La più antica lucciola conosciuta viveva tra i dinosauri 99 milioni di anni fa
Un fossile cambia la storia del Cretaceo e delle lucciole: esistevano già al tempo dei dinosauri. La più antica ha 99 milioni di anni ed è un tesoro nell'ambra

Com’era il mondo 99 milioni di anni fa? Parliamo del Cretaceo e immaginate il livello di oscurità raggiunto nel cuore della notte. Da qualche parte, nel nero più profondo, si celava il profilo di un dinosauro ma non solo.
Se gli uomini fossero esistiti al tempo, avrebbero però potuto osservare anche dei piccoli lampi verdi ballare tra la fitta vegetazione. Parliamo di lucciole, che sono ben più antiche di noi. Un team di ricercatori dell’Università di Hebei, in Cina, ha identificato la specie più antica mai scoperta, della sottofamiglia Luciolinae. Un esemplare di 99 milioni di anni perfettamente conservato nell’ambra birmana. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, riscrive la storia evolutiva di uno degli insetti più affascinanti del pianeta.
La lucciola più antica al mondo
Questo prezioso fossile ha ricevuto un nome scientifico: Cretoluciola birmana. Una denominazione composta, con “Creto” che deriva da Cretaceo e “luciola” dalla famiglia delle lucciole. Birmana, invece, indica ovviamente l’origine geografica.
Questo reperto antichissimo è lungo appena 6,6 cm e largo 2,7. Nonostante delle dimensioni ridottissime, dentro quel frammento d’ambra si cela uno stato di conservazione talmente buono da permettere ai ricercatori di analizzare dei dettagli sorprendenti:
- occhi grandi e prominenti, tipici di un insetto notturno;
- antenne filiformi a 11 segmenti;
- sei segmenti addominali visibili;
- un organo bioluminescente bipartito sugli ultimi 2 segmenti dell’addome (la lanterna).
Un dettaglio che è la chiave di tutto. Significa infatti che 99 milioni di anni fa le lucciole brillavano di già, con un apparato sorprendentemente sofisticato. Non un prototipo rudimentale, sviluppatosi nel corso di tante generazioni fino a quello odierno. Una struttura complessa ed evoluta, perfettamente funzionante.
Cosa significa per la scienza
Fino a questa scoperta, le origini delle Luciolinae (sottofamiglia che comprende la maggior parte delle lucciole) erano avvolte nel mistero. Una generale incertezza dovuta all’assenza di fossili definitivi del Cretaceo.
Cretoluciola birmana cambia le carte in tavola. È infatti il primo fossile cretaceo confermato della sottofamiglia, con un il 99,7% di attendibilità nell’analisi filogenetica. Stabilisce di fatto un’età minima di 99 milioni di anni per l’intero gruppo.
Nel quadro generale, si posizione coma una specie sorella del genere Absconfita, ovvero una lucciola esistente ancora oggi. Tutto ciò suggerisce che la diversità delle lucciole nel Mesozoico fosse molto più ampia di quanto ipotizzato finora.

Di fatto le lucciole non sono “giunte” sul pianeta dopo i dinosauri. Le specie convivevano, con le prime che brillavano nelle stesse notti in cui i T-Rex e gli altri temibili predatori cacciavano.
L’ambra è una macchina del tempo
La conservazione in ambra è tra i metodi più straordinari che la natura offre alla paleontologia. La resina prodotta dagli alberi preistorici intrappolava piccoli organismi, preservandoli in tre dimensioni con un livello di dettaglio impossibile per i fossili tradizionali.
L’ambra birmana del Cretaceo medio, in particolare, ha restituito negli ultimi anni una quantità impressionante di scoperte:
- insetti;
- piume di dinosauro;
- fiori;
- piccoli vertebrati.



















