È stata localizzata una chiesa sconosciuta nella città di Messina
La chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo Apostoli, finora sconosciuta, è stata localizzata a Messina: ecco come è avvenuta l'importante scoperta.

Ricostruendo dettagliatamente la storia ecclesiastica del villaggio di Castanea, piccola frazione di Messina, è stato possibile localizzare la posizione di un’antica chiesa finora sconosciuta, dedicata ai Santi Filippo e Giacomo Apostoli. La scoperta è avvenuta di recente ad opera di Giovanni Quartarone, residente del comune siciliano e storico per passione, il quale ha compiuto lunghi studi per riportare alla luce il passato del luogo in cui abita. Cercando notizie sugli edifici cristiani ormai perduti, si è imbattuto in un indizio preziosissimo che gli ha permesso di individuare la chiesa. Ecco com’è avvenuta la scoperta.
Le antiche chiese perdute di Messina
Giovanni Quartarone dedica gran parte della sua vita alla ricostruzione della storia di Messina, concentrandosi in particolare sulla frazione di Castanea, dove egli vive. Si tratta di un piccolo centro abitato situato sui colli Sarrizzo, a circa 5 km dalla città della Sicilia, da cui gode di un meraviglioso panorama sullo Stretto di Messina. Circondato dalla campagna, è un luogo idilliaco che racchiude un passato ancora parzialmente da raccontare. In epoca medievale, il feudo di Castanea si estendeva da Policara a San Saba, oltre a godere probabilmente della giurisdizione spirituale su molte altre chiese dei dintorni.
Studiando alcuni antichi documenti, Quartarone è venuto a conoscenza dell’esistenza di 21 edifici di culto legati ai toponimi ancora oggi in uso: alcune di queste chiese sono tuttora sconosciute. Vi era anche la chiesa intitolata ai Santi Filippo e Giacomo Apostoli, localizzata proprio nel corso di questa ricerca. Per individuare il tempio, Quartarone è partito dalla geografia del luogo: a Castanea c’è infatti un promontorio, cinto da rigogliosi uliveti, dove sorge la contrada San Filippo. Per lungo tempo, lo studioso ha chiesto ai residenti locali tutte le informazioni disponibili sull’esistenza di una cappella dedicata a San Filippo d’Agira, ma la scoperta è avvenuta quasi per caso.
La scoperta della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo Apostoli
Una domenica, passeggiando tra le campagne affacciate sul mar Mediterraneo della contrada San Filippo, Giovanni Quartarone si è fermato nei pressi della piazza su cui sorge la chiesa intitolata a San Saba, cercando ancora una volta informazioni dalle persone presenti. Una signora in villeggiatura, proprietaria di un vicino podere ereditato dai suoi nonni, ha pensato alla “bizzarra” pietra bianca che un tempo vi aveva trovato, e che in seguito era andata perduta. Lo studioso, incuriosito, ha chiesto alla signora di accompagnarlo presso il podere, dove ha potuto ammirare una distesa di ulivi e un’antica villa settecentesca in rovina. Annesso all’edificio, un magazzino dove in passato venne ritrovata una piccola campana di bronzo.
A questo punto, Quartarone non ha più avuto dubbi: le foto della campana mostravano dettagli inequivocabili. Queste le parole dello studioso: “Il reperto non lasciava dubbi essendo datato al 1764 e ornato con due croci inscritte in un cerchio in apertura e chiusura della data. Al centro, in un tondo, nitide le figure di due santi quasi in un abbraccio mistico, con due angeli in volo che li incoronano. Sotto, una siepe di pietre e infine tre putti oranti”. Secondo Quartarone, in questo terreno sorgeva la chiesa dedicata ai Santi Filippo e Giacomo Apostoli, che – sulla base delle dimensioni della campana – doveva essere simile alle sopravvissute chiese rurali dei dintorni di Policara, Santa Rosalia e Tonnaro.



















