Tra il 22 e il 23 aprile tornano le Liridi: come vedere le stelle cadenti di primavera
Il momento migliore per vedere le stelle cadenti di aprile cade nella notte tra il 22 e il 23 aprile, con maggiore visibilità nelle ore prima dell’alba

Le stelle cadenti, ormai lo sappiamo bene, non appartengono a una sola notte, né a un solo periodo dell’anno. Anche se la Notte di San Lorenzo resta la più nota, queste straordinarie scie luminose tornano più volte, seguono ritmi che si ripetono e, ogni volta, cambiano leggermente forma e intensità nel cielo.
Eppure ci sono momenti in cui diventano più frequenti, più facili da intercettare, quasi più vicine. La notte tra il 22 e il 23 aprile succede proprio questo: il cielo si anima un po’ di più grazie alle Liridi, e chi si ferma a guardare ha qualche possibilità extra di vedere quelle scie rapide che attraversano il buio e scompaiono nel giro di un attimo.
Le Liridi, stelle cadenti di primavera
Anche se in molti lo sanno, facciamo un piccolo “ripasso”: quando parliamo di stelle cadenti parliamo di minuscoli frammenti di polvere cosmica che, entrando nell’atmosfera terrestre a grande velocità, si riscaldano fino a diventare visibili come scie luminose. Le Liridi nascono da questo meccanismo e sono legate alla cometa C/1861 G1 Thatcher, che lungo il suo percorso lascia una traccia di detriti intercettata ogni anno dalla Terra.
Il loro nome deriva dal punto del cielo da cui sembrano arrivare, il cosiddetto radiante, situato nella costellazione della Lira, riconoscibile anche grazie alla stella Vega. Si tratta di uno degli sciami più antichi di cui esistano testimonianze, con osservazioni che risalgono a più di duemila anni fa, e si distingue per meteore rapide e talvolta accompagnate da scie persistenti.
Nel 2026 le Liridi sono attive nella seconda metà di aprile, con una fase che si estende per diversi giorni e che raggiunge il suo momento più intenso nella notte che, come abbiamo già detto, è la notte tra il 22 e il 23 aprile. È in questa finestra che il numero di meteore osservabili tende ad aumentare, rendendo più facile intercettarle, soprattutto nelle ore che vanno dalla mezzanotte all’alba.
Come osservarle?
Occhi al cielo, dunque. Ma come? Per osservare le stelle cadenti serve partire dal luogo. Più il cielo è buio, più aumenta la possibilità di intercettare le meteore: l’ideale è allontanarsi dalle città e scegliere un punto con poco inquinamento luminoso, meglio se con orizzonte libero e senza ostacoli visivi. Anche una lieve elevazione, come una collina, aiuta a osservare una porzione di cielo più ampia.
Nella notte tra il 22 e il 23 aprile, la finestra più favorevole si apre dopo la mezzanotte e prosegue fino all’alba. In questo intervallo la costellazione della Lira si trova verso nord-est e, con il passare delle ore, sale sempre più in alto nel cielo. Per orientarsi si può individuare Vega, facilmente riconoscibile per la sua luminosità.
Non conviene però fissare esattamente quella direzione. Le meteore partono da lì ma attraversano traiettorie ampie, quindi lo sguardo dovrebbe restare aperto. La posizione più efficace è a metà tra lo zenit e l’orizzonte, leggermente spostata rispetto alla Lira, così da coprire una porzione di cielo più estesa e aumentare le probabilità di vedere scie più lunghe.
Infine, conta anche come ci si prepara all’osservazione. Gli occhi hanno bisogno di circa 15–20 minuti per adattarsi al buio, quindi è utile evitare schermi luminosi e luci dirette. Una posizione comoda, con lo sguardo rivolto verso l’alto senza tensioni, permette di mantenere l’attenzione più a lungo. Le meteore non arrivano a intervalli regolari: restare ad osservare per almeno mezz’ora rende più probabile assistere a più passaggi nel corso della stessa notte.




















