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INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Su LinkedIn ormai scrive quasi sempre l'IA: ecco quanti post sono scritti al 100% dai chatbot

Una ricerca di Pangram rivela che LinkedIn è il social con la maggiore presenza di contenuti scritti interamente dall'intelligenza artificiale.

Linkedin Alex Photo Stock / Shutterstock.com

Non solo i social classici come Facebook o Instagram, ora anche LinkedIn sembra essere diventato uno degli ambienti in cui i chatbot vengono utilizzati con maggiore frequenza per creare contenuti.

A fotografare la situazione è una ricerca della società digitale Pangram, secondo cui il social dedicato al mondo del lavoro sarebbe oggi la piattaforma con la più alta concentrazione di post generati dall’intelligenza artificiale.

Quanti post sono scritti dall’IA su LinkedIn

Non usa mezzi termini Pangram nella sua ricerca: “LinkedIn è risultata la piattaforma più satura di intelligenza artificiale“, con oltre il 40% dei post più lunghi presenti sulla piattaforma interamente generato dall’IA. E così anche il 30% dei contenuti brevi sarebbe stato scritto completamente da chatbot o altri strumenti di generazione automatica del testo.

Un dato ancora più significativo emerge osservando il campione analizzato. Sebbene i contenuti provenienti da LinkedIn rappresentassero circa un terzo di tutti gli elementi esaminati, costituivano addirittura il 62% dell’intero volume di testi classificati come generati dall’IA.

Il confronto con le altre piattaforme rende ancora più evidente il divario. Su X, Pangram stima che il 29% dei contenuti lunghi sia stato creato dall’intelligenza artificiale. Su Reddit, invece, la percentuale scende al 13% per i contenuti di lunga durata, mentre quelli brevi arrivano appena al 3%. Ancora più contenuti i numeri di Substack, dove soltanto il 10% dei testi lunghi risulterebbe prodotto con strumenti di IA.

Perché proprio su LinkedIn si usa così tanto l’IA

Pangram ha una teoria. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, la società sostiene che gli utenti siano molto più propensi a utilizzare l’intelligenza artificiale quando comunicano in contesti professionali legati alla propria identità reale, piuttosto che su piattaforme più informali o caratterizzate da una maggiore componente di anonimato.

In altre parole, invece di affidarsi esclusivamente alle proprie capacità di scrittura, molti professionisti sembrano preferire il supporto dei chatbot per pubblicare contenuti destinati a colleghi, aziende e potenziali datori di lavoro.

A incentivare questa pratica contribuirebbe anche la stessa LinkedIn. La piattaforma, infatti, mette a disposizione strumenti dedicati alla scrittura assistita, come il pulsante inizialmente chiamato “Scrivi con l’IA”, successivamente rinominato “Migliora il post”, che continua comunque a offrire suggerimenti e assistenza attraverso l’IA.

L’autenticità dei contenuti diventa un tema centrale

La diffusione della scrittura automatica non riguarda soltanto LinkedIn, ma rappresenta ormai un fenomeno sempre più esteso sull’intero web. Secondo le stime citate da Pangram, infatti, circa il 35% dei nuovi siti internet pubblicati sarebbe stato generato completamente oppure realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Nel caso di LinkedIn, però, la questione assume un significato diverso rispetto ad altri social. La piattaforma è infatti strettamente collegata alla costruzione della propria reputazione professionale, alla ricerca di lavoro e al networking.

Proprio per questo motivo il dibattito sull’autenticità dei contenuti si fa ancora più acceso. Di recente anche il New York Times si è interrogato sul reale funzionamento della piattaforma, chiedendosi se LinkedIn stia ancora svolgendo il ruolo per cui era nato oppure se stia progressivamente assumendo le caratteristiche tipiche degli altri social network.

Pur senza fornire una risposta definitiva, il quotidiano ha posto una domanda destinata ad alimentare il dibattito: se l’obiettivo principale di LinkedIn è favorire la crescita della propria carriera, è davvero possibile essere autentici all’interno della piattaforma?

FAQ

Perché su LinkedIn si usa più l'IA rispetto ad altri social?

Gli utenti ricorrono all'IA in contesti professionali per supportare la propria identità lavorativa: molti preferiscono chatbot per scrivere post destinati a colleghi, aziende o potenziali datori.

L'uso massiccio di IA mette a rischio l'autenticità dei contenuti?

La crescente scrittura automatica solleva dubbi: su LinkedIn l'autenticità è cruciale per la reputazione professionale, perciò il fenomeno alimenta un acceso dibattito.

Come si confronta LinkedIn con altre piattaforme?

Pangram trova LinkedIn al top: rappresenta il 62% del volume di testi classificati come generati dall'IA nel campione, mentre su X, Reddit e Substack le percentuali sono molto più basse.