita così veloce non cambia solo la “tabella di marcia”, ma anche la composizione del satellite: formarsi subito come blocco compatto significa trattenere elementi chimici volatili che, al contrario, sarebbero evaporati nello spazio se dispersi per secoli in un disco di polveri incandescenti.

Ricordiamo che la Luna continua a essere al centro di studi e analisi come, ad esempio, il recente caso del cratere McGetchin, il più grande cratere di recente formazione mai individuato nel Sistema solare. Nel frattempo, si lavora anche alla prima base lunare che rappresenterà il primo passo per una colonia umana.

Le somiglianze isotopiche

Lo studio lascia aperta l’interessante questione isotopica. La composizione isotopica delle rocce lunari, portate dalle missioni Apollo, e di quelle terrestri è molto simile.

Questo dato stride con l’ipotesi che la Luna derivi principalmente da Theia, almeno per quanto riguarda la sua composizione.

Sullo sfondo c’è una teoria affascinante: sia la proto-Terra che Theia potrebbero essersi formate nella stessa fascia del Sistema Solare primordiale, risultando costituite da materiali simili.

Il paper pubblicato su Astrophysical Journal Letters è intitolato Collisional Capture of an Intact Moon Depends on Strength e porta la firma di C. Adeene Denton, Erik Asphaug, Namya Baijal e Robert E. Melikyan.