Libri rari digitalizzati e poi distrutti per alimentare l'intelligenza artificiale: l'allarme dei librai
Ondate di ordini anomali di volumi rari insospettiscono i librai, che temono siano le società ad acquistarli per poi tagliarli e digitalizzarli in nome dell'IA.

Sono migliaia i libri rari e antichi sopravvissuti alle insidie del tempo che ora rischiano di non sopravvivere all’intelligenza artificiale. L’allarme arriva dai librai australiani, secondo i quali la rapidissima accelerazione della catena di approvvigionamento delle aziende di IA potrebbe portare alla distruzione di volumi introvabili, tutto in nome dello sviluppo tecnologico.
- Sempre più libri rari acquistati, ma per cosa?
- Le aziende IA stanno distruggendo i libri rari per addestrare i chatbot
- C'è modo per fermare le aziende IA?
Sempre più libri rari acquistati, ma per cosa?
A riportare la notizia è il Guardian Australia. Negli ultimi tempi i librai hanno notato un’ondata di ordini del tutto anomali rispetto ai soliti flussi di clienti. Il quotidiano spiega che le richieste arrivavano spesso "da grandi piattaforme di vendita di libri usati […], dove l’inventario può variare da tascabili economici a pezzi rari e costosi".
Chi ordinava pagava in anticipo senza discutere minimamente sui costi di spedizione, piazzando acquisti consistenti di 30 o 40 libri alla volta.
Gli ordini sembravano insensibili ai prezzi e del tutto casuali: si andava da titoli di nicchia a volumi di scarso valore, fino a fondi di magazzino vecchi di decenni, con l’obiettivo di spedire diversi scatoloni all’estero.
All’inizio alcuni librai hanno pensato si trattasse di semplice arbitraggio commerciale, una pratica comune nel settore dell’usato, ma le modalità specifiche restavano sospette.
E qui la nostra domanda: cosa c’entra l’intelligenza artificiale in tutto questo?
Le aziende IA stanno distruggendo i libri rari per addestrare i chatbot
I sospetti nascono da una causa per violazione del copyright intentata negli Stati Uniti da alcuni autori contro la società Anthropic (Bartz, et al. v. Anthropic PBC).
Dai documenti del tribunale desecretati all’inizio di quest’anno è emerso che l’azienda praticava la cosiddetta "scansione distruttiva". Ossia acquistare libri cartacei e per velocizzare la digitalizzazione delle pagine arrivare a tagliarne i dorsi, portando così alla distruzione del volume integro.
A detta del Guardian, questa pratica è ormai consueta tra le aziende di IA generativa; in più, diversi intermediari stanno facilitando questi acquisti secondo recenti rapporti.
Vedendo queste vendite anomale, gli esperti librai temono di essere finiti proprio in questo ingranaggio e che testi storici rischino di essere distrutti solo per alimentare questi sistemi con nuovi contenuti.
C’è modo per fermare le aziende IA?
Dal punto di vista legale, probabilmente no. Il giudice della causa sopramenzionata ha infatti stabilito che la pratica in questione, appunto la conversione da cartaceo a digitale tramite "scansione distruttiva" di libri acquistati legalmente, rientra nel fair use. La corte l’ha considerata una trasformazione di formato per uso interno, poiché il libro fisico viene distrutto e sostituito da quello digitale senza creare copie aggiuntive o distribuirlo all’esterno.
Tra l’altro, in linea generale, una volta acquistato un libro viene considerato una merce qualsiasi: il nuovo proprietario ha il pieno diritto di distruggerlo, a patto di non violare norme ambientali, leggi a tutela dell’ordine pubblico oppure un vincolo da parte dello Stato.
Il problema qui è puramente culturale. Se ad essere distrutta è una copia di un libro di scarso valore, stampato in centinaia di migliaia di esemplari, il danno è relativo. Ma se si tratta di un’opera unica o dal valore storico inestimabile, la perdita è enorme.
Perciò, tutto resta nelle mani dei venditori e della loro sensibilità: solo rifiutando la vendita prima che si concluda, specialmente se si scopre che l’acquirente intende fare a pezzi un volume raro, si può allora salvare i libri.
FAQ
Perché stanno ricevendo ordini insoliti di libri rari e antichi, spesso acquistati in blocco e senza trattare sul prezzo. Temono che questi volumi finiscano distrutti per alimentare sistemi di intelligenza artificiale.
È una pratica in cui si acquistano libri cartacei, si tagliano i dorsi e si digitalizzano le pagine più velocemente. Il volume fisico viene così distrutto per ottenere una copia digitale.
Secondo i documenti emersi nel caso Anthropic, alcune aziende di IA hanno usato libri acquistati legalmente per creare archivi digitali interni.
La tutela dipende soprattutto da chi vende. Se un libraio capisce che l’acquirente vuole smembrare un volume raro, può rifiutare la vendita prima che l’operazione si chiuda.



















